Sbagliano strada e precipitano nel canalone: notte da incubo in montagna tra incidenti e dispersi

Notte di soccorsi in Alpago: due escursionisti recuperati sul Teverone, uno ferito. Tre donne ritrovate in Cansiglio.

07 settembre 2026 10:28
Sbagliano strada e precipitano nel canalone: notte da incubo in montagna tra incidenti e dispersi -
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ALPAGO – Una direzione sbagliata dopo la ferrata, la discesa in un canalone impervio e una caduta di circa dieci metri tra i salti di roccia. Si è concluso all’una della notte tra domenica 6 e lunedì 7 settembre il complesso recupero di due escursionisti rimasti bloccati sul Teverone, uno dei quali ferito.

L’operazione è stata condotta dall’elicottero di Treviso Emergenza con il supporto del Soccorso alpino dell’Alpago. Soltanto poche ore prima, le squadre avevano concluso un altro intervento per tre escursioniste che avevano perso l’orientamento in Cansiglio.

La richiesta di aiuto alle 22

La Centrale operativa del 118 è stata attivata intorno alle 22 di domenica. Le prime informazioni indicavano la presenza di due persone in difficoltà, una delle quali infortunata, in una zona che avrebbe dovuto trovarsi sopra Malga Crosetta.

Una squadra del Soccorso alpino dell’Alpago è partita immediatamente per avvicinarsi all’area segnalata. Contemporaneamente è decollato l’elicottero di Treviso Emergenza.

La posizione inizialmente indicata, tuttavia, non corrispondeva al punto nel quale si trovavano realmente i due escursionisti. La situazione era molto più distante e complessa rispetto a quanto ipotizzato durante le prime fasi dell’allarme.

Interventi in zone difficilmente raggiungibili richiedono spesso la collaborazione tra squadre terrestri e mezzi aerei, come accaduto anche durante il salvataggio di due persone dopo un volo di 30 metri con l’auto in Cadore.

L’errore al rientro dalla ferrata

I due avevano completato la Ferrata Costacurta sul Teverone e stavano rientrando verso valle. Arrivati all’altezza di Col Fontana, però, hanno imboccato una direzione sbagliata.

Invece di proseguire lungo il corretto itinerario di rientro, hanno iniziato a scendere all’interno di un canale particolarmente impervio.

Durante la discesa, uno dei due escursionisti, un cittadino moldavo di 33 anni, è caduto. L’uomo è ruzzolato per una decina di metri tra diversi salti di roccia, riportando una frattura a una gamba e un trauma cranico.

Il compagno è riuscito a raggiungerlo e a rimanere accanto a lui. Entrambi hanno trovato riparo in una piccola nicchia lungo il canalone, in attesa dell’arrivo dei soccorritori.

La conoscenza delle trasformazioni e delle difficoltà dell’ambiente alpino sarà approfondita anche durante la Dolomiti Mountain School organizzata a Forni di Sopra.

La luce della frontale individuata dall’elicottero

Durante la perlustrazione aerea, l’equipaggio dell’elicottero ha cercato a lungo un segnale che potesse indicare la posizione dei due escursionisti.

Nel buio è stata infine individuata la flebile luce della lampada frontale dell’uomo che aveva raggiunto il compagno ferito. Il piccolo punto luminoso ha permesso all’equipaggio di localizzare la nicchia nella quale si trovavano entrambi.

Il luogo era distante dalla zona inizialmente indicata e presentava spazi estremamente ridotti. Non era quindi possibile effettuare un normale atterraggio.

È stato necessario predisporre una complessa operazione con il verricello, facendo scendere i soccorritori direttamente sulla piccola cengia.

Il tecnico calato con 30 metri di verricello

Il tecnico di elisoccorso è stato calato per primo con un verricello di 30 metri. Raggiunti i due escursionisti, ha predisposto la piccola cengia per consentire la successiva discesa del medico e dell’infermiere con la barella.

Gli spazi limitati e la conformazione del canalone hanno richiesto grande attenzione durante ogni fase dell’intervento.

Il personale sanitario ha raggiunto il ferito e lo ha stabilizzato. Il trentatreenne è stato quindi sistemato sulla barella e preparato per il recupero aereo.

La montagna e i suoi sentieri attirano ogni anno numerosi visitatori, come mostrano anche le iniziative del Foresta Tour tra Malborghetto-Valbruna, Fusine e Udine, ma orientamento e preparazione rimangono fondamentali soprattutto sui percorsi più impegnativi.

Il ferito issato a bordo

Dopo la stabilizzazione, l’escursionista è stato sollevato fino all’elicottero utilizzando 35 metri di verricello.

Subito dopo è stato recuperato anche il compagno che era rimasto accanto a lui all’interno della nicchia. Una volta completato l’imbarco di entrambi, l’eliambulanza ha lasciato la zona del Teverone dirigendosi verso l’ospedale di Treviso.

Il trentatreenne è stato affidato ai sanitari per gli accertamenti e le cure richieste dalla frattura alla gamba e dal trauma cranico riportati durante la caduta.

La squadra del Soccorso alpino che era rimasta pronta a intervenire dalla località Venal ha potuto quindi fare rientro. L’intera operazione si è conclusa intorno all’una di notte.

Le strutture dell’emergenza sono state impegnate in numerosi interventi nel territorio, tra cui il recente soccorso a un ciclista travolto da un’auto a San Vito al Tagliamento.

Tre escursioniste disperse in Cansiglio

Quello sul Teverone è stato il secondo intervento affrontato nella stessa serata dal Soccorso alpino dell’Alpago.

Poco prima, le squadre avevano concluso una missione cominciata intorno alle 20 per ritrovare tre escursioniste che avevano perso l’orientamento in Cansiglio.

Le donne, di 72, 32 e 31 anni, tutte residenti a Mestre, erano partite da Malga Mezzomiglio con l’intenzione di raggiungere Vallorch seguendo la Strada del Taffarel.

Durante il percorso, invece di proseguire fino al termine della strada, avevano imboccato una deviazione e si erano smarrite.

Ritrovate grazie alla geolocalizzazione

Dopo l’attivazione dei soccorsi, è stato possibile geolocalizzare il punto nel quale si trovavano le tre escursioniste.

Una squadra del Soccorso alpino dell’Alpago le ha raggiunte e, una volta verificate le loro condizioni, le ha accompagnate lungo il percorso fino all’automobile.

Le tre donne sono rientrate senza che fosse necessario il trasporto in ospedale. Terminata questa prima missione, i soccorritori sono stati nuovamente impegnati nella più complessa operazione sul Teverone.

La notte di lavoro si è così conclusa con cinque persone recuperate, una delle quali ferita e trasportata in ospedale, al termine di due interventi iniziati a poche ore di distanza tra il Cansiglio e la Ferrata Costacurta.

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