Violenza e razzismo nello sport, appello delle opposizioni in Fvg: “Serve una legge subito”

In Friuli Venezia Giulia proposta di legge per contrastare violenza e razzismo nello sport. L’appello delle consigliere Liguori e Capozzi.

16 marzo 2026 19:17
Violenza e razzismo nello sport, appello delle opposizioni in Fvg: “Serve una legge subito” -
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Fermare gli episodi di violenza e razzismo nei campi sportivi attraverso una normativa regionale. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata lo scorso settembre in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, tornata al centro del dibattito dopo alcuni recenti episodi avvenuti durante competizioni sportive giovanili e dilettantistiche.

A rilanciare il tema sono le consigliere regionali Simona Liguori del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg e Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle, che in una nota congiunta chiedono alla politica regionale di accelerare l’iter del provvedimento.

Secondo le due esponenti delle opposizioni, il clima che si respira in alcuni contesti sportivi sta diventando sempre più preoccupante.

Le consigliere sottolineano come la proposta di legge depositata in Consiglio regionale abbia l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle istituzioni locali nella prevenzione e nel contrasto delle aggressioni e degli episodi discriminatori negli impianti sportivi.

Tuttavia, secondo Liguori e Capozzi, il percorso legislativo starebbe procedendo troppo lentamente.

Le due consigliere sostengono infatti che le dinamiche politiche e la volontà di rivendicare singole iniziative stiano rallentando una decisione che dovrebbe essere presa con urgenza, soprattutto per garantire sicurezza a giovani atleti e direttori di gara.

La presa di posizione arriva dopo alcuni episodi recenti avvenuti nel territorio regionale.

Tra i casi citati dalle consigliere figura l’aggressione a un giovane arbitro, colpito al volto con una bottiglietta durante una partita della categoria Under 18. Un episodio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza negli impianti sportivi e sul rispetto delle regole.

Situazioni analoghe continuano purtroppo a verificarsi anche in altre competizioni dilettantistiche, come raccontato nell’articolo su un arbitro 18enne colpito al volto da una borraccia durante una partita in Friuli.

Oltre alle aggressioni fisiche, le consigliere segnalano anche episodi di insulti razzisti durante partite di seconda categoria e offese sessiste rivolte a una direttrice di gara, segnali di un clima che definiscono sempre più preoccupante.

La proposta legislativa presentata in Consiglio regionale punta a intervenire su più fronti.

Tra le misure previste figurano iniziative di sensibilizzazione e informazione rivolte a società sportive, atleti e tifosi, con l’obiettivo di promuovere una cultura dello sport fondata su rispetto, inclusione e correttezza.

Allo stesso tempo, il progetto di legge prevede anche strumenti di valorizzazione delle società sportive che si distinguono per comportamenti virtuosi, premiando le realtà che promuovono il fair play dentro e fuori dal campo.

Il tema della sicurezza e del rispetto nelle competizioni sportive continua a essere al centro del dibattito pubblico, soprattutto dopo diversi episodi di cronaca che hanno coinvolto atleti e dirigenti, come dimostra anche il recente caso del grave scontro di gioco in una partita in Friuli con un giovane calciatore finito in ospedale.

Nella nota diffusa alla stampa, Liguori e Capozzi evidenziano anche un altro elemento: diversi esponenti della maggioranza regionale hanno espresso pubblicamente la propria condanna verso episodi di violenza e discriminazione nello sport.

Per questo motivo le due consigliere chiedono ora un sostegno trasversale alla proposta di legge, che – spiegano – ha già raccolto il consenso di alcune delle principali federazioni sportive regionali.

Secondo le opposizioni, il provvedimento potrebbe rappresentare uno strumento concreto per rafforzare la prevenzione e la tutela dei giovani atleti e degli arbitri, contribuendo a costruire un ambiente sportivo più sicuro e rispettoso.

La discussione in Consiglio regionale sul tema della violenza negli impianti sportivi potrebbe quindi tornare presto al centro dell’agenda politica, con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise per contrastare fenomeni che rischiano di compromettere i valori educativi dello sport.

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