Beagle maltrattati e usati per test farmacologici, 14 denunciati in Veneto: salvati 17 cani

A Verona 14 persone denunciate nell’indagine “Beagle nightmare”: contestate irregolarità nei test farmacologici, salvati 17 cani.

09 ottobre 2026 16:25
Beagle maltrattati e usati per test farmacologici, 14 denunciati in Veneto: salvati 17 cani -
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VERONA – Diciassette beagle recuperati e affidati alle associazioni, quattordici persone denunciate e un’indagine che coinvolge sia rappresentanti di un’azienda farmaceutica sia dirigenti e veterinari dell’autorità sanitaria locale. Sono gli esiti dell’operazione “Beagle nightmare”, condotta dai Carabinieri Forestali sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona.

Gli accertamenti, durati quasi due anni, hanno riguardato le condizioni di detenzione e l’utilizzo di cani destinati alla sperimentazione farmacologica. Al centro dell’inchiesta figurano rappresentanti di APTUIT Srl di Verona, società attiva nella ricerca e nello sviluppo farmaceutico.

Le contestazioni sui test e sulle condizioni degli animali

Secondo la ricostruzione investigativa, i beagle sarebbero stati sottoposti a test farmacologici senza rispettare i protocolli ministeriali.

Gli inquirenti ipotizzano condotte di maltrattamento che avrebbero portato anche alla morte di animali, avvenuta durante le sperimentazioni oppure attraverso l’eutanasia. L’indagine riguarda quindi sia le modalità di custodia dei cani sia le procedure adottate per il loro impiego nei test.

La verifica delle condizioni di detenzione è al centro anche di altri interventi sul territorio del Nordest, come quelli che hanno portato al sequestro di cani e altri animali in condizioni di sofferenza in Friuli Venezia Giulia. Si tratta di vicende distinte dall’inchiesta veronese.

Dirigenti e veterinari denunciati per i verbali delle ispezioni

Tra le 14 persone denunciate figurano anche dirigenti e medici veterinari dell’autorità sanitaria locale di Verona.

Nei loro confronti viene contestata l’ipotesi di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Secondo gli investigatori, avrebbero attestato informazioni non veritiere nei verbali delle ispezioni, consentendo la prosecuzione delle condotte oggetto dell’indagine.

L’inchiesta si concentra dunque anche sull’attività di vigilanza e sulla corrispondenza tra quanto riportato nei documenti ufficiali e le condizioni effettivamente riscontrate.

Ispezioni, perquisizioni e accertamenti informatici

Le attività investigative sono state svolte dai militari del Raggruppamento Carabinieri CITES e del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Forestale di Verona.

Nel corso degli accertamenti sono state effettuate ispezioni, perquisizioni e verifiche informatiche, attraverso le quali è stata acquisita una vasta documentazione.

Il materiale raccolto resta al vaglio degli inquirenti per ricostruire le procedure seguite, le condotte contestate e le eventuali responsabilità individuali.

I 17 beagle affidati alle associazioni

Durante l’indagine sono stati recuperati 17 cani ancora in vita, posti sotto sequestro e affidati ad associazioni che si occuperanno delle cure e della riabilitazione fisica e psicologica.

La protezione degli animali e il loro recupero sono aspetti richiamati anche nelle recenti richieste delle associazioni sul caso del collare elettrico sequestrato a Tolmezzo, altra vicenda nella quale è stato sollecitato un percorso di assistenza in una struttura protetta.

Per i beagle recuperati a Verona, l’affidamento consentirà alle associazioni di seguirne il percorso di cura. Sul piano giudiziario, le contestazioni formulate nell’indagine dovranno essere accertate nel procedimento: la denuncia non equivale a una condanna e le persone coinvolte sono presunte innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità.

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