Le Quattro Stagioni tra tradizione e innovazione: il progetto Vivaldi Recoded
Prima assoluta il 12 giugno 2026 al Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone, poi Trieste, Padriciano e Udine per il progetto della
PORDENONE/TRIESTE/UDINE - Un capolavoro assoluto della musica occidentale come Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi diventa il terreno di confronto tra composizione classica, creatività giovanile e intelligenza artificiale generativa. È questo il cuore di “Vivaldi Recoded. Le Quattro Stagioni fra tradizione e innovazione”, progetto della Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni diretta da Massimo Belli, che porterà in Friuli Venezia Giulia quattro appuntamenti tra giugno e ottobre 2026, con un format che coinvolgerà direttamente anche il pubblico.
La prima esecuzione assoluta è fissata per venerdì 12 giugno 2026 alle ore 18.00 al Polo Tecnologico Alto Adriatico, nella sala ristoro al piano terra di via Roveredo 20/b a Pordenone, con ingresso gratuito. Il secondo appuntamento è in programma sabato 13 giugno 2026 alle ore 18.30 al Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini” di Trieste, in via Ghega 12: qui il biglietto unico costa 8 euro ed è acquistabile online presso Ticketpoint oppure un’ora prima del concerto in Conservatorio.
Il calendario proseguirà martedì 15 settembre 2026 alle ore 18.00 alla Conference Hall di Area Science Park, in Padriciano 99 a Trieste, con ingresso gratuito, e martedì 27 ottobre 2026 alle ore 19.00 a Udine, al Gruppo Danieli – Spazio Villalta, in via Gio Batta Bassi 1, anche in questo caso con ingresso gratuito.
L’iniziativa nasce in un momento in cui l’intelligenza artificiale generativa entra sempre più rapidamente nei processi creativi, produttivi e quotidiani, riportando al centro domande che nel campo musicale diventano particolarmente nette: che cosa significa creare, dove nasce l’emozione di un’opera, quale ruolo appartiene ancora all’autore, all’interprete e alla sensibilità umana quando nuovi strumenti tecnologici sono in grado di produrre forme sonore, elaborare materiali, suggerire strutture e generare linguaggi.
Da queste domande prende forma un progetto che mette al centro un confronto inedito tra patrimonio musicale europeo, composizione classica, giovani musicisti e AI applicata alla musica. L’obiettivo non è aggiornare Vivaldi né sostituire la tradizione con la tecnologia, ma riattivare un capolavoro del passato come spazio vivo di confronto tra gesto umano e algoritmo, tra studio compositivo e generazione artificiale, tra memoria culturale e linguaggi del presente.
Il progetto è realizzato dalla Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del bando dedicato alla creatività, e con il contributo del Ministero della Cultura. Nasce in collaborazione con Asperastra Innovation Lab, da cui è partita l’idea di ricerca e sperimentazione in ambito AI, e con il partenariato del Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone, del Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini” di Trieste, della Casa della Musica di Trieste, di Area Science Park e di Danieli S.p.A.
Cuore dell’iniziativa è il coinvolgimento di due giovani musicisti formati al Conservatorio Tartini, chiamati a confrontarsi con frammenti tematici tratti dall’opera vivaldiana attraverso due percorsi compositivi paralleli.
Simone Valente, nato a Monfalcone nel 2003, violinista e studente di composizione, ha realizzato “Stagione”, brano per violino, orchestra d’archi e clavicembalo dedicato alla Nuova Orchestra Ferruccio Busoni. La composizione nasce da un lavoro di frammentazione, trasformazione e ricombinazione dei materiali vivaldiani: non una citazione letterale, ma una nuova trama sonora in cui il violino solista diventa filo conduttore e voce umana del discorso musicale.
Lorenzo Bosich, nato a Trieste nel 1998, diplomato in Musica elettronica con lode e menzione d’onore, ha invece sviluppato “Stagioni neurali, un esperimento musicale generativo”, per violino, orchestra d’archi e basso continuo, lavorando con il supporto di Suno AI, piattaforma di intelligenza artificiale generativa applicata alla musica. In questo caso l’AI non viene presentata come sostituto della competenza musicale, ma come strumento di stimolo, provocazione e interrogazione del processo creativo.
Le due nuove composizioni saranno messe a confronto con l’esecuzione integrale delle Quattro Stagioni di Vivaldi, in un programma che alternerà l’opera originale del compositore veneziano alle due riscritture contemporanee. Il programma concertistico prevede l’esecuzione di Antonio Vivaldi con La Primavera, Concerto in Mi maggiore op. 8 n. 1, e L’Estate, Concerto in Sol minore op. 8 n. 2; quindi “Stagione” di Simone Valente per violino, orchestra d’archi e clavicembalo; “Stagioni neurali, un esperimento musicale generativo” di I.A. & Lorenzo Bosich per violino, orchestra d’archi e basso continuo; infine ancora Antonio Vivaldi con L’Autunno, Concerto in Fa maggiore op. 8 n. 3, e L’Inverno, Concerto in Fa minore op. 8 n. 4.
Il pubblico sarà parte attiva dell’esperimento. L’ordine di esecuzione dei due brani centrali varierà in ogni concerto e gli spettatori saranno coinvolti in un gioco interattivo: dovranno provare a riconoscere quale delle due composizioni sia stata realizzata con l’impiego dell’intelligenza artificiale. Una domanda solo in apparenza semplice, che richiama questioni più ampie sul modo in cui si percepisce ciò che è umano in musica, su dove si collochino emozione, intenzione e paternità artistica e su quanto sia davvero possibile distinguere il processo creativo dal suo risultato sonoro.
Nelle due date di giugno il violino solista sarà Giada Visentin, spalla della Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni e interprete di intensa attività concertistica. Per i concerti del 15 settembre e del 27 ottobre il violino solista sarà invece Lucio Degani, musicista di riconosciuta esperienza internazionale.
Alla presentazione del progetto è intervenuto, con un messaggio di benvenuto, il vicepresidente e assessore regionale a cultura e sport del Friuli Venezia Giulia Mario Anzil. Presenti anche Massimo Belli, direttore artistico e direttore della Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni, Sandro Torlontano, direttore del Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste, Franco Scolari, direttore del Polo Tecnologico Alto Adriatico “A. Galvani”, Giada Cadei, responsabile della comunicazione di Area Science Park, e Gabriele Centis, direttore artistico della Casa della Musica di Trieste, con la partecipazione artistica dei compositori Simone Valente e Lorenzo Bosich, moderati da Antonella Varesano, referente scientifico di Asperastra.
Nel suo intervento, Mario Anzil ha definito il progetto dedicato alla rilettura contemporanea delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi “un esempio significativo di dialogo tra tradizione, giovani generazioni e innovazione”. Ha sottolineato che la collaborazione tra Orchestra Busoni, Conservatorio Tartini e Asperastra Innovation Lab dimostra l’importanza di costruire progettualità condivise e ha evidenziato come il confronto tra composizione classica e sperimentazione con l’intelligenza artificiale apra una riflessione attuale sul rapporto tra creatività umana e nuove tecnologie. Anzil ha aggiunto che la Regione Friuli Venezia Giulia guarda con interesse a iniziative capaci di valorizzare il patrimonio culturale come una risorsa viva, aperta al presente e al futuro.
La Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni, fondata nel 1965 da Aldo Belli, è una delle prime orchestre da camera sorte in Italia nel dopoguerra ed è la più antica del Friuli Venezia Giulia. Nel corso della sua storia ha svolto un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, collaborando con importanti solisti e istituzioni musicali e distinguendosi per la qualità del suono, la varietà dei colori orchestrali e la forte partecipazione emotiva delle proprie interpretazioni.
Nel progetto assume un valore particolare anche il ruolo del Conservatorio Tartini di Trieste, coinvolto sia sul piano artistico sia su quello formativo. Attraverso i suoi studenti, l’istituzione partecipa a un percorso che mette in relazione competenze classiche, nuove tecnologie, ricerca musicale e sperimentazione didattica, rafforzando il legame tra formazione accademica e produzione artistica contemporanea.
Fondamentale anche il contributo di Asperastra Innovation Lab, con Emanuele Ciccone, Alessandro Piemontesi e Antonella Varesano, che cura la parte legata all’intelligenza artificiale e accompagna il progetto come spazio di ricerca, contaminazione e mediazione tra linguaggi artistici e tecnologie digitali. Asperastra porta nel percorso una visione interdisciplinare in cui la tecnologia non è semplice strumento tecnico, ma occasione per comprendere in modo più consapevole le trasformazioni in atto nelle Industrie Culturali e Creative.
La presenza di partner come Polo Tecnologico Alto Adriatico, Area Science Park, Danieli S.p.A. e Casa della Musica di Trieste conferma il carattere trasversale dell’iniziativa, pensata come esperienza di innovazione culturale applicata, capace di mettere in relazione arte, ricerca, impresa, formazione, divulgazione e territorio.
Il calendario completo prevede quindi quattro concerti nel 2026: il 12 giugno a Pordenone al Polo Tecnologico Alto Adriatico con ingresso gratuito, il 13 giugno a Trieste al Conservatorio Tartini con biglietto unico di 8 euro, il 15 settembre a Padriciano nella Conference Hall di Area Science Park con ingresso gratuito e il 27 ottobre a Udine, al Gruppo Danieli – Spazio Villalta, ancora con ingresso gratuito.