Blatte, tracce di roditori e 400 chili di alimenti mal conservati: sospeso un ristorante di sushi

Padova, sospeso un ristorante di sushi: blatte, tracce di roditori, 400 chili di alimenti mal conservati e due lavoratori senza contratto.

02 ottobre 2026 11:32
Blatte, tracce di roditori e 400 chili di alimenti mal conservati: sospeso un ristorante di sushi -
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PADOVA – Blatte in cucina e sul bancone, escrementi riconducibili a roditori e circa 400 chilogrammi di carne e prodotti ittici conservati in condizioni igieniche precarie. Un controllo in un ristorante di sushi ha portato a due distinti provvedimenti di sospensione: uno per le carenze igienico-sanitarie, l’altro per la presenza di due lavoratori senza contratto.

L’ispezione ha coinvolto gli agenti della Squadra amministrativa della Divisione polizia amministrativa e di sicurezza della Questura di Padova, con la collaborazione della polizia locale. Gli accertamenti sanitari e quelli dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro hanno fatto emergere irregolarità nella conservazione degli alimenti, nella gestione del personale e in altri aspetti dell’attività.

Blatte anche sul bancone degli aperitivi

Quando gli agenti della polizia di Stato sono entrati, il ristorante non era ancora aperto al pubblico. In diversi ambienti sono stati trovati scarafaggi e blatte, presenti anche sul bancone utilizzato per servire aperitivi e stuzzichini.

In cucina gli operatori hanno riscontrato condizioni di degrado e carenze igieniche, oltre alla presenza di blatte ed escrementi riconducibili a roditori.

Gli esiti dell’ispezione hanno determinato l’intervento dei servizi sanitari e l’adozione delle prescrizioni necessarie per il ripristino dell’idoneità dei locali.

Nei freezer del garage 400 chili di carne e pesce

Una parte rilevante del controllo ha riguardato un garage attiguo al ristorante, dove erano collocati due freezer. All’interno erano conservati circa 400 chilogrammi complessivi di prodotti ittici e a base di carne.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, gli alimenti si trovavano in condizioni igieniche precarie ed erano stati sottoposti più volte a passaggi dal congelamento allo scongelamento. Nel resoconto del controllo, questi ripetuti passaggi sono indicati come un fattore che favorisce la proliferazione di agenti patogeni, con possibili conseguenze sulla salute, dai disturbi intestinali nei casi più lievi.

Gli operatori hanno osservato grandi cristalli di ghiaccio e spessi strati di brina all’interno delle confezioni, liquidi congelati sul fondo delle vaschette e prodotti incrostati oppure uniti in un unico blocco compatto.

Su alcuni alimenti erano inoltre visibili alterazioni del colore, macchie scure e zone disidratate descritte come bruciature da freezer.

Prodotti scaduti o senza etichette: disposto lo smaltimento

Una parte della merce risultava scaduta da diversi mesi. Altri prodotti erano privi delle etichette necessarie a identificarne la descrizione e la data di scadenza.

Per gli alimenti è stata disposta la distruzione e lo smaltimento attraverso una ditta specializzata, con i costi a carico del trasgressore.

La tutela dei consumatori è al centro anche di altri controlli nel Nordest, come quello che ha portato al sequestro di 143 fiale di medicinali illeciti a Treviso.

Sospesa la somministrazione per le carenze igieniche

L’ispezione ha accertato anche il mancato rispetto delle procedure del manuale di autocontrollo HACCP, irregolarità per la quale è prevista una sanzione di 2.000 euro.

Per le violazioni nel trattamento e nella conservazione degli alimenti, con particolare riferimento al pesce crudo, è prevista un’ulteriore sanzione di 1.000 euro.

Il S.I.A.N. e il Servizio veterinario di igiene degli alimenti di origine animale hanno disposto la sospensione dell’attività di somministrazione. La ripresa è subordinata al completo ripristino delle condizioni di idoneità dei locali e all’adempimento delle prescrizioni impartite dagli organi competenti.

Otto lavoratori identificati, due senza contratto

Nel ristorante sono stati identificati otto lavoratori stranieri, tutti in possesso di un permesso di soggiorno regolare. Due avevano precedenti di polizia; due degli otto risultavano privi di contratto di lavoro.

L’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha rilevato violazioni relative all’impiego e alla sicurezza dei lavoratori. Secondo gli accertamenti, la presenza di due lavoratori irregolari su otto superava la soglia percentuale prevista dalla normativa per consentire la prosecuzione dell’attività imprenditoriale.

È stata quindi adottata una seconda sospensione, distinta da quella sanitaria. Per ottenere la revoca del provvedimento sono richieste l’assunzione dei due lavoratori e il pagamento di una somma aggiuntiva di 2.500 euro.

Per il lavoro sommerso è inoltre prevista una maxi-sanzione di 1.950 euro per ciascuno dei due lavoratori. Il contrasto all’impiego irregolare ha interessato recentemente anche i controlli nei vigneti che hanno portato a sanzioni e sospensioni delle attività.

Alcol ai minori, insegne e sorvegliabilità: le altre contestazioni

Gli accertamenti hanno rilevato l’assenza del cartello pubblico sul divieto di somministrare bevande alcoliche ai minori, per la quale è prevista una sanzione di 200 euro.

Sono state trovate anche insegne pubblicitarie non autorizzate o di dimensioni superiori a quelle consentite, con una sanzione prevista di 301 euro.

Ulteriori violazioni hanno riguardato le disposizioni sulla sorvegliabilità dei locali, previste dalla legge regionale del Veneto n. 29/2007, per le quali è indicata una sanzione di 308 euro.

Telecamere funzionanti, ma senza informativa e autorizzazione

Nel ristorante era attivo un impianto di videosorveglianza, ma mancava l’informativa prescritta per segnalare la presenza delle telecamere. Per questa irregolarità è prevista una segnalazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali.

È stata contestata anche la mancata autorizzazione all’installazione dell’impianto, violazione per la quale è prevista una sanzione di 387,25 euro.

La ripresa dell’attività resta subordinata al rispetto delle condizioni richieste per la revoca di entrambi i provvedimenti di sospensione, sul fronte sanitario e su quello lavorativo.

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