Vajont, Conti: dalla memoria delle quasi 2mila vittime l’impegno contro il dissesto in Fvg

Nel ricordo della tragedia del 9 ottobre 1963, la segretaria regionale del Pd Fvg richiama prevenzione e sicurezza del territorio.

08 ottobre 2026 17:38
Vajont, Conti: dalla memoria delle quasi 2mila vittime l’impegno contro il dissesto in Fvg -
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TRIESTE - Nel ricordo del Vajont, la segretaria regionale del Partito democratico del Friuli Venezia Giulia, Caterina Conti, lega l’anniversario della tragedia a una richiesta precisa: trasformare la memoria delle quasi duemila vittime in azioni concrete contro il dissesto idrogeologico e per la sicurezza del territorio regionale.

L’intervento arriva in occasione dell’anniversario del disastro che nella notte del 9 ottobre 1963 travolse Longarone, Erto, Casso e i comuni limitrofi. Per Conti, l’omaggio alle vittime non può restare solo commemorazione, ma deve tradursi in un impegno politico e civile perché nessuno perda più la vita a causa di incuria, speculazione o disprezzo del territorio.

Il messaggio politico nell’anniversario del Vajont

Secondo la segretaria del Pd Fvg, ricordare il Vajont significa assumersi la responsabilità di rendere il Friuli Venezia Giulia un luogo più sicuro per chi lo abita. Il punto centrale del suo intervento è la necessità di mettere in campo misure concrete contro il dissesto idrogeologico, utilizzando tutti gli strumenti istituzionali e legislativi disponibili.

Conti sostiene che la memoria della tragedia debba tradursi in una linea di azione chiara sulla tutela del territorio, con l’obiettivo di prevenire nuovi disastri legati alla fragilità ambientale o a scelte sbagliate nella gestione del suolo.

Il richiamo a incendi e alluvioni degli ultimi mesi

Nel suo intervento, Conti definisce il territorio un bene prezioso e insostituibile, da custodire anche attraverso la prevenzione. Il riferimento è ai danni provocati da incendi e alluvioni visti negli scorsi mesi, richiamati come segnali che impongono attenzione costante e interventi concreti.

Il passaggio collega il ricordo del Vajont ai problemi più attuali della regione: la messa in sicurezza del territorio, la riduzione dei rischi e la necessità di evitare che eventi estremi o situazioni aggravate dall’incuria possano trasformarsi in tragedie.

La diga del Vajont come monito

Nelle parole della segretaria regionale del Pd, la diga del Vajont resta “un monumento contro la cecità delle istituzioni e la logica del profitto anteposta al rispetto della natura e alla sicurezza delle persone”.

È questo il significato politico che Conti attribuisce all’anniversario: non solo il ricordo di quanto accadde nel 1963 tra Longarone, Erto, Casso e i territori vicini, ma anche un monito attuale sul rapporto tra sviluppo, tutela ambientale e responsabilità pubblica.

La sua presa di posizione insiste quindi su un punto: dalla memoria del Vajont, secondo Conti, deve nascere un impegno concreto per la prevenzione e per una maggiore tutela del territorio in Friuli Venezia Giulia.

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