Vajont, Buna: il Fvg valuti con attenzione l’ingresso nella Fondazione
La consigliera della Lega chiede un quadro preciso su contributi, costi e prospettive prima di aderire come socio.
Trieste, 30 ottobre - "La Regione Friuli Venezia Giulia non ha mai dimenticato la tragedia del Vajont e lo dimostrano le risorse che negli anni ha continuato a mettere a disposizione per preservare la memoria di quanto accaduto e garantire la sicurezza e la valorizzazione dei luoghi della tragedia. Per valutare un eventuale ingresso nella Fondazione Vajont, è quindi necessario avere a disposizione un quadro preciso dei contributi già garantiti e delle attività portate avanti dal nostro territorio, almeno negli ultimi 8 anni con la Giunta Fedriga. Il Friuli Venezia Giulia ha sostenuto concretamente questo impegno attraverso una norma dedicata e contributi specifici, tra cui i 70mila euro che vengono annualmente destinati alla fondazione dal Parco delle Dolomiti friulane per la gestione degli ingressi sul coronamento della diga". Lo dichiara, in una nota, la consigliera regionale della Lega Lucia Buna, riprendendo il suo intervento in V Commissione dedicata alle audizioni dei rappresentati della Fondazione Vajont.
Il nodo dell’ingresso nella Fondazione Vajont
La consigliera pone l'attenzione "sull'importo necessario per entrare a far parte della fondazione come socio, che è pari a 375mila euro. Una cifra - sottolinea Buna - che merita un approfondimento, voluto anche dall'assessore Anzil attraverso questa audizione. Sono trascorsi 20 anni e molte attività sono già state realizzate. Oggi si tratta di capire quale nuovo percorso si voglia costruire insieme e quali siano le prospettive concrete di collaborazione".
"In questi anni - ricorda l'esponente della Lega - la Regione ha sostenuto Comuni, associazioni e altre realtà attraverso strumenti e contributi dedicati. Se dovessimo entrare nella Fondazione, dobbiamo capire se queste attività proseguiranno in modo autonomo e con risorse adeguate oppure se confluiranno nella programmazione della Fondazione. Non vorremmo che un'eventuale adesione finisse per penalizzare le iniziative che oggi raggiungono direttamente le comunità locali".
Il ruolo dei Comuni e la memoria del Vajont
La consigliera sottolinea infine l'importanza del coinvolgimento dei Comuni: "Credo sia necessario ascoltare anche i sindaci dei territori maggiormente interessati, perché sono loro i primi custodi della storia e delle esigenze delle comunità coinvolte. Anche sul piano didattico, diversi istituti scolastici organizzano visite e progetti dedicati a questo luogo". "La memoria del Vajont - conclude Buna - è un patrimonio che appartiene a tutti e che merita il massimo rispetto. Proprio per questo le scelte devono essere ponderate, trasparenti e fondate su un'equa compartecipazione tra i soggetti coinvolti".