Ancora restrizioni in Italia dopo il 7 gennaio: le intenzioni del Governo
Il governo pensa a una nuova stretta con misure più severe, a partire dal 7 gennaio quando scadrà il decreto con le misure per le festività natalizie, in uno scenario nazionale che vede i contagi in...
Il governo pensa a una nuova stretta con misure più severe, a partire dal 7 gennaio quando scadrà il decreto con le misure per le festività natalizie, in uno scenario nazionale che vede i contagi in aumento.
Una delle ipotesi, a quanto si apprende, che sarebbe emersa al tavolo del vertice di governo del 3 gennaio, è quella di un provvedimento ponte tra il 7 e il 15 gennaio, ovvero tra la data di scadenza del decreto natalizio e quella dell'ultimo Dpcm.
Non si escludono misure a livello nazionale. Sempre secondo le ipotesi emerse nel vertice tra il premier Conte, i capidelegazione di maggioranza, il ministro Boccia e alcuni membri del Cts, sembra che nel week-end del 9 e 10 gennaio in tutta Italia saranno in vigore le misure previste per la zona arancione: tra queste, le chiusure di bar e ristoranti anche a pranzo, ma aperti solo per la vendita da asporto.
Dal 7 gennaio e fino al 15, data di scadenza dell'ultimo dpcm, potrebbe essere consentito lo spostamento tra le regioni solo per ragioni di necessità. Si va anche verso la proroga del divieto di ospitare a casa più di due parenti o amici, minori di 14 anni esclusi. La misura, già prevista nel decreto natalizio in scadenza il 6 gennaio, sarabbe prorogata fino al 15 del mese.
Intanto, alla luce della crescita dei contagi, sono sempre di più i dubbi sulla riapertura delle scuole con il 50% della didattica in presenza, mentre il governo ha deciso di posticipare la riapertura degli impianti sciistici al 18 gennaio. Un'altra ipotesi che si valuta è quella di stabilire nuovi criteri per l'indice Rt che permettano di far scattare con soglie più basse le zone arancioni e rosse per le regioni.
A pesare sulle decisioni di governo e regioni però saranno i dati forniti dalla Cabina di regia per il monitoraggio regionale, che al momento non sono buoni: l'ultimo report dell'Iss ha infatti evidenziato la risalita dell'indice Rt a 0.93. Attualmente la zona arancione scatta a partire da un indice di 1,25, quella rossa da 1,5.
L'ipotesi è che possano passare rispettivamente a 1 e 1,25. Un'altra ipotesi è quella di rafforzare la zona gialla nazionale, sul modello di quanto accaduto durante le festività natalizie. Significherebbe, come accaduto durante le feste, una zona rossa nazionale nei festivi e prefestivi e nuovi limiti ai movimenti regionali, con la possibilità inoltre di limitazioni all'orario di apertura di alcune attività commerciali.
Il governo sarebbe quindi intenzionato a elaborare nuove misure senza attendere la scadenza dell'attuale Dpcm, fissata al 15 gennaio. Ad avere un ruolo fondamentale sarà il monitoraggio del 5 gennaio. A rischio ci sono 6 Regioni (Calabria, Liguria, Veneto, Basilicata, Lombardia e Puglia) con l’indice di trasmissione Rt sopra o pari a 1.
Se passasse la linea della revisione dell'Rt, sarebbero a rischio immediato di zona arancione o addirittura in proiezione verso quella rossa