Villorba elimina i diritti di segreteria su certificati e autentiche: cosa cambia
Misura già in vigore: finora si pagavano da 25 a 50 centesimi. Restano esclusi certificati storici, Cie e alcuni atti di stato civile.
A Villorba i certificati anagrafici e le autentiche di copie e sottoscrizioni non prevedono più il pagamento dei diritti di segreteria. VILLORBA - La decisione è stata approvata dalla giunta comunale ed è già in vigore: per i cittadini sparisce un costo finora compreso tra 25 e 50 centesimi, mentre per gli uffici viene meno una gestione contabile considerata troppo onerosa rispetto agli importi riscossi.
Il provvedimento riguarda il rilascio dei certificati anagrafici e le autenticazioni, due pratiche di uso frequente allo sportello o tramite canali telematici. Il punto centrale, più che il risparmio economico per singolo atto, è la semplificazione: la riscossione di somme così basse comportava comunque adempimenti amministrativi, contabili e di rendicontazione legati alla gestione del denaro pubblico.
Secondo quanto comunicato dal Comune, la scelta rientra nel percorso di modernizzazione dei servizi e di digitalizzazione dell'amministrazione. L'eliminazione dei diritti di segreteria punta infatti anche a rendere più lineare l'uso delle modalità online, evitando situazioni in cui le commissioni dei pagamenti digitali finiscono per essere più alte dell'importo dovuto per il certificato.
Cosa cambia da subito per i cittadini
Da ora in avanti, chi chiede un certificato anagrafico o un'autentica di copia o di firma non deve più versare i diritti di segreteria previsti fino a oggi. Si tratta di importi minimi, ma la novità ha un effetto pratico immediato: toglie un passaggio e riduce le operazioni necessarie sia per l'utente sia per gli uffici comunali.
La misura è operativa senza attendere ulteriori passaggi. L'amministrazione la presenta come un intervento di semplificazione amministrativa, con l'obiettivo di rendere più rapido l'accesso ai servizi comunali e alleggerire attività interne giudicate sproporzionate rispetto agli incassi effettivi.
Il sindaco Francesco Soligo ha spiegato che la decisione serve a eliminare un piccolo costo per i cittadini e, soprattutto, a ridurre procedure che producono un carico amministrativo non giustificato dall'entità degli introiti.
Perché il Comune ha scelto di rinunciare all'incasso
Fino a oggi il pagamento dei diritti di segreteria per questi atti portava nelle casse comunali una somma complessiva stimata in circa 800 euro l'anno. Una cifra che, secondo il Comune, non incide sugli equilibri finanziari dell'ente.
La rinuncia all'incasso viene ritenuta sostenibile proprio perché compensata dai benefici organizzativi: meno operazioni di cassa, meno registrazioni, meno adempimenti di rendicontazione e una gestione più snella delle pratiche. In altre parole, l'amministrazione considera più conveniente semplificare il procedimento che mantenere una riscossione di importo molto ridotto.
C'è poi un aspetto collegato all'uso dei servizi digitali. Per alcune pratiche online, il costo della transazione elettronica può risultare superiore ai 25 o 50 centesimi richiesti come diritto di segreteria. Eliminare quel pagamento, quindi, serve anche a rimuovere un ostacolo pratico all'utilizzo dei canali telematici.
Il nodo dei servizi online tramite Anagrafe nazionale
Il provvedimento si inserisce in un processo avviato da tempo. Dal novembre 2021, infatti, i cittadini possono ottenere autonomamente diversi certificati anagrafici attraverso il portale dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, accedendo con SPID, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi.
La possibilità di scaricare i certificati online aveva già ridotto la necessità di passare allo sportello per alcune pratiche. Con l'abolizione dei diritti di segreteria, il Comune prova ora a uniformare e semplificare ulteriormente il sistema, eliminando un costo minimo che, soprattutto nei pagamenti digitali, rischiava di diventare poco razionale.
La scelta va quindi letta su due piani: da un lato alleggerisce il rapporto amministrativo con il cittadino, dall'altro rende più coerente l'organizzazione dei servizi in un contesto sempre più orientato al digitale.
Le eccezioni: cosa resta a pagamento
L'abolizione non riguarda tutte le prestazioni dell'anagrafe e dello stato civile. Restano infatti dovuti i diritti di ricerca per i certificati storici, cioè quelli che richiedono specifiche attività d'archivio.
Non cambiano nemmeno il diritto fisso previsto dalla normativa per gli accordi di separazione e divorzio conclusi davanti all'Ufficiale di Stato Civile e i diritti connessi al rilascio della Carta d'Identità Elettronica.
In sintesi, la gratuità introdotta dal Comune di Villorba si applica ai diritti di segreteria per certificati anagrafici e autentiche, mentre per certificati storici, Cie e alcuni atti specifici continuano a valere le tariffe già previste.