AdriaCo pubblica “Sogno: Addio Re Roberto” con videoclip e videogame

Il cantautore romano affianca al brano un videoclip tratto da un videogame gratuito su Itch, sviluppato con Andrea Piccolo, Leonardo Madia e Giorgio Angiolella.

18 maggio 2026 08:33
AdriaCo pubblica “Sogno: Addio Re Roberto” con videoclip e videogame -
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ROMA - Il nuovo brano di AdriaCo, “Sogno: Addio Re Roberto”, è uscito insieme a un progetto audiovisivo che unisce videoclip e videogame. La canzone nasce da un sogno vivido e rocambolesco, trasformato dal cantautore in un racconto musicale sospeso tra memoria, inquietudine e ricerca di affermazione.

Il brano parte da un’esperienza notturna intensa, nella quale l’artista rincorre treni e aspettative, proprie e altrui, dentro un viaggio simbolico che attraversa passato e presente. All’epoca AdriaCo aveva 22 anni e viveva il conflitto tra il percorso universitario e il desiderio sempre più urgente di dedicarsi alla musica. Da quella tensione interiore è nato il sogno che, più avanti, avrebbe dato forma alla canzone.

Secondo il racconto legato alla genesi del brano, dopo un risveglio improvviso nel cuore della notte l’artista aveva in mente una melodia, registrata d’istinto sul cellulare con un vocale poi quasi dimenticato. Il successivo ritrovamento di quella registrazione gli ha permesso di recuperare l’intera esperienza onirica e di trasformarla in musica.

Il sogno è stato poi approfondito anche in terapia. In particolare, la figura enigmatica di “Roberto”, riaffiorata dai ricordi d’infanzia, è diventata il nucleo narrativo del testo. Da qui prende forma una canzone che attraversa identità, memoria e paure profonde.

Il videoclip costruito come gameplay

Il sound vintage sviluppato insieme ai fratelli Passi richiama l’immaginario dei videogiochi dell’infanzia. Da questo riferimento nasce l’idea di un progetto audiovisivo in cui il videoclip ufficiale, curato da Andrea Piccolo, si presenta come il gameplay di un videogioco disponibile gratuitamente sulla piattaforma Itch.

Il videogame è stato sviluppato da Leonardo Madia, Giorgio Angiolella e Andrea Piccolo e accompagna l’universo narrativo del brano attraverso un’estetica rétro e immersiva. Nel gioco AdriaCo corre senza sosta verso il proprio obiettivo, affronta nemici e sale a bordo di un treno impazzito che sembra renderlo invincibile.

Parallelamente, il protagonista ricostruisce il proprio passato attraverso l’incontro con il personaggio del “padre di Roberto”. Il percorso narrativo lo porta alla consapevolezza di non avere bisogno di binari prestabiliti per affrontare paure e insicurezze.

I sound effects del gioco sono stati realizzati da Emanuele Luigi Andolfi attraverso la rielaborazione di materiali estratti direttamente dalla canzone. Le creature presenti nel progetto sono state create da Matteo Lucibello e adattate in pixel art a partire dalle grafiche originali del disco. Ogni mostro rappresenta simbolicamente un tema centrale nell’universo artistico del cantautore.

La storia musicale di AdriaCo

Adriano Meliffi, in arte AdriaCo, è nato a Roma nel 1990. La musica classica è stata una delle sue fonti di ispirazione e le sue canzoni si allontanano spesso dalla forma convenzionale e dalle armonie più comuni del pop. Nel tempo ha ascoltato artisti molto diversi tra loro, dall’alternative al mainstream, passando per rock, pop, cantautorato italiano e internazionale, progressive, soul, elettronica e world music. Da questo percorso deriva uno stile eclettico e difficilmente classificabile.

A 19 anni ha iniziato a studiare canto moderno e ha fondato la band Chimestorm. A 24 anni, dopo una laurea in Scienze Naturali, ha intrapreso il corso di diploma in canto al Saint Louis College of Music, arrivando poi all’insegnamento in diverse scuole di musica romane.

Durante gli anni di formazione è entrato in diversi progetti, tra cui i cori Le Mani Avanti e Flowing Chords e la rock band VEMM. Ha preso parte anche a varie produzioni come corista, collaborando tra gli altri con Diodato, Roy Paci, Arisa, Beppe Vessicchio, Tullio De Piscopo, Shorty, Ainé, Noemi, Serena Brancale e Achille Lauro.

Dopo essere stato selezionato due volte per aprire il raduno-concerto della cantante Elisa al Viper di Firenze, nel 2012 e nel 2015, ha avviato il progetto solista, inizialmente chiamato ACo. In quella fase ha iniziato a pubblicare online demo e sperimentazioni, registrando voci e tastiere, campionando suoni e coinvolgendo di volta in volta collaboratori per completare gli arrangiamenti.

Nel 2016 ha pubblicato su YouTube la playlist “ACo(ustic)”, registrata live al Village Recording Studio. Il lavoro raccoglie l’esperienza maturata negli anni di formazione acustica nei club di Roma e anticipa alcuni brani poi ripresentati in versione elettrica.

Nel 2017, dopo l’anteprima live all’Auditorium Parco della Musica, è uscito il primo EP, “(N)”, registrato ancora al Village Recording Studio. Il disco contiene sei brani originali, arrangiati con una nuova band e cantati insieme ad amici cantanti. Per i singoli “Pure Feelings” e “Tempelhof” sono stati realizzati anche videoclip.

Dal 2020 AdriaCo ha iniziato a lavorare al primo album vero e proprio, “Collezione di arretrati”, un progetto fortemente autobiografico. Il disco racconta l’evoluzione e la crescita degli ultimi dieci anni, affrontando il tema dell’ansia e le sfide di un giovane adulto alle prese con la ricerca del proprio posto nel mondo, tra università e progetti di vita.

Nel percorso raccontato dall’album entrano anche i cambiamenti più recenti, dall’uscita dal nucleo familiare al trasferimento a Garbatella, fino alle difficoltà del progetto ACo. I numerosi stop legati alla pandemia e il rinnovo totale della formazione hanno portato a un restyling del progetto, che ha cambiato nome in AdriaCo.

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