Agricoltori al Brennero contro il falso Made in Italy

Coldiretti porta al confine migliaia di produttori, anche dal Nordest, per chiedere nuove regole sull’origine dei prodotti.

27 aprile 2026 23:15
Agricoltori al Brennero contro il falso Made in Italy -
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Migliaia di agricoltori si sono riuniti al Brennero per una mobilitazione promossa da Coldiretti contro il cosiddetto falso Made in Italy agroalimentare. Alla protesta, organizzata al confine tra Italia e Austria, hanno preso parte delegazioni arrivate da diverse regioni, con una presenza numerosa anche dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia.

Al centro della contestazione c’è il meccanismo europeo che consente, secondo l’organizzazione agricola, di attribuire l’origine italiana a prodotti ottenuti con materie prime straniere quando l’ultima lavorazione rilevante avviene nel nostro Paese. Per Coldiretti si tratta di una regola che crea confusione per i consumatori e penalizza le aziende che coltivano e allevano realmente sul territorio nazionale.

Le richieste degli agricoltori

La mobilitazione punta a ottenere una revisione del codice doganale e una maggiore trasparenza sull’origine delle materie prime agricole. Coldiretti sostiene che regole più chiare permetterebbero di difendere il reddito delle imprese e di contrastare pratiche considerate scorrette nella commercializzazione dei prodotti alimentari.

Tra i partecipanti sono stati segnalati centinaia di agricoltori padovani e una delegazione dalla Marca trevigiana. Dal Friuli Venezia Giulia è arrivata una rappresentanza guidata dal presidente regionale Martin Figelj. Alla manifestazione erano presenti anche i vertici nazionali dell’organizzazione, con il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo.

Dalla provincia di Padova è intervenuta anche una giovane agricoltrice, Silvia Breda, 19 anni, portando la voce delle nuove generazioni impegnate nel settore primario. Alla protesta hanno aderito inoltre pensionati agricoli e rappresentanti territoriali, richiamando il tema della reciprocità delle regole all’interno dell’Unione Europea.

Il nodo economico

Secondo le stime diffuse da Coldiretti, una modifica delle norme sull’origine potrebbe liberare fino a 20 miliardi di euro di valore per il comparto agricolo. L’associazione lega la richiesta anche all’aumento dei costi di produzione, tra energia, carburanti e concimi, aggravati dalle tensioni internazionali e dalle difficoltà di approvvigionamento.

La difesa dell’origine viene presentata dagli agricoltori non solo come una questione economica, ma anche come un tema di sicurezza alimentare e tutela della filiera nazionale. Coldiretti ricorda che l’agroalimentare italiano coinvolge complessivamente milioni di lavoratori e rappresenta uno dei settori strategici del Paese.

I prossimi passaggi

L’iniziativa del Brennero non dovrebbe restare isolata. L’organizzazione agricola intende portare le proprie richieste anche nelle sedi istituzionali, chiedendo un intervento europeo che consenta agli Stati membri di rendere più evidente l’origine dei prodotti a partire dalla materia prima agricola.

Nei prossimi giorni è atteso un nuovo confronto a Roma, dove i rappresentanti di Coldiretti intendono presentare le istanze al commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi. Sul territorio, intanto, viene sollecitato anche il coinvolgimento dei sindaci attraverso atti di sostegno alla richiesta di modifica delle regole doganali.

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