La comunità albanese di Vicenza guarda al centrodestra: accordo per il 2027 e il 2028

L’accordo coinvolge l’associazione guidata da Gjergji Korcari e apre a un possibile impegno civico alle comunali del 2028.

20 settembre 2026 11:22
La comunità albanese di Vicenza guarda al centrodestra: accordo per il 2027 e il 2028 -
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VICENZA - La Fratellanza della comunità albanese di Vicenza sceglie Giorgia Meloni per le politiche del 2027 e il centrodestra per le amministrative del 2028. L’intesa, annunciata oggi, porta dentro il perimetro della coalizione quella che viene indicata come la più strutturata associazione della comunità albanese cittadina, con un peso che va oltre il valore simbolico perché molti aderenti hanno già ottenuto la cittadinanza italiana e quindi votano sia alle elezioni nazionali sia a quelle comunali.

A condurre il confronto è stato Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia, con il sodalizio guidato dall’ingegnere Gjergji Korcari. Nell’operazione ha avuto un ruolo di collegamento anche il portavoce dell’associazione, Carmine Stellaccio, libero professionista vicentino.

Il peso elettorale della comunità

Il dato politico dell’accordo sta soprattutto nella platea coinvolta. Secondo quanto comunicato, gli albanesi rappresentano il 4,5% dei cittadini stranieri residenti a Vicenza e sono la seconda comunità europea extra-Ue della città dopo quella serba. A questo numero, però, si sommano i molti residenti che negli anni hanno acquisito la cittadinanza italiana e che quindi non compaiono più nelle statistiche sulla popolazione straniera.

È su questo bacino che il centrodestra punta in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Benigno parla di un percorso costruito su confronto e ascolto e indica tra i punti condivisi famiglia, lavoro, merito e rispetto delle regole. Nelle sue parole, gli albanesi di Vicenza sono parte integrante della città, tra lavoro dipendente, impresa, tasse pagate e figli inseriti nelle scuole del territorio.

Il riferimento alle elezioni del 2028

Sul piano cittadino, l’accordo viene letto anche in chiave amministrativa. Benigno indica nel 2028 il traguardo per un centrodestra "unito, compatto e aperto a tutte le energie civiche" e considera decisivo il contributo dell’area civica. In questo quadro si inserisce la figura di Korcari, che non esclude un impegno diretto alle prossime comunali proprio nell’area civica a sostegno della coalizione.

L’intesa, quindi, non riguarda soltanto il sostegno politico alle prossime elezioni parlamentari, ma apre anche a una possibile presenza organizzata della comunità albanese nello scenario amministrativo vicentino.

Le posizioni espresse da Benigno e Korcari

Nel motivare la scelta, Benigno richiama anche il rapporto tra Italia e Albania, definito storico e rafforzato durante il governo Meloni. Nel suo intervento cita il primo vertice intergovernativo tra i due Paesi, il ruolo dell’Italia come primo partner commerciale di Tirana e la presenza di circa tremila aziende italiane operative in Albania, comprese diverse imprese del territorio vicentino. Tra i temi toccati anche quello dell’immigrazione irregolare, con il richiamo al principio secondo cui chi ha diritto di restare resta e chi non ne ha diritto deve rientrare nel proprio Paese.

Korcari, ingegnere edile residente a Vicenza da oltre trent’anni, definisce l’intesa una scelta legata a economia, sociale, sicurezza e contrasto all’immigrazione irregolare. Sostiene che chi arriva debba farlo in regola e rivendica il radicamento di molte famiglie albanesi nella città.

Nel suo intervento sottolinea inoltre che molti membri della comunità sono ormai cittadini italiani, hanno costruito la propria vita a Vicenza e contribuiscono da anni al tessuto socioeconomico locale. Parla di famiglie che hanno aperto imprese, lavorano in cantieri e officine e accompagnano i figli nel percorso scolastico e universitario. L’ultimo passaggio dell’accordo guarda proprio a questo: dopo oltre trent’anni di presenza in città, una parte della comunità albanese vicentina dice di voler contribuire non solo all’economia locale, ma anche alla sua guida politica.

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