Tav a Vicenza, FdI: prescrizioni sanitarie del 2016 su polveri e amianto

Benigno richiama il parere Ulss del 2016 e sollecita Possamai a pubblicare monitoraggi, verbali e piani di lavoro.

05 settembre 2026 10:20
Tav a Vicenza, FdI: prescrizioni sanitarie del 2016 su polveri e amianto -
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VICENZA - Nei cantieri della Tav a Vicenza si riapre il fronte dei controlli ambientali dopo i rilievi emersi nelle ultime settimane su polveri e amianto. Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza, chiede al sindaco Possamai di acquisire e pubblicare la documentazione che dimostri il rispetto delle prescrizioni sanitarie indicate già nel 2016 per la linea AV/AC Verona-Padova.

Secondo Benigno, il rischio emerso ad agosto non era imprevedibile. Il riferimento è al parere prot. n. 16227 del 4 marzo 2016 del Dipartimento di Prevenzione dell’allora Ulss 6, redatto nella procedura di Valutazione di impatto ambientale del primo lotto dell’opera. In quel documento, sostiene l’esponente di FdI, venivano già indicate un’alta concentrazione di polveri e la possibile dispersione fuori dai cantieri per il passaggio dei mezzi, con misure preventive puntuali da applicare anche nei lotti successivi, perché legate alla stessa tipologia di lavorazioni.

Le prescrizioni richiamate dal 2016

Tra le misure citate compaiono il lavaggio delle strade, l’innaffiamento quotidiano delle aree di cantiere, la pulizia dei mezzi in uscita, l’uso di stazioni mobili per il controllo dell’aria e campionamenti da concordare con Arpav. Benigno sostiene che si trattasse di un sistema completo di prevenzione, con indicazioni operative e un calendario definito.

La contestazione politica nasce dal fatto che, a distanza di dieci anni, il quadro descritto sarebbe opposto. Benigno collega la vicenda ai fatti del 17 agosto, quando nel cantiere di viale Verona, dopo una segnalazione relativa alla demolizione di una copertura contenente amianto, sono intervenuti Arpav, Spisal e Ulss con un sopralluogo. In seguito sono arrivati il sequestro dell’area disposto dall’autorità giudiziaria e l’ordinanza comunale di messa in sicurezza.

I casi citati: viale Verona e via dei Montecchi

Nella ricostruzione di Fratelli d’Italia non si tratterebbe di un episodio isolato. Viene richiamato anche il caso di via dei Montecchi, dove l’accertamento di un rifiuto pericoloso contenente amianto ha portato alla predisposizione di un Piano di indagine e di un Piano di allontanamento dei riporti.

Per Benigno, il punto critico è la sequenza degli interventi: prima le segnalazioni, poi i controlli. L’esponente di FdI cita inoltre un passaggio attribuito al Servizio Igiene e sanità pubblica dell’Ulss 8 Berica, secondo cui sarebbero risultati assenti i dati sulla dispersione delle polveri. Una circostanza che, secondo la sua lettura, non avrebbe consentito di escludere l’esposizione dei residenti, proprio sul versante del monitoraggio che l’Ulss chiedeva di strutturare già dal 2016.

Nel dibattito rientra anche il ruolo del sindaco come autorità sanitaria locale, tema che negli ultimi mesi è tornato spesso al centro del confronto pubblico su salute e prevenzione, anche oltre il caso vicentino, come nel dibattito sui dati Viminale sulla violenza contro le donne.

I documenti chiesti al Comune

La richiesta indirizzata a Possamai è di rendere disponibile l’evidenza documentale dell’ottemperanza alle prescrizioni. Nell’elenco indicato da Benigno rientrano il Piano di monitoraggio ambientale, le serie storiche di Pm10 e Pm2,5, i monitoraggi delle fibre aerodisperse prima, durante e dopo le demolizioni, i verbali Arpav, i registri di bagnatura e lavaggio, le caratterizzazioni preventive dei fabbricati demoliti e i Piani di lavoro ex art. 256 del D.Lgs. 81/2008.

Alla richiesta si associa Anna Antonini, dirigente cittadina di Fratelli d’Italia e commerciante a San Lazzaro. Antonini chiede che vengano resi noti i dati su ciò che hanno respirato per mesi residenti e lavoratori della zona durante le demolizioni. Nello stesso intervento viene sollecitata anche una verifica sul corretto recupero dei gas refrigeranti dagli impianti di condizionamento prima degli abbattimenti, adempimento previsto dalla normativa vigente.

Benigno conclude chiedendo che, se le prescrizioni sono state rispettate, questo venga dimostrato con i documenti. In caso contrario, sostiene, i cittadini devono esserne informati. Tra gli atti indicati come necessari figurano anche i monitoraggi delle fibre aerodisperse prima, durante e dopo le demolizioni e i piani di lavoro previsti dall’articolo 256 del D.Lgs. 81/2008.

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