«Più Canadair e meno armi»: sui social esplode la rabbia mentre brucia l’Amariana
L’incendio sull’Amariana continua a preoccupare la Carnia. Sui social cresce la richiesta di investire di più nella lotta agli incendi.
AMARO. Il Monte Amariana continua a bruciare e, insieme al fumo che da giorni avvolge il versante sopra Amaro, cresce anche la frustrazione di chi osserva l’incendio dal fondovalle. Canadair, elicotteri, Corpo forestale e volontari continuano a lavorare, ma il rogo non è ancora stato domato, anzi! È in questo clima che sui social ha iniziato a circolare con insistenza una frase destinata a diventare il simbolo della protesta: «Più Canadair e meno armi». Non è uno slogan delle istituzioni né una valutazione tecnica sull’organizzazione dell’antincendio. È piuttosto il modo con cui diversi cittadini stanno esprimendo una domanda molto concreta: quanto investiamo nella prevenzione e nei mezzi necessari per affrontare incendi sempre più difficili da spegnere?
L’Amariana continua a bruciare nonostante i mezzi aerei
Il bollettino della Protezione civile diffuso alle 18.30 di giovedì 13 agosto conferma che quello dell’Amariana resta un incendio ancora attivo. Nel corso del pomeriggio sono stati impiegati il Canadair CAN31R della flotta aerea dello Stato e tre elicotteri del Servizio aereo regionale. A terra stanno lavorando il Corpo forestale regionale, il DOS della Stazione forestale di Villa Santina e i volontari della Protezione civile di Amaro, Osoppo e Gemona del Friuli, insieme ai Pompieri volontari di Moggio Udinese. Un dispiegamento importante, che però dà anche la misura della complessità dell’incendio.
Un fronte che continua a riprendere
Il problema dell’Amariana non è soltanto l’estensione del fuoco, ma la capacità delle fiamme di riprendere dopo le operazioni di contenimento. Nelle giornate precedenti le squadre erano riuscite più volte a circoscrivere alcune porzioni del rogo, salvo poi assistere a nuove riprese alimentate dalle condizioni del terreno e della vegetazione. L’incendio di Cuel Feltron, sopra Amaro, è così diventato uno dei fronti più impegnativi dell’intera emergenza regionale.
«Più Canadair e meno armi»
Sotto le immagini del monte avvolto dal fumo, nei commenti pubblicati sui social, il confronto si è spostato rapidamente anche sul tema delle priorità della spesa pubblica. Tra le frasi che ricorrono c’è appunto «Più Canadair e meno armi», con cittadini che mettono idealmente a confronto le risorse destinate alla difesa con quelle necessarie per acquistare mezzi aerei, potenziare le squadre antincendio e investire nella prevenzione del territorio.
Si tratta di un paragone politico e simbolico, non di un’equazione tecnica: un Canadair in più non significa automaticamente spegnere un incendio come quello dell’Amariana in poche ore, così come i bilanci destinati alla difesa e quelli della Protezione civile rispondono a programmi e competenze differenti.
Ma il messaggio che emerge dai commenti è chiaro: di fronte a montagne che bruciano per giorni, molti cittadini chiedono più risorse visibili e immediatamente disponibili per la tutela del territorio.
Perché un Canadair da solo non basta
Gli incendi boschivi in montagna sono particolarmente difficili da affrontare. I mezzi aerei possono rallentare l’avanzata delle fiamme, abbassare la temperatura e intervenire nei settori irraggiungibili da terra, ma il lavoro decisivo continua anche dopo il lancio dell’acqua. Servono forestali, squadre a terra, bonifiche, controllo dei focolai nascosti e monitoraggio prolungato. Nei terreni molto secchi, inoltre, il fuoco può continuare a covare sotto la vegetazione e riemergere successivamente. È esattamente ciò che rende così difficile dichiarare definitivamente spenti alcuni roghi.
Strade chiuse per la sicurezza
L’emergenza sull’Amariana ha ormai conseguenze anche sulla circolazione.
È stata sospesa la viabilità lungo la S.R. UD 125 “del Sasso Tagliato” tra Tolmezzo e Amaro, dal chilometro 0+250 al chilometro 3+100.
La chiusura è in vigore dalle 14.30 del 13 agosto e resterà valida fino alla cessazione del pericolo e al ripristino delle condizioni di sicurezza. Il traffico viene deviato sulla SS52 Carnica.
Un provvedimento che conferma quanto il rogo abbia ormai superato la dimensione di un incendio confinato in alta montagna.
Non è soltanto l’Amariana
Il quadro regionale resta complesso.
Nello stesso bollettino viene segnalato anche un incendio che si è intensificato sul Monte Cozzarel, tra Moggio Udinese e Dogna, dove è entrato in azione un altro elicottero regionale.
Altri fronti risultano invece in monitoraggio o bonifica tra Pordenonese, Udinese, Carso triestino e Goriziano.
La Protezione civile regionale aveva già dichiarato lo stato di preallarme per il continuo ripetersi degli incendi boschivi, con un ulteriore impegno di spesa disposto il 12 agosto.
Una domanda che resta dopo l’emergenza
Quando le fiamme saranno finalmente spente, resterà inevitabilmente un confronto da affrontare.
Non soltanto su quanti Canadair siano disponibili, ma su prevenzione, manutenzione dei boschi, personale, volontari, mezzi regionali, sorveglianza e capacità di intervenire rapidamente sui nuovi focolai.
È in questo senso che lo slogan comparso sui social, «Più Canadair e meno armi», va letto soprattutto come una richiesta di priorità.
Perché mentre la discussione politica può dividere, sopra Amaro c’è un dato sul quale non esistono schieramenti: l’Amariana sta ancora bruciando e, anche questa sera, uomini e mezzi continuano a lavorare per fermare il fuoco.