Università di Udine, master sulla fauna selvatica: 25 posti e domande entro il 1° ottobre
Il corso dell’Università di Udine parte a novembre 2026, dura un anno e forma specialisti tra monitoraggio, cura e gestione dei conflitti.
UDINE - L’Università di Udine apre le iscrizioni a un nuovo master dedicato alla fauna selvatica e alla convivenza con le attività umane. Il percorso, organizzato dal Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, partirà a novembre 2026, durerà un anno ed è rivolto ai laureati magistrali. I posti disponibili sono 25 e le domande di ammissione dovranno essere presentate entro le 12 del 1° ottobre.
Il corso, intitolato “Conservazione e cura della fauna selvatica e gestione delle interazioni con le attività antropiche”, punta a formare figure specializzate nella gestione, conservazione, monitoraggio e cura degli animali selvatici, integrando competenze ecologiche, veterinarie e gestionali. A dirigere il master è Stefano Filacorda.
Come è organizzato il master
L’attività formativa prevede 304 ore di didattica, in fascia serale e nel fine settimana, con circa il 50% delle lezioni online, a cui si aggiungono 400 ore di stage. L’impostazione del corso è pensata per fornire competenze operative e strumenti applicabili sia nella gestione della fauna sia nelle situazioni di conflitto con le attività antropiche.
Tra gli obiettivi indicati dal percorso ci sono la formazione di esperti capaci di affrontare le interazioni tra uomo e fauna, l’approfondimento delle tecniche di conservazione, gestione e monitoraggio e lo sviluppo di competenze nel rilevamento, nel campionamento e nell’analisi dei dati faunistici. Una parte del programma riguarda anche la gestione sanitaria, il soccorso e la riabilitazione degli animali selvatici, oltre alla tutela della biodiversità e alla gestione sostenibile degli ecosistemi naturali.
Le specie al centro della formazione
Il master affronta in modo specifico diversi gruppi faunistici di particolare rilievo sul piano conservazionistico e gestionale. Tra questi figurano i grandi carnivori, come orso, lupo e lince; i medi e mesocarnivori, tra cui lontra, gatto selvatico e sciacallo; gli ungulati; i rapaci e altre specie di uccelli di interesse conservazionistico e venatorio; oltre alle specie legate agli ecosistemi acquatici e ai corsi d’acqua.
Monitoraggio, raccolta dati e analisi
Una parte centrale del corso sarà dedicata alle tecniche di monitoraggio invasivo e non invasivo. Nel primo gruppo rientrano i metodi di cattura, marcatura e applicazione di radio-collari satellitari. Tra le tecniche non invasive sono invece previste attività di campionamento di campioni biologici, osservazioni dirette, fototrappolaggio, monitoraggio acustico passivo e snow tracking.
L’obiettivo è mettere i partecipanti nelle condizioni di raccogliere dati su fauna e ambiente e di gestirli in modo corretto, fino all’analisi statistica e alle metodologie di modellizzazione utili alla gestione delle specie su scala regionale, nazionale e transnazionale.
Danni da fauna, prevenzione e gestione sanitaria
Il programma comprende anche l’analisi dei sistemi zootecnici, forestali e agricoli e del loro ruolo nel favorire la biodiversità, insieme allo studio delle misure per ridurne la vulnerabilità rispetto alla fauna selvatica. Spazio anche alla valutazione dei danni provocati dagli animali selvatici, alle tecniche di mitigazione e prevenzione e ai metodi di controllo delle popolazioni.
Un altro filone riguarda la conservazione della natura attraverso progetti basati sulla partecipazione delle comunità locali, la gestione dei conflitti e il coinvolgimento dei portatori di interesse.
Sul versante sanitario, il master fornirà conoscenze sulla gestione sanitaria della fauna selvatica, sul pronto soccorso, sulla gestione in cattività a fini riabilitativi, sulle emergenze sanitarie e sui principi di benessere animale ed etica. Nel percorso sono comprese anche le indagini di carattere forense applicate alla fauna selvatica.
A chi si rivolge
Il corso è destinato in particolare a tecnici ed esperti impegnati nel monitoraggio, nella gestione e nella conservazione della fauna selvatica, nella gestione sostenibile delle aree naturali e seminaturali, nelle situazioni di rischio e conflitto con gli animali selvatici e nei progetti di conservazione a livello locale, nazionale ed europeo. Tra i destinatari indicati ci sono anche veterinari e assistenti veterinari interessati a sviluppare competenze specifiche nella gestione, nel monitoraggio e nella cura della fauna selvatica.