Vicenza e la Montagna 2026, guida alle serate dal 13 ottobre: programma, sede e ingresso

Sette appuntamenti gratuiti fino al 3 novembre al Patronato Leone XIII: film, ospiti e incontri per scegliere la serata più adatta e arrivare preparati.

12 ottobre 2026 16:16
Vicenza e la Montagna 2026, guida alle serate dal 13 ottobre: programma, sede e ingresso -
Condividi

VICENZA – La XVII edizione di Vicenza e la Montagna entra nella sua parte centrale e prosegue fino a martedì 3 novembre. Per chi vuole scegliere una sola serata – o costruirsi un piccolo percorso tra documentari, ambiente, storia dell’alpinismo e cammini – il punto utile è questo: gli appuntamenti rimasti sono tutti a ingresso libero, iniziano alle 20.45 e si tengono al Patronato Leone XIII, in Contrà Vittorio Veneto 1.

Non è una rassegna riservata agli escursionisti più esperti. Il calendario mette insieme il racconto dei fiumi veneti, l’agricoltura terrazzata, le Dolomiti e il cinema di montagna, fino alle storie di chi attraversa l’arco alpino a piedi o di corsa. È quindi possibile scegliere per argomento, senza dover seguire l’intero programma. Il calendario pubblicato dal Comune di Vicenza conferma sia la durata della rassegna, dal 18 settembre al 3 novembre, sia la gratuità dell’accesso.

La serata da segnare subito: martedì 13 ottobre

Il prossimo appuntamento è martedì 13 ottobre con Anguane, le voci dell’acqua, film di Giovanni Pellegrini, Italia 2026, della durata di 70 minuti. Il documentario parte dal filo immaginario di un corso d’acqua che dalle Dolomiti arriva alla laguna e intreccia paesaggio, leggende e suono. Nel programma della rassegna il viaggio tocca riferimenti ben riconoscibili per il Veneto: Piave, Adige, Brenta e Sile.

È la scelta più immediata per chi cerca una serata legata al territorio senza il taglio della conferenza tecnica. La performer Maria Roveran raccoglie suoni di sorgenti, torrenti e grotte; musica e riprese convivono con gli interventi di biologi, speleologi e attivisti. Non si tratta quindi di un film di avventura in senso stretto, ma di un racconto sul rapporto fra acqua, immaginario e fragilità dei paesaggi. La scheda del programma ufficiale di Vicenza e la Montagna indica la Sala cinematografica del Patronato Leone XIII e l’orario delle 20.45.

Giovedì 15 ottobre: un’anteprima che parla anche ai Colli Berici

Giovedì 15 ottobre la rassegna propone l’anteprima italiana di Terrazzamenti del futuro (Terrasses d’avenir), docufilm francese del 2026 di Margot Gavelle e Olivia Gracia, 80 minuti. Le registe sono annunciate in sala. Il film segue un viaggio nell’Europa meridionale alla ricerca di terrazzamenti, tecniche tradizionali e possibili risposte alla gestione dell’acqua in agricoltura.

Per il pubblico vicentino c’è un legame concreto: il documentario include riprese dei terrazzamenti di Posina e Lumignano, ricostruiti dai volontari attraverso corsi dedicati alla pietra a secco. È perciò la serata più locale del blocco autunnale, anche per chi non frequenta la montagna ma conosce i paesaggi dei Colli Berici o vuole capire perché muri a secco, drenaggio e manutenzione non siano soltanto elementi estetici. L’appuntamento è nella Sala polifunzionale, sempre alle 20.45: chi arriva pensando al cinema deve quindi controllare la sala, anche se l’indirizzo resta lo stesso.

Il valore del film sta proprio nello spostare lo sguardo dalla montagna-vetrina a un patrimonio agricolo concreto: la rassegna non presenta i terrazzamenti come una soluzione automatica a ogni problema ambientale, ma come un sapere da conoscere nel contesto dell’acqua, del suolo e dell’abbandono di alcune aree rurali. È una distinzione utile anche per orientare una visione in famiglia o con studenti più grandi.

Dal Dolomitismo alle storie di esplorazione: 20 e 22 ottobre

Martedì 20 ottobre torna la Sala cinematografica con tre titoli della docuserie Dolomitismo. Racconti verticali, ideata e diretta da Emanuele Confortin e prodotta dalla Fondazione Dolomiti UNESCO: Catinaccio. Ritorno a Cima Mugoni, Croda Cimoliana. Sulle tracce della storia e Sass Maor. Il sogno nel cassetto. È l’appuntamento da preferire se interessa la storia delle ascensioni e il paesaggio dolomitico raccontato attraverso luoghi e persone, non una singola escursione da replicare.

Giovedì 22 ottobre, invece, la Sala polifunzionale ospita lo scrittore Fabio Dal Pan per una serata su Harold William Tilman, alpinista, esploratore e partigiano. Il collegamento con il Veneto non è soltanto biografico: il programma ricorda l’Alta via di Tilman, sentiero dedicato dal CAI di Asiago e di Falcade. Chi sceglie questa data deve aspettarsi un incontro narrativo, non una proiezione: è una differenza pratica che consente di evitare equivoci quando si prenota il proprio tempo serale.

Le ultime tre date: corsa, memoria e montagne meno ovvie

La rassegna continua martedì 27 ottobre con Endless Peaks di Andrea Bandinelli, Italia 2025, 58 minuti. Il protagonista Francesco Tomè e il regista sono indicati come presenti in sala. Il film segue la traversata compiuta nell’estate 2025 lungo l’arco alpino geografico: 2.300 chilometri e 150 mila metri di dislivello positivo in 60 giorni, dalla Croazia al Colle di Cadibona, seguendo il Sentiero Italia CAI. È la serata più adatta a chi cerca una storia sportiva, ma il documentario mette al centro anche il lavoro collettivo che sta dietro a un’impresa e non soltanto il risultato.

Giovedì 29 ottobre il cartellone cambia registro con Alpiniste e alpinisti tra il primo e il secondo dopoguerra. Dal vento del nazionalismo al profumo della libertà – 1921-1967. Intervengono Francesco Abbruscato, presidente del Gruppo regionale CAI Veneto, e il Coro sociale di Magrè, diretto da Luciano Zanonato. L’incontro ricorda gli 80 anni della Società Alpinisti Vicentini e prevede un rinfresco conclusivo. È la data da scegliere per chi vuole un taglio storico, con immagini e canti, più che il formato del documentario.

La chiusura è fissata per martedì 3 novembre con Movimento fermo. Piccole trame in equilibrio variabile, docufilm di Silvy Boccaletti, Italia 2023, 74 minuti. La regista sarà collegata in videoconferenza. Il film racconta tre persone impegnate in territori alpini, prealpini e appenninici lontani dalle destinazioni da cartolina: un finale coerente con una rassegna che usa la montagna anche per parlare di comunità, lavoro e cura dei luoghi.

Come arrivare e cosa controllare prima di uscire

La sede principale è il Patronato Leone XIII, Contrà Vittorio Veneto 1, nel centro di Vicenza. L’indirizzo e i contatti della struttura sono pubblicati dal Patronato; la sala cinema dispone di 467 posti distribuiti tra platea e galleria. Il sito della sede segnala inoltre un parcheggio interno e una caffetteria adiacente, elementi comodi per chi arriva in auto o vuole raggiungere il luogo con un po’ di anticipo.

Il consiglio pratico è non considerare però il parcheggio una prenotazione: l’organizzazione della rassegna indica ingresso libero, non posti assegnati né una procedura di registrazione online. Conviene arrivare con anticipo ragionevole, verificare il giorno stesso eventuali comunicazioni sul sito della rassegna e controllare se l’evento è in Sala cinematografica o Sala polifunzionale. Per esigenze specifiche di accessibilità, gruppi o mobilità è preferibile contattare direttamente la segreteria del CAI Vicenza, indicata dal Comune al numero 0444 513012, invece di basarsi su informazioni non aggiornate reperite sui social.

Chi vuole trasformare la serata in una visita culturale in città ha altre opzioni già aperte: a pochi passi dal centro storico, per esempio, le Gallerie d’Italia ospitano la mostra su Giandomenico Tiepolo, spiegata nella guida alla mostra di Giandomenico Tiepolo alle Gallerie d’Italia. Sono iniziative indipendenti, con accessi e orari propri: non esiste un biglietto unico e non vanno sovrapposte senza controllare i tempi.

Un calendario che completa l’autunno vicentino

Vicenza e la Montagna nasce dalla collaborazione tra CAI Vicenza, Giovane Montagna Vicenza, Società Alpinisti Vicentini, MontagnaViva di Costabissara e Montagne e Solidarietà. La formula di incontri gratuiti rende il calendario adatto anche a chi vuole avvicinarsi alla cultura della montagna senza programmare una trasferta o acquistare un biglietto.

In un ottobre ricco di proposte cittadine, la rassegna offre un’alternativa serale concentrata in un’unica sede. Per chi cerca iniziative diverse nella stessa area, Nordest24 ha raccontato anche il Festival delle famiglie e delle comunità Equivaliamo, appena concluso, e l’autunno in quota con Vèrben a Roana tra foliage e itinerari dell’Altopiano. Qui, però, la scelta è più semplice: una data, un tema e una sala, con la possibilità di tornare più volte fino al 3 novembre.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail