In Veneto 2 assunzioni su 3 nel manifatturiero passano ancora dal passaparola
L’analisi di inJob segnala forti carenze per fabbri, meccanici e manutentori. Nel 2025 oltre 3.700 inserimenti in regione.
VERONA - Nel manifatturiero veneto solo un lavoratore su tre trova impiego attraverso canali formali di selezione, mentre la maggior parte delle assunzioni continua a passare da passaparola, conoscenze personali e segnalazioni. È il dato che emerge dall’osservatorio territoriale di inJob, società di recruiting fondata a Verona nel 2001, che fotografa un mercato del lavoro regionale ancora segnato dalla difficoltà nel reperire profili tecnici.
A pesare sono soprattutto le figure specializzate. A giugno 2026 restano scoperti il 73,2% dei posti per fabbri, il 67,4% per meccanici, il 66,5% per manutentori e oltre il 64% delle ricerche di ingegneri e tecnici di processo. Un quadro che si inserisce in una tendenza nazionale: il 47% delle figure ricercate dalle imprese, pari a circa 2,7 milioni di posizioni, risulta di difficile reperimento.
Secondo l’analisi, molte aziende preferiscono oggi trattenere i dipendenti anche nei periodi di minore attività, evitando di licenziare e riassumere, per il timore di non riuscire più a recuperare le competenze perse. Una scelta che però restringe ulteriormente gli spazi di ingresso per i lavoratori più giovani.
I profili più difficili da trovare
L’osservatorio mette in evidenza come il problema non riguardi soltanto il numero delle assunzioni, ma anche il modo in cui avviene l’incontro tra domanda e offerta. Nel settore manifatturiero veneto, l’uso prevalente di reti informali riduce la platea dei candidati e rende meno efficiente la selezione.
Sul fronte produttività, il Veneto mantiene un livello occupazionale alto, ma negli ultimi vent’anni ha accumulato un divario di circa 12 punti percentuali nella produttività del lavoro rispetto a undici regioni europee comparabili.
Enrica Ronchi, CEO di inJob, osserva che il manifatturiero italiano continua a cercare crescita ma si scontra con la mancanza di persone, con difficoltà di reperimento che colpiscono in particolare tecnici e operai specializzati. Ronchi sottolinea anche come in Veneto i canali informali restino prevalenti e come, in questo scenario, un intermediario specializzato possa incidere nella costruzione di percorsi di selezione e sviluppo più aderenti ai bisogni delle imprese.
Le differenze tra i territori veneti
L’analisi entra poi nei singoli contesti locali. A Belluno il distretto dell’occhialeria e le aziende terziste della subfornitura stanno risentendo della ristrutturazione delle catene di fornitura globali, con un calo degli ordini che spinge verso fusioni e aggregazioni.
Verona viene indicata come snodo logistico tra Brennero e Serenissima, con una spinta trainata da packaging e vino. Treviso mostra invece una crescita nei comparti della tecnologia, dell’abbigliamento e calzaturiero e del wood-furniture. Mestre, infine, viene descritta come uno dei poli interessati dalla transizione energetica e dalla cantieristica navale.
Secondo Ronchi, la difficoltà di trovare personale non si limita alla manifattura in senso stretto, ma riguarda anche comparti meno attrattivi e comunque strategici, come fonderia e siderurgia, dove l’età media della forza lavoro è più elevata e il ricambio generazionale diventa un tema centrale.
I numeri di inJob in Veneto
Nel 2025 inJob ha avviato al lavoro in Veneto oltre 3.700 profili tra somministrazione a tempo determinato e indeterminato e inserimenti diretti nelle aziende partner. Il dato corrisponde a circa il 46% degli inserimenti realizzati a livello nazionale.
Di questi, oltre 1.200 arrivano dalla manifattura. La distribuzione provinciale vede Verona al 50%, Treviso al 15% e Vicenza al 14%.
Orientamento nelle scuole e Career Day
Accanto alla selezione, la società porta avanti attività di orientamento rivolte agli studenti. Il progetto Inspire, nato nel 2024, ha coinvolto finora oltre 35 istituti e 4.000 studenti tra Veneto e Trentino, con strumenti pratici per l’ingresso nel mercato del lavoro: dalla scrittura del curriculum alle simulazioni di colloquio, fino agli incontri con le aziende.
Tra le iniziative citate ci sono i Career Day organizzati con l’ITI Marconi di Verona, in collaborazione con Scaligera Basket, e con l’IPSIA Giorgi di Verona e Bovolone. Nel 2026 questi appuntamenti in formula speed date hanno coinvolto complessivamente 4-5 istituti del territorio e oltre un centinaio di aziende locali.