Il veneto entra nel Consiglio d’Europa con un volume per scuole e giovani

Il volume dell’ECML esce per la Giornata europea delle lingue, mentre in Regione Veneto avanza la legge unitaria.

26 settembre 2026 13:37
Il veneto entra nel Consiglio d’Europa con un volume per scuole e giovani -
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VENEZIA - La lingua veneta compare da oggi in una pubblicazione ufficiale del Centro europeo per le lingue moderne del Consiglio d’Europa. Il riferimento è al volume Lara’s linguistic journey through Italy, diffuso in occasione della Giornata europea delle lingue 2026 e dedicato alla diversità linguistica presente in Italia.

Si tratta di un passaggio rilevante sul piano istituzionale e scientifico, anche se non equivale a un riconoscimento giuridico. Nel testo dell’ECML, il veneto viene infatti presentato accanto ad altre lingue del patrimonio plurilingue europeo, in un lavoro pensato soprattutto per il mondo della scuola e per le giovani generazioni.

Il veneto entra nel Consiglio d’Europa con un volume per scuole e giovani

Tra i contenuti della pubblicazione ci sono anche registrazioni audio con parole di base ed espressioni in veneto, elemento che rende il materiale utilizzabile in chiave didattica.

Il riconoscimento europeo e cosa cambia

Il nuovo inserimento arriva dal Centro europeo per le lingue moderne, organismo del Consiglio d’Europa che si occupa di promuovere il pluralismo linguistico e l’educazione alle lingue. Il veneto entra così nel quadro delle lingue presentate nel volume dedicato all’Italia.

La precisazione resta centrale: non cambia lo status giuridico della lingua veneta nell’ordinamento italiano o europeo, perché quel piano segue percorsi distinti. Il dato politico e culturale, però, è che in una sede istituzionale europea il veneto viene incluso tra le lingue che contribuiscono alla ricchezza linguistica del continente.

Il testo di legge in Regione Veneto

Il riconoscimento europeo arriva mentre il tema è tornato al centro anche in Regione Veneto. In Consiglio regionale sono stati depositati tre progetti di legge sulla lingua veneta, presentati sia dalla maggioranza sia dall’opposizione.

Lo scorso luglio, davanti alla VI Commissione consiliare, è stato ascoltato anche il presidente dell’Academia de ła Bona Creansa – Academia de ła Łengua Veneta, prof. Alessandro Mocellin, chiamato a fare il punto sullo stato della lingua tra studi accademici, uso reale e attività didattiche nelle scuole e nelle università.

Il veneto entra nel Consiglio d’Europa con un volume per scuole e giovani

Dal confronto in commissione è maturata una proposta di legge unitaria sulla lingua veneta, già approvata dalla VI Commissione e ora indirizzata all’esame del Consiglio regionale per l’approvazione.

A rafforzare il quadro c’è anche un dato dell’Osservatorio Nord Est: il 65% dei residenti in Veneto si dichiara favorevole al riconoscimento della lingua veneta.

Scuole, università e corsi già attivi

Secondo Alessandro Mocellin, il tema oggi non è più se il veneto possa entrare nella scuola o nell’università, ma come rendere stabili e organiche esperienze che in parte sono già in corso. L’Academia sostiene infatti che, anche senza un riconoscimento formale, in Veneto esistano strumenti giuridici per sviluppare insegnamento, studio e trasmissione linguistica, come già avviene in altri territori con ladino e friulano.

Da anni l’Academia realizza attività e percorsi didattici nelle scuole del Veneto. L’insegnamento ha riguardato anche la formazione dei docenti e corsi universitari di lingua veneta.

Nel quadro delle iniziative accademiche, viene citata anche l’esperienza dell’Universidade Federal de Santa Maria, in Brasile, dove dopo l’avvio nel 2025 nel 2026 è ospitato il terzo corso universitario di Lingua Veneta, dopo le precedenti esperienze già avviate.

Il veneto entra nel Consiglio d’Europa con un volume per scuole e giovani

Per la Giornata europea delle lingue 2026, dunque, il veneto arriva contemporaneamente in una pubblicazione del Consiglio d’Europa, nell’attività di scuole e università e nel percorso legislativo aperto in Consiglio regionale.

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