Accordo su Piano Città di Trieste: più rapidi recupero e riuso degli immobili pubblici

L'intesa tra Regione, Agenzia del Demanio e Comune punta a semplificare le procedure e a coordinare i progetti già avviati.

04 ottobre 2026 10:03
Accordo su Piano Città di Trieste: più rapidi recupero e riuso degli immobili pubblici -
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TRIESTE - Via libera allo schema di intesa tra Regione Friuli Venezia Giulia, Agenzia del Demanio e Comune di Trieste per dare attuazione al Piano Città e accelerare il recupero del patrimonio immobiliare pubblico. L'obiettivo indicato dalla Regione è semplificare e rendere più rapidi i procedimenti amministrativi necessari per riportare a nuova funzione immobili oggi sottoutilizzati, in disuso o non pienamente valorizzati.

L'approvazione è arrivata dalla Giunta regionale nella seduta del 4 ottobre 2026, con un accordo ai sensi dell'articolo 15 della legge 241/1990. Il provvedimento punta a una gestione coordinata dei beni pubblici cittadini, così da affrontare i singoli compendi all'interno di una strategia unitaria e non come interventi separati.

Cosa prevede l'intesa

Nel concreto, l'accordo mette in campo una collaborazione strutturata tra i tre enti e affida un ruolo operativo anche a un Tavolo tecnico. Il compito sarà quello di favorire il recupero e la rifunzionalizzazione degli immobili pubblici, individuando le destinazioni più adatte e valutando, dove possibile, anche forme di partenariato pubblico-privato per attrarre investimenti.

Gli ambiti citati sono in particolare turistico, culturale e sociale, con l'obiettivo di trasformare beni pubblici oggi poco utilizzati in opportunità di rigenerazione urbana e sviluppo per la città.

Secondo l'assessore regionale al Patrimonio e demanio Sebastiano Callari, il punto centrale dell'intesa è proprio la possibilità di lavorare su una visione complessiva del patrimonio pubblico triestino. La Regione, ha spiegato, si impegna a favorire i procedimenti di propria competenza con pareri, autorizzazioni e nulla osta rilasciati in tempi più rapidi, insieme a una collaborazione tecnico-amministrativa più stretta con gli altri enti coinvolti.

I dossier già aperti a Trieste

L'accordo si inserisce in un percorso già avviato su alcuni interventi considerati strategici. Tra questi c'è l'ex Tenuta Burgstaller, per la quale lo scorso luglio era già stato sottoscritto un protocollo tra Regione, Agenzia del Demanio e Comune per la valorizzazione del compendio di Banne.

Un altro capitolo richiamato dalla Regione riguarda il progetto per il trasferimento degli uffici regionali nel Porto Vecchio. L'operazione, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrebbe consentire da un lato di razionalizzare le sedi regionali e dall'altro di liberare gli immobili oggi occupati, rendendoli disponibili per nuove destinazioni e ulteriori interventi di valorizzazione.

Tempi più rapidi e possibili trasferimenti patrimoniali

Tra gli effetti attesi dell'intesa c'è anche la riduzione delle sovrapposizioni amministrative, con percorsi più lineari per accompagnare gli immobili verso il recupero e il riuso. Il modello delineato dalla Regione punta infatti a concentrare competenze, fabbisogni e programmazione in un quadro condiviso.

L'accordo consentirà inoltre di valutare il coinvolgimento della Struttura per la progettazione dell'Agenzia del Demanio per le attività tecnico-specialistiche. È prevista anche la possibilità di definire, in una logica di reciprocità tra gli enti, operazioni di razionalizzazione e trasferimento patrimoniale.

Per la Regione, il Piano Città di Trieste dovrà quindi servire a mettere a sistema il patrimonio immobiliare pubblico, accelerando il recupero dei compendi e individuando per ciascuno nuove funzioni compatibili con le esigenze della città.

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