Viaggio del Ricordo a Trieste: oltre 50 giovani nei luoghi di foibe ed esodo
La tappa triestina è partita il 26 giugno con il ministro Abodi e proseguirà fino al 4 luglio.
TRIESTE - È partita oggi, 26 giugno 2026, la tappa triestina del Viaggio del Ricordo, il percorso promosso fino al 4 luglio per accompagnare oltre 50 giovani provenienti da diversi territori nei luoghi simbolo dell’esodo giuliano-dalmata, della tragedia delle foibe e delle vicende del confine orientale italiano.
L’avvio dell’iniziativa è stato ospitato nella Sala del Consiglio comunale di Trieste, alla presenza del ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi e dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro. Il progetto punta a coinvolgere direttamente le nuove generazioni in un itinerario di memoria che, nelle intenzioni dei promotori, va oltre il contesto locale triestino e richiama una riflessione nazionale.
Nel suo intervento, Scoccimarro ha definito l’iniziativa del Governo e del ministro Abodi «meritevole», sottolineando come la legge sul Giorno del Ricordo abbia contribuito, in oltre vent’anni, ad allargare nel Paese la consapevolezza sulle vicende del confine orientale, dopo un lungo periodo di silenzio.
Il percorso per i giovani fino al 4 luglio
Il Viaggio del Ricordo si sviluppa tra 26 giugno e 4 luglio 2026 e coinvolge più di 50 giovani provenienti da contesti territoriali differenti. L’obiettivo è portarli nei luoghi legati alla memoria dell’esodo giuliano-dalmata, delle foibe e della storia del confine orientale italiano, con un’impostazione che mette al centro il contatto diretto con i luoghi e con i fatti storici.
Per la città di Trieste, la tappa ha anche un valore simbolico particolare, perché riporta l’attenzione su una pagina che per decenni è rimasta ai margini del dibattito pubblico nazionale e che oggi viene riproposta attraverso strumenti rivolti soprattutto ai più giovani.
Le parole sulle foibe e sul confine orientale
Nel corso dell’incontro, l’assessore regionale ha richiamato il tema delle responsabilità storiche italiane nelle invasioni in Jugoslavia e in Africa, affermando che ogni guerra è terribile e che quei fatti fanno parte della storia. Allo stesso tempo ha sostenuto che un crimine non cancella l’altro e che la lettura delle foibe come semplice “vendetta antifascista” non regge alla prova dei numeri.
Secondo Scoccimarro, infatti, la maggior parte delle vittime delle foibe furono slave. Ha inoltre citato il lavoro di commissioni slovene e croate che avrebbero rinvenuto i resti di oltre 100.000 vittime della repressione comunista di Tito, leggendo questo dato come conferma del fatto che il regime puntasse all’eliminazione fisica di chiunque potesse ostacolarne l’affermazione.
L’assessore ha insistito in particolare sulla necessità di rafforzare il coinvolgimento delle giovani generazioni, considerandolo un passaggio decisivo per consolidare una memoria storica più diffusa e consapevole.
La proposta sul Treno del Ricordo a Campo Marzio
Tra i punti concreti emersi a Trieste c’è anche la proposta avanzata da Scoccimarro sul Treno del Ricordo. L’assessore ha indicato come possibile sede espositiva permanente la stazione di Campo Marzio, struttura che ha definito di grande pregio architettonico.
L’idea è quella di mantenere il convoglio stabilmente allestito e visitabile durante tutto l’anno, così da renderlo un presidio permanente della memoria, per poi farlo ripartire nel tour nazionale in occasione del 10 febbraio, Giorno del Ricordo. Una soluzione che, nelle intenzioni illustrate durante l’incontro, consentirebbe di dare continuità a un progetto oggi itinerante e di trasformarlo in una testimonianza stabile della storia del confine orientale.
La proposta prevede quindi un utilizzo annuale del treno come spazio espositivo a Trieste, con partenza per il tour nazionale in occasione del 10 febbraio.