Travolto e ucciso da una valanga durante un’escursione: chi era il 29enne vigile del fuoco

Due valanghe nel pomeriggio in Friuli: uno scialpinista perde la vita, un altro uomo ferito ma salvo. Interventi complessi dei soccorsi.

02 febbraio 2026 05:54
Travolto e ucciso da una valanga durante un’escursione: chi era il 29enne vigile del fuoco -
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Un pomeriggio drammatico sulle montagne del Friuli, dove due valanghe si sono staccate a pochi minuti di distanza l’una dall’altra dopo le 14, coinvolgendo scialpinisti impegnati in escursioni in quota. Il bilancio è pesante: una vittima e un uomo ferito, fortunatamente non in pericolo di vita.

La prima slavina è stata segnalata in zona Casera Razzo, al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, a circa 1.800 metri di altitudine. Qui ha perso la vita Carlo Notari, 29 anni, originario dell’Emilia Romagna, vigile del fuoco recentemente trasferito a Trieste dove lavorava ed era residente.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane scialpinista stava risalendo il pendio insieme a un compagno. Quest’ultimo si trovava più in basso quando, durante un passaggio in diagonale, si sarebbe verificato il distacco della massa nevosa che ha travolto Notari, seppellendolo completamente.

L’uomo è stato individuato oltre quattro ore dopo, sotto circa un metro e mezzo di neve, sul monte Tiarfin, tra Casera Razzo e Casera Chiaverin, nel territorio comunale di Sauris. Per lui, purtroppo, non c’era più nulla da fare.

È stato proprio il compagno di escursione, rimasto illeso, a lanciare l’allarme quando non ha più visto riemergere l’amico. La chiamata al Numero unico di emergenza 112 ha permesso ai soccorritori di raggiungere rapidamente il punto indicato come luogo del travolgimento.

La valanga si è staccata in un’area compresa tra Col Marende e Forcella Tragonia, sotto un rilievo di circa 1.930 metri, sopra Casera Tragonia. Il distacco avrebbe interessato uno strato recente di neve, con spessore medio di 80 centimetri, accumulato dalle ultime precipitazioni.

Non sono ancora noti dati precisi sull’ampiezza del fronte, ma secondo le prime valutazioni tecniche la slavina potrebbe aver raggiunto una lunghezza di almeno cento metri. Un fronte imponente, sufficiente a rendere estremamente difficili le operazioni di ricerca.

I soccorritori hanno lavorato a lungo scavando senza sosta nella speranza di trovare l’uomo ancora in vita. Uno sforzo intenso e coordinato, purtroppo conclusosi con l’esito più tragico.

Quasi in contemporanea, una seconda valanga si è staccata a Sella Nevea, a circa 2.000 metri di quota, lungo il percorso di scialpinismo che collega Sella Ursic alla Conca Prevala. In questo caso, un uomo di nazionalità straniera, che faceva parte di un gruppo di cinque persone, è stato investito dalla massa di neve.

I compagni sono riusciti a estrarlo rapidamente, evitando conseguenze peggiori. L’uomo è stato successivamente trasportato in ospedale per accertamenti, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Gli altri quattro escursionisti sono rimasti illesi.

Dopo il primo allarme, si è attivata una complessa operazione di soccorso che ha coinvolto numerose squadre specializzate provenienti sia dal Friuli Venezia Giulia sia dal Veneto. In zona era presente anche un’unità cinofila, impegnata in un’esercitazione, che è stata immediatamente impiegata nelle ricerche.

Sono intervenuti più elicotteri, tra cui quello della Protezione civile, il mezzo aereo dei vigili del fuoco e l’elicottero dell’elisoccorso regionale. Sul posto anche operatori della Guardia di finanza e tre unità cinofile da valanga, una delle quali trasferita rapidamente da Claut, nei pressi del Rifugio Pradut.

Un pomeriggio segnato da condizioni critiche in montagna, che riporta l’attenzione sui rischi elevati legati alle escursioni in quota dopo abbondanti nevicate.

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