Vicenza, scontro politico sul Parco della Pace: FdI presenta un’interrogazione al sindaco
Nel mirino di Benigno e Sorrentino le divisioni nella maggioranza sul futuro del parco e i costi stimati per la gestione.
VICENZA - La gestione del Parco della Pace finisce al centro dello scontro politico a Palazzo Trissino. Fratelli d’Italia parla apertamente di frattura interna al Partito Democratico e annuncia un’interrogazione orale al sindaco Giacomo Possamai per chiedere quale linea intenda seguire sul futuro dell’area e sulla scelta della gestione in house, indicata come una decisione da circa 600 mila euro l’anno per le casse comunali.
A intervenire sono Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza, e il consigliere comunale Valerio Sorrentino. Il punto contestato riguarda il modello di gestione del Parco della Pace: da una parte l’ipotesi di una conduzione diretta da parte del Comune, dall’altra la possibilità di affidarsi a una fondazione.
Secondo Benigno, il dato politicamente più rilevante è che le critiche non arrivano dall’opposizione ma dallo stesso centrosinistra vicentino. Nel mirino c’è infatti la presa di posizione del consigliere regionale Antonio Dalla Pozza, già assessore al Parco, che ha bocciato la scelta del sindaco sulla gestione in house, definendo il progetto con espressioni molto dure come “luna park” e “accozzaglia di cose senza senso”.
Per Fratelli d’Italia, la questione non è marginale perché riguarda una scelta destinata ad avere effetti duraturi sul bilancio comunale e sull’identità stessa del parco. Benigno sostiene che, su una decisione di questo peso, il principale partito della maggioranza si presenti diviso, mentre le altre forze che sostengono l’amministrazione resterebbero in secondo piano.
L’interrogazione depositata in Consiglio comunale
A tradurre l’attacco politico in un atto formale è stato Valerio Sorrentino, che ha depositato un’interrogazione a risposta orale rivolta direttamente al sindaco. La domanda, spiega il consigliere, è se Possamai condivida la linea dell’assessore Zilio oppure quella dell’assessore Baldinato e dello stesso Dalla Pozza.
Secondo Sorrentino, le due posizioni sarebbero incompatibili. Da una parte ci sarebbe un’impostazione che ha trasformato il Parco della Pace in un contenitore di attività, con ipotesi come piste per macchinine elettriche, palestra di roccia, palestre e, a quanto riferito, anche una pista da sci, con la gestione di fatto concentrata in capo a un solo assessorato. Dall’altra ci sarebbe invece chi chiede una regia condivisa e la tutela della vocazione ambientale dell’area.
FdI sostiene che le tensioni nella giunta non siano nuove, ma che ora siano emerse pubblicamente per effetto delle parole di un esponente di primo piano del Pd vicentino. Da qui la richiesta di un chiarimento politico esplicito da parte del sindaco.
Le critiche a Palazzo Trissino
Nel suo intervento Benigno allarga poi il giudizio all’azione amministrativa complessiva del sindaco, accusandolo di essere efficace sul piano della comunicazione ma meno nelle scelte strategiche. Tra gli esempi citati da Fratelli d’Italia compaiono il doppio senso di marcia a San Felice e la TAV a est, richiamati come precedenti utili a inquadrare anche il caso del Parco della Pace.
Sorrentino, dal canto suo, afferma che il nodo vero non sia la polemica interna alla maggioranza in sé, ma il destino di un bene pubblico cittadino e l’impatto economico delle decisioni future. Per questo, nell’interrogazione, chiede al sindaco di chiarire come giudichi le critiche di Dalla Pozza, se intenda confermare piena fiducia all’assessore Zilio e quale impostazione amministrativa voglia adottare.
Il consigliere comunale chiede in sostanza di sapere chi decide davvero sul Parco della Pace e quale assetto il Comune intenda dare alla sua gestione nei prossimi anni. La richiesta di chiarimento arriva mentre a Vicenza resta aperto il confronto politico sulle scelte strategiche dell’amministrazione, in una fase in cui anche altri temi urbani e di riqualificazione stanno animando il dibattito locale, come nel caso di Piazza De Gasperi a Padova, richiamata nel dibattito più ampio sulle trasformazioni degli spazi pubblici.
L’atto depositato da Sorrentino punta ora a ottenere una risposta diretta del sindaco sulla linea del Comune tra gestione in house, ruolo degli assessorati e tutela della vocazione ambientale del Parco della Pace.