Vajont, il 9 ottobre nelle scuole la memoria diventa lezione di prevenzione
Nel 2026 la Giornata nazionale del 9 ottobre viene rilanciata come occasione didattica su rischio, territorio e segnali da riconoscere.
LONGARONE - A 63 anni dalla tragedia del Vajont, il 9 ottobre torna al centro non solo come data della memoria, ma come occasione educativa per le scuole. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita infatti gli istituti a usare la ricorrenza del 9 ottobre 2026 per un percorso didattico sulla prevenzione, partendo dalla lettura dei segnali che precedettero il disastro del 1963 e dal rapporto tra conoscenza scientifica, decisioni e sicurezza delle comunità.
La proposta nasce in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo. Per il CNDDU il punto non è fermarsi alla commemorazione, ma trasformare il Vajont in un caso di studio capace di aiutare gli studenti a capire come si costruisce la prevenzione prima dell'emergenza.
La sera del 9 ottobre 1963 una vasta massa rocciosa si staccò dal Monte Toc e precipitò nel bacino artificiale del Vajont. L'onda sollevata dalla frana superò la diga e travolse il fondovalle, devastando Longarone e altri centri. Il bilancio fu di 1.917 vittime.
La proposta per le scuole
Secondo il Coordinamento, il valore educativo del Vajont sta soprattutto in ciò che avvenne prima della catastrofe. Nel tempo, ricorda il CNDDU, erano emersi elementi di instabilità del versante, erano state svolte indagini e si erano manifestati fenomeni che avrebbero richiesto una valutazione sempre più attenta del rischio.
Da qui la proposta rivolta alle scuole: l'iniziativa “Vajont Risk Lab – Leggere i segnali, costruire prevenzione”, pensata come un percorso di approfondimento in cui la memoria storica diventa ricerca e conoscenza. L'idea è accompagnare gli studenti nella lettura di documenti, dati, immagini e testimonianze relativi agli anni precedenti il disastro, per ricostruire il quadro delle informazioni disponibili e capire quando e come i segnali osservati avrebbero dovuto cambiare la percezione del pericolo.
Il metodo suggerito dal CNDDU punta a sottrarre il Vajont a una lettura fatalistica. L'obiettivo è mostrare che la prevenzione passa da osservazione, verifica e capacità di dare il giusto peso ai segnali provenienti dal territorio.
Dal caso storico al territorio in cui si vive
La seconda parte del percorso proposto guarda al presente. Lo stesso metodo di osservazione potrebbe infatti essere applicato al territorio in cui ogni scuola è inserita, partendo dalle informazioni rese disponibili dagli enti competenti.
In concreto, gli studenti potrebbero conoscere più da vicino le caratteristiche dei luoghi in cui vivono, individuare i fenomeni che richiedono particolare attenzione e capire come vengono raccolte, interpretate e comunicate le informazioni utili alla sicurezza della popolazione. Il lavoro, nelle intenzioni del Coordinamento, potrebbe poi confluire in una restituzione elaborata dalle classi e rivolta alla comunità scolastica.
Per il CNDDU è in questo passaggio, dalla storia all'osservazione del presente, che il Vajont conserva una forte funzione pedagogica: non come vicenda chiusa e lontana, ma come caso utile per comprendere il rapporto tra territorio, conoscenza e decisione.
Perché il 9 ottobre resta una data attuale
Nella riflessione proposta dal Coordinamento, la domanda centrale resta quella che il Vajont continua a porre anche oggi: che cosa accade nel tempo che separa la comparsa di un segnale dalla decisione di intervenire? È in questo intervallo, sottolinea il CNDDU, che la conoscenza deve essere interpretata, comunicata e trasformata in scelta.
Portare questa domanda nelle aule, secondo il presidente Romano Pesavento, significa offrire agli studenti qualcosa di più di una ricostruzione del passato. Significa insegnare a non considerare irrilevante un'anomalia solo perché non ha ancora prodotto conseguenze, a cercare fonti attendibili prima di formulare un giudizio e a comprendere che la prevenzione nasce molto prima del momento dell'emergenza.
L'iniziativa “Vajont Risk Lab – Leggere i segnali, costruire prevenzione” viene così indicata come uno strumento per restituire al 9 ottobre una dimensione partecipativa, facendo della scuola un luogo in cui la memoria della tragedia si traduce in conoscenza concreta del territorio e dei rischi che lo riguardano.