Veneto: 73,9% case di riposo non ha contagi

"Sul totale di 330 case di riposo del Veneto, 244, cioè il 73,9%, sono "pulite", non hanno registrato casi di contagio da Coronavirus". Lo ha detto il governatore Luca Zaia, riferendo i dati dello...

20 aprile 2020 13:56
Veneto: 73,9% case di riposo non ha contagi -
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"Sul totale di 330 case di riposo del Veneto, 244, cioè il 73,9%, sono "pulite", non hanno registrato casi di contagio da Coronavirus".

Lo ha detto il governatore Luca Zaia, riferendo i dati dello screening effettuato nelle Rsa della regione.

L'assessore alla sanità, Lanzarin, ha poi spiegato che il tasso di contagio registrato tra gli ospiti delle Rsa è del 6,4% (2.154 persone) e del 3,2 % tra gli operatori (1.003). 

IL REPORT DALLA CONFERENZA STAMPA DI OGGI

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, apre la conferenza stampa di oggi lunedì 20 aprile, parlando dei test: «Abbiamo ufficialmente esaurito tutti i magazzini dei tamponi,
ora siamo a regime e siamo a zero giacenze. I positivi sono più di 16
mila. Su questo tema sembra che le regioni del Nord siano gli untori
quindi bisogna chiudere le frontiere. Se voi andate a vedere i dati
della Campania, che più o meno ha i nostri stessi
abitanti, ha un quinto dei tamponi rispetto a noi ma ha più di un quinto
dei positivi rispetto a noi. E’ difficile paragonare realtà che hanno
fatto tamponi diversi, il contagiato lo trovi se vai a cercarlo. Noi
abbiamo fatto più di 250 mila tamponi, la Campania solo 48 mila».

«Arrivano ancora donazioni e ringrazio. Servono
perchè la preparazione per la fase due e per l’autunno prevede grossi
investimenti. Abbiamo 55 milioni di euro raccolti».

«Al momento non c’è nessuna decisione per la riapertura.
Ricordo che il governo è l’unico che ha la competenza per decidere. La
posizione del Veneto è questa: se il governo decide che con gradualità
si possa riaprire noi affrontiamo l’apertura con tutta una serie di
misure e non prescinde dal fatto che ci sia l’accordo tra lavoratori e
datori di lavoro. Questo percorso dev’essere fatto assieme. Prima viene
la salute. Noi non siamo degli irresponsabile: la riapertura più che una
fase due è una fase di convivenza con il virus. Che è esattamente
quello che hanno fatto tutti quelli che ci sono passati prima di noi. Si
è visto che quando inizia, il virus va a zero in 70 giorni. Picco
terapie intensive alla sesta settimana e poi il calo e tutto quello che
ne consegue. Qualcuno dice che si potrebbe attendere ancora un po’:
certo ma le misure sarebbero le stesse. Perchè il virus continua a
rimanere. Questa è una fase di convivenza con tutti i rischi che
comporta. Se dovessimo fare una pubblicità progresso dovremmo dire:
“Attenti perchè la morte è dietro l’angolo”. Ci vuole rispetto e
prudenza, fondamentale l’uso corretto della mascherina. L’alternativa è
stare chiusi finchè non c’è più il virus e questo significa mesi o
addirittura anni. A Vo’ con tutti i tamponi abbiamo scoperto che c’erano
66 asintomatici: se non li beccavamo magari sarebbero diventati 600.
Non so dire se si sia già formata l’immunità di gregge».

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