Aggressione in Psichiatria al Ca’ Foncello di Treviso, Oss colpita con due pugni al volto
L’episodio nel pomeriggio di martedì 8 settembre 2026. La Cisl Fp chiede tutele immediate e tavoli permanenti sulla sicurezza.
TREVISO - Nuova aggressione nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Ca’ Foncello, dove nel pomeriggio di martedì 8 settembre 2026 un’operatrice sociosanitaria è stata colpita al volto da un paziente già protagonista, nei giorni scorsi, di comportamenti violenti. La lavoratrice era intervenuta per proteggere una collega ed è stata raggiunta da due pugni al viso. Sono in corso gli accertamenti medici, compresi gli esami radiografici, per verificare le conseguenze delle lesioni riportate.
L’episodio riporta al centro il tema della sicurezza nei reparti più esposti, in particolare Psichiatria e Pronto soccorso. A sollevare il caso è la Cisl Fp Belluno Treviso, che parla di un nuovo episodio non più tollerabile e chiede un intervento immediato da parte dell’azienda sanitaria.
Cosa è successo al Ca’ Foncello
Secondo quanto reso noto, l’aggressione è avvenuta nel corso del turno pomeridiano. Il paziente coinvolto era già stato protagonista di manifestazioni violente nei giorni precedenti. Quando la situazione è degenerata, l’operatrice sociosanitaria è intervenuta nel tentativo di difendere una collega, venendo però colpita con due pugni al volto.
Dopo l’aggressione, la lavoratrice è stata sottoposta agli accertamenti sanitari necessari, compresi esami radiografici al viso, per valutare l’entità delle conseguenze.
La richiesta del sindacato
Per la Cisl Fp Belluno Treviso non si tratta di un episodio isolato da leggere come emergenza momentanea, ma di un problema che richiede misure operative e strutturali. Elena Commazzetto, della segreteria del sindacato, chiede che il personale non venga più lasciato solo in contesti ad alto rischio e che la gestione dei pazienti con comportamenti aggressivi sia affrontata con strumenti adeguati.
Il sindacato sollecita tutele concrete sia in relazione al caso specifico sia, più in generale, per tutte le situazioni critiche che possono verificarsi nei reparti delicati. La richiesta rivolta all’azienda è quella di garantire condizioni di sicurezza adeguate per operatori e operatrici, con soluzioni immediate ma anche con interventi stabili nel tempo.
Le misure chieste all’azienda sanitaria
Tra le richieste avanzate ci sono l’apertura rapida di tavoli permanenti sulla sicurezza e l’adozione di interventi operativi strutturali. L’obiettivo indicato è ridurre l’esposizione del personale sanitario e sociosanitario agli episodi di violenza nei reparti maggiormente a rischio.
La Cisl Fp insiste in particolare sulla necessità di agire nel più breve tempo possibile, alla luce del fatto che i segnali di pericolo, secondo quanto riferito, si erano già manifestati nei giorni precedenti con lo stesso paziente.