Alaa Faraj scarcerato, processo da rivedere
La Corte d’Appello di Messina ha accolto l’istanza di revisione. Le reazioni del Premio Terzani e di vicino/lontano
UDINE – Alaa Faraj, vincitore della XXII edizione del Premio Terzani per il romanzo “Perché ero ragazzo” pubblicato da Sellerio, è stato scarcerato dopo undici anni trascorsi nelle carceri siciliane. La Corte d’Appello di Messina ha accolto l’istanza di revisione del processo e ha disposto la sua liberazione in attesa dell’udienza fissata per il prossimo ottobre.
Faraj, che durante la detenzione si è sempre proclamato innocente, era stato condannato a 30 anni di carcere per “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione” dopo la cosiddetta “strage di Ferragosto” del 2015.
La decisione della Corte d’Appello di Messina
La vicenda giudiziaria riguarda il barcone nella cui stiva furono trovati i corpi di 49 persone morte per asfissia durante la traversata. Alaa Faraj, che all’epoca aveva vent’anni, era stato indicato come lo “scafista” sulla base di testimonianze definite frettolose e confuse nella ricostruzione diffusa dal Premio letterario internazionale Tiziano Terzani - Vicino/lontano 2026.
Lo scorso dicembre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli aveva concesso la grazia “parziale”. Ora la decisione della Corte d’Appello di Messina gli restituisce la piena libertà, mentre resta aperto il passaggio giudiziario della revisione del processo.
Il Premio Terzani e le reazioni da Udine
La notizia è arrivata a pochi giorni dalla presenza di Faraj a Udine, dove aveva potuto ritirare il Premio Terzani grazie all’autorizzazione dei magistrati. Angela Terzani Staude, presidente della Giuria del Premio, ha commentato la scarcerazione richiamando quanto avvenuto sul palco udinese: «Abbiamo ancora negli occhi la forza, il coraggio e la straordinaria umanità che Alaa ci ha trasmesso sul palco di Udine pochi giorni fa, quando ha potuto ritirare il Premio, grazie all’autorizzazione dei magistrati. Sapere che oggi, in attesa della revisione del processo, è finalmente un uomo libero non solo ci riempie di gioia, ma rafforza il nostro senso di fiducia nella giustizia. La storia di Alaa, raccontata con coraggio e dignità esemplare nelle pagine del suo libro, ci ricorda che la ricerca della verità e della giustizia non deve mai fermarsi».
Paola Colombo, presidente dell’Associazione vicino/lontano che organizza il Premio Terzani, ha parlato di «una decisione che accogliamo con gioia e commozione». Colombo ha aggiunto: «Insieme alla Giuria del Premio Terzani proviamo oggi una felicità profonda, difficile da contenere nelle parole. Perché dentro questa notizia non vive soltanto un passaggio giudiziario. Vive una storia umana che abbiamo ascoltato da vicino. Vive il volto di un ragazzo che per dieci anni non ha smesso di dichiararsi innocente. Vive la forza ostinata di chi, anche nel luogo più duro, ha continuato a credere nella possibilità della verità».
Nella stessa dichiarazione, la presidente dell’Associazione vicino/lontano ha ricordato il percorso umano di Faraj: «Alaa Faraj ha attraversato il mare, il carcere, il sospetto, la solitudine. Eppure non ha mai smesso di studiare, scrivere, immaginare il futuro. Non ha mai lasciato che il dolore gli portasse via la dignità. Oggi quella porta che per anni è rimasta chiusa si riapre finalmente alla luce. Ad Alaa mandiamo il nostro abbraccio più grande».
Alaa Faraj resta in libertà in attesa dell’udienza prevista per il prossimo ottobre, dopo l’accoglimento dell’istanza di revisione da parte della Corte d’Appello di Messina.