Val d’Orcia capitale del cicloturismo: tra vigne, borghi e panorami unici
Val d’Orcia in bicicletta tra Montalcino, San Quirico, Pienza e San Giovanni d’Asso: un itinerario tra borghi, natura e paesaggi toscani
Scoprire i borghi della Toscana vuol dire aprirsi a un’esperienza unica, tra natura che incanta e un patrimonio culturale che il mondo ci invidia e che si è mantenuto pressoché intatto nei secoli.
Esistono diversi modi per lasciarsi stupire da tutto ciò e uno di questi è la bicicletta.
Con le due ruote si può vivere una vacanza all’insegna della libertà e della salute, ammirando luoghi spesso difficili da raggiungere con l’auto e, soprattutto, passando il tempo a contatto con la natura.
Tutta la Toscana si presta bene al cicloturismo ma c’è una zona in particolare dove i lunghi percorsi in sella alla bici sono parte del DNA del territorio: la Val d’Orcia.
Qui si dipana l’itinerario de L’Eroica, una delle gare ciclistiche più celebri d’Italia - e non solo - che si svolge su mezzi d’epoca.
Il paesaggio accompagna con grazia il ciclista che sceglie di scoprire la Val d’Orcia con quell’adrenalina che solo la regina dei velocipedi sa regalare.
I filari di vite ordinati lasciano posto, nel giro di pochi km, a grandi boschi, senza dimenticare i viali candidi fiancheggiati dai cipressi, luoghi cantati da poeti autori di liriche immortali.
Un itinerario ideale prevede la partenza da Montalcino, il borgo simbolo del Brunello, un rosso carico di vigore che viene prodotto e venduto in cantine spesso aperte al pubblico, con la possibilità di scoprire una filiera che rende grande il nome dell’Italia da secoli.
Oltre che per le cantine, il borgo è famoso anche grazie alle mura medievali, che mantengono la medesima struttura dei secoli in cui sono state costruite.
Durante il camminamento che permette di percorrerle, si può godere di un panorama di bellezza impareggiabile.
Gli amanti della natura che hanno intenzione di fermarsi almeno una giornata presso questo straordinario paesino possono scegliere di soggiornare in strutture come Hotel Si Montalcino, albergo famoso in zona proprio per la presenza di camere con terrazza panoramica.
Dopo aver visitato Montalcino si può partire alla volta di San Quirico d’Orcia.
Borgo attraversato dalla via francigena, si è sviluppato ed è cresciuto attorno alla Pieve di Ossena.
Il centro storico, protetto dalla cinta muraria, da secoli ospita alcuni capolavori artistici straordinari, a partire dagli Horti Leonini, uno dei più felici esempi di giardino all’italiana, senza dimenticare la Collegiata e la Chiesa di Santa Maria Assunta.
In bici per la Val d’Orcia: le altre tappe da non perdere
Finito di ammirare San Quirico d’Orcia, arriva il momento di ritornare in sella alla bici e di partire nuovamente alla scoperta di luoghi che continuano a rappresentare un riferimento unico per chi ama l’arte e la natura che solo l’Italia è capace di regalare.
Si arriva quindi a Vignoni, località celebre per le grandi vasche termali, per proseguire fino a Pienza.
Quanto di straordinario il Rinascimento ha dato all’Italia e al mondo lo possiamo trovare nei quadri, ma anche nel progetto della città ideale, legato indissolubilmente al nome di Pio II, Enea Silvio Piccolomini, che qui nacque.
Il pontefice, nel 1458, decise di rendere il suo borgo natale, che anticamente era noto come Corsignano, un luogo che ospitasse alcuni degli esempi più autentici di architettura ed estetica di un periodo di vera e propria rinascita dell’ingegno e dell’espressione creativa umana.
Tra i monumenti testimoni di tutto questo spicca indubbiamente il Duomo, con la sua facciata in perfetto stile rinascimentale.
Al suo interno, è possibile ammirare alcuni dei capolavori pittorici della scuola senese.
Da citare è anche la residenza di Papa Pio II, nota per i suoi bellissimi giardini pensili.
Il giro della Val d’Orcia in bicicletta prosegue fino a San Giovanni d’Asso. Qui, in attesa di ripartire, ci si può ristorare all’ombra degli alberi del Bosco della Ragnaia, un parco creato dall’artista statunitense Sheppard Craige.
Qui la magia della natura si unisce alla suggestione di opere d’arte contemporanea che invitano all’introspezione filosofica.
Una particolarità di questo luogo? Gli alberi sono tutti uguali, per la precisione lecci (o querce sempreverdi).