Gianpietro Bergamin è morto a 74 anni: dagli anni al caseificio di Borso alla guida di Bibetech

Originario di Loria, si è spento a Pieve del Grappa. Negli anni Ottanta guidò le vendite del caseificio di famiglia.

02 ottobre 2026 20:29
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PIEVE DEL GRAPPA - È morto all’età di 74 anni l’imprenditore trevigiano Gianpietro Bergamin, figura nota nel mondo produttivo del territorio per il lungo lavoro nel caseificio di famiglia F.lli Bergamin di Borso del Grappa e, in seguito, per l’esperienza alla guida di Bibetech. Originario di Loria, Bergamin si è spento giovedì 1 ottobre a Pieve del Grappa.

A ricordarlo pubblicamente è stato anche Luca Fraccaro, presidente di Confapi Treviso e suo cognato, che ne ha tracciato un ritratto centrato prima di tutto sul piano umano: «È stato un uomo di grandi valori e solidi principi, profondamente legato alla famiglia, che ha sempre rappresentato il centro della sua vita. Il rispetto, la correttezza, la lealtà e una profonda etica del lavoro hanno contraddistinto il suo percorso, tanto nella vita privata quanto in quella professionale».

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Il percorso nel caseificio di famiglia

Bergamin era legato storicamente al caseificio “F.lli Bergamin” di Borso del Grappa. Vi era entrato giovanissimo e negli anni Ottanta aveva assunto la responsabilità del comparto commerciale, seguendo l’area vendite in una fase importante per la crescita dell’azienda.

Nel corso di quegli anni il caseificio ha consolidato la propria presenza nel settore lattiero-caseario, in particolare nei comparti dello yogurt e dello stracchino. È in questo contesto che Bergamin si è costruito una reputazione riconosciuta nel tessuto imprenditoriale trevigiano.

A questa esperienza si è affiancato anche un incarico di rappresentanza: Bergamin è stato presidente del comparto alimentare degli industriali di Treviso, ruolo che ne confermava il profilo all’interno del settore.

Dalla cessione a Eurial alla presidenza di Bibetech

Una volta conclusa l’esperienza nel caseificio, passata poi al gruppo francese Eurial, Bergamin ha avviato una seconda fase professionale in un ambito diverso da quello alimentare. Nel 2008 è diventato socio e presidente di Bibetech S.p.A., entrando nel settore delle materie plastiche.

Anche in questo caso il suo nome è rimasto legato allo sviluppo dell’azienda, cresciuta con tre sedi a Montecchio Maggiore, Isola Vicentina e Labin. Il passaggio dall’alimentare alla plastica racconta un percorso imprenditoriale non lineare ma costruito sulla continuità del lavoro e sulla capacità di rimettersi in gioco.

Il ricordo di Fraccaro e il profilo personale

Nel ricordo diffuso da Fraccaro, accanto alla dimensione professionale emerge soprattutto quella personale. Bergamin viene descritto come una persona stimata, generosa e discreta, con una forte attenzione agli altri e senza ostentazione.

Tra i riconoscimenti ricevuti nel corso della vita c’è anche il Paul Harris Fellow del Rotary, segno della considerazione maturata anche al di fuori dell’attività aziendale.

Il legame con la famiglia resta il tratto più evidenziato nel ricordo di chi lo ha conosciuto. Negli ultimi anni, viene ricordato, una delle sue gioie più grandi erano i cinque nipoti, ai quali era profondamente affezionato.

Gianpietro Bergamin è morto a 74 anni: dagli anni al caseificio di Borso alla guida di

La sua figura resta così associata a due stagioni diverse dell’impresa nel Nordest: da una parte gli anni al caseificio F.lli Bergamin di Borso del Grappa, dall’altra la nuova esperienza iniziata dal 2008 con Bibetech. In mezzo, il profilo di un imprenditore conosciuto per il lavoro svolto, per i ruoli ricoperti e per il rapporto stretto con la famiglia.

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