Vigonza, quattro coreografie per raccontare le nuove generazioni della danza

Domenica 25 ottobre al Teatro Quirino De Giorgio una tappa del Padova Festival Internazionale La Sfera Danza.

20 ottobre 2026 10:13
Vigonza, quattro coreografie per raccontare le nuove generazioni della danza -
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PADOVA FESTIVAL INTERNAZIONALE LA SFERA DANZA: A VIGONZA QUATTRO COREOGRAFIE PER RACCONTARE LE NUOVE GENERAZIONI DELLA DANZA Domenica 25 ottobre, alle 19, il Teatro Quirino De Giorgio ospita una nuova tappa della XXIII edizione del Festival. Protagonisti Federica Esposito, Compagnia Bellanda, Irene Scalabrino e Balletto di Sardegna Cinqueminuti, in una serata dedicata ai giovani talenti della coreografia contemporanea.

Dare spazio alle nuove generazioni della danza, sostenere la ricerca coreografica e offrire a giovani artisti, collettivi e compagnie l'opportunità di confrontarsi con il pubblico e di far conoscere il proprio lavoro. È una delle vocazioni che da sempre caratterizzano il Padova Festival Internazionale La Sfera Danza, giunto alla ventitreesima edizione, che domenica 25 ottobre si trasferisce al Teatro Quirino De Giorgio di Vigonza per una serata dedicata ai nuovi linguaggi della danza contemporanea.

Le coreografie in programma

Quattro coreografie, quattro differenti sensibilità artistiche che attraversano temi universali come la libertà, il conflitto, le relazioni umane e la complessità delle emozioni. Un percorso che restituisce la varietà della ricerca coreografica emergente e conferma l'attenzione del Festival verso quegli artisti che stanno costruendo una propria identità espressiva, sperimentando nuove possibilità di incontro tra movimento, musica e teatro. La serata, con inizio alle 19, si apre con A Prisoner's Dream, solo di Federica Esposito, presentato in prima regionale. Ispirata alla poesia Il sogno del prigioniero di Eugenio Montale, la coreografia affronta il tema della reclusione, fisica e interiore, intrecciando la memoria delle guerre e delle dittature del Novecento con il desiderio di libertà.

Il sogno diventa uno spazio di resistenza, nel quale custodire gli affetti, la speranza e la capacità di immaginare una realtà diversa. Dalla libertà individuale alle dinamiche più profonde dei rapporti umani con La Dolce Vita della Compagnia Bellanda, nuova produzione interpretata da Lia Claudia Latini e Giovanni Leonarduzzi, che ne firmano anche il concept. Un duetto che esplora l'amore nelle sue forme più viscerali, tra passione, ossessione e desiderio di controllo. In un'atmosfera sospesa tra veglia e allucinazione, il corpo prende il posto delle parole, dando voce a tensioni e sentimenti inespressi. Ogni gesto diventa parte di un rituale nel quale la ricerca dell'amore si intreccia alla volontà di possesso, fino a interrogare il confine tra abbandono e sopraffazione.

Il conflitto e le sue conseguenze diventano invece il centro di Romantic Gun, interpretato da Irene Scalabrino della Rambert School, con coreografia e regia di Damiano Artale. Sulle note di Bang Bang di Nancy Sinatra, il corpo si trasforma contemporaneamente in arma e bersaglio, dando forma a una riflessione sulla natura autodistruttiva della violenza. La danza non si limita a evocare il conflitto, ma ne esplora i meccanismi e le ferite emotive. A chiudere la serata sarà Orfeo e Euridice – Melancholia del Balletto di Sardegna Cinqueminuti, con la coreografia di Mario Coccetti, del Collettivo S Dance Company, e le musiche di Andrea Rizzi. Il lavoro rilegge il mito classico di Orfeo ed Euridice attraverso suggestioni che arrivano anche dal cinema di Lars von Trier e dal suo Melancholia.

Vigonza, quattro coreografie per raccontare le nuove generazioni della danza

Ne nasce un universo coreografico intenso, nel quale la forza fisica dei danzatori, il ritmo e le immagini sospese tra realtà e immaginazione traducono in movimento paure, tensioni e stati emotivi.

Il festival e i giovani coreografi

La tappa di Vigonza rappresenta così un ulteriore tassello del percorso della XXIII edizione del Festival, che accanto alla presenza di compagnie e interpreti affermati della scena internazionale continua a riservare un'attenzione particolare alla crescita delle nuove generazioni. Non soltanto una vetrina, dunque, ma un'occasione concreta di visibilità e confronto, nella convinzione che sostenere i giovani coreografi e le realtà emergenti significhi contribuire allo sviluppo e al rinnovamento della danza contemporanea.

Informazioni

Info: La Sfera Danza – tel. 340 841 8144 – [email protected]

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