"Amici della Contrada", a Trieste il 19 gennaio al via la XXVI stagione

Al Teatro Orazio Bobbio un classico del Novecento

17 gennaio 2026 20:08
"Amici della Contrada", a Trieste il 19 gennaio al via la XXVI stagione  -
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TRIESTE - Apre a Trieste il nuovo anno culturale con un appuntamento di grande intensità teatrale che segna la ripartenza di una storica rassegna cittadina. La XXVII stagione degli Amici della Contrada torna a coinvolgere il pubblico con una lettura scenica di forte impatto emotivo, ospitata in uno dei luoghi simbolo dello spettacolo dal vivo.

Lunedì 19 gennaio, alle ore 18, il sipario del Teatro Orazio Bobbio si alzerà su un testo che continua a parlare con forza anche al presente, grazie a una messinscena essenziale ma carica di significati profondi.

La proposta degli Amici della Contrada si concentra su una delle opere più intense della drammaturgia del Novecento, firmata da Albert Camus, autore capace di indagare come pochi altri le contraddizioni dell’animo umano.

Focus sull'importanza della comunicazione

La vicenda si sviluppa all’interno di una pensione isolata, luogo chiuso e soffocante dove una madre e una figlia conducono un’esistenza segnata dalla miseria morale prima ancora che materiale. Il loro progetto di fuga verso una vita migliore si intreccia con una spirale di scelte estreme, dando vita a un racconto che mette al centro l’assenza di comunicazione e la perdita di ogni slancio affettivo.

Al cuore dell’opera emerge con forza il tema del distacco tra l’essere umano e la vita, concetto centrale nella riflessione filosofica dell’autore. I personaggi sembrano incapaci di riconoscere la verità anche quando questa si manifesta in modo evidente.

La solitudine che permea la storia non è solo una condizione emotiva, ma una vera e propria prigione esistenziale. La scelta della menzogna, del silenzio e del cinismo prende il posto dell’amore e della speranza, trasformando ogni relazione in un campo minato. Un meccanismo narrativo che continua a interrogare lo spettatore contemporaneo sul senso del male e sulla fragilità dei legami umani.

Regia di Elke Burul

La lettura scenica è affidata alla regia di Elke Burul, che guida un cast affiatato composto da Daniela Gattorno, Giustina Testa, Lorenzo Zuffi ed Enza De Rose. L’impostazione registica punta su un’atmosfera fredda e sospesa, capace di restituire la sensazione di un mondo governato dal caso e da un destino implacabile.

L’evento rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire un testo che, pur appartenendo a un’altra epoca, continua a parlare con sorprendente attualità. La stagione riparte dunque con una proposta culturale di alto livello, capace di coniugare riflessione filosofica e intensità teatrale, confermando il ruolo centrale di Trieste nel panorama culturale nazionale.

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