1000 anni della Chiesa di Santa Maria Assunta: messa solenne ad Arquà Petrarca

Arquà Petrarca celebra i 1000 anni della Chiesa di Santa Maria Assunta con una messa solenne.

24 febbraio 2026 14:47
1000 anni della Chiesa di Santa Maria Assunta: messa solenne ad Arquà Petrarca -
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ARQUA' PETRARCA (PD) – La città si prepara a celebrare i 1000 anni della Chiesa di Santa Maria Assunta, cuore spirituale e identitario del borgo, con una messa solenne in programma venerdì 27 febbraio alle ore 20:00, presieduta dal Vescovo di Padova, Mons. Claudio Cipolla.

È qui che si svolsero le esequie di Francesco Petrarca e, secondo le sue volontà testamentarie, nei pressi dell’edificio trovò sepoltura, suggellando in modo definitivo il legame tra il poeta e il borgo euganeo che scelse come dimora negli ultimi anni della sua vita. Un anniversario di straordinario valore simbolico che riporta l’attenzione su uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico e artistico dei Colli Euganei.

«Celebrare i mille anni della Chiesa di Santa Maria Assunta significa rendere omaggio non soltanto a un edificio di straordinario valore storico e artistico, ma a un luogo che da secoli rappresenta il centro spirituale della nostra comunità. Qui si intrecciano fede, memoria e identità; qui si è scritta anche una pagina fondamentale della nostra storia, con le esequie di Francesco Petrarca, che ha scelto Arquà come sua ultima dimora. Questo anniversario è un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza e per trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del patrimonio che custodiamo. Ringrazio il Vescovo Claudio Cipolla per la sua presenza e tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa celebrazione, che rappresenta un momento di unità e di orgoglio per l’intera comunità», dichiara il Sindaco di Arquà Petrarca Andrea Schivo.

«La celebrazione del millennio della Pieve di Arquà Petrarca è un evento che suscita in me due sentimenti contrastanti: il primo, di gioia per la forza e il radicamento della fede delle generazioni passate, testimoniate anche dalla cura per l’edificio chiesa nel corso dei secoli; il secondo, un sentimento di trepidazione riguardo alla tenuta della tradizione cristiana, intesa come capacità di riproporre Cristo come unico salvatore dell’uomo. 

Curare la buona conservazione di un tempio è cosa relativamente facile; far sì che sia il segno di una comunità costruita visibilmente sul Risorto; "come pietre vive strette a lui per formare un edificio spirituale” 1Pt.2 questo è molto più impegnativo. Il tempio-chiesa di Arquà è letteralmente edificato sulla roccia, ma sappiamo che la vera roccia, la roccia viva è il Signore, e solo accogliendo la sua parola si costruisce sulla roccia; "Chi ascolta la mia parola e la metti in pratica” Mt 7, 22. Agli uomini e alle donne  del nostro tempo è indirizzata una babele di messaggi, che unita al clima di apatia riguardo alla dimensione spirituale, fa sì che si sperimenti un senso di ansia per il futuro della Fede, cioè della vita cristiana vissuta e testimoniata. Tuttavia la conoscenza della storia ci rasserena: davvero” passeranno il cielo e la terra ma la mia parola non passerà” Mt 24, 35. E così alla trepidazione succede la speranza»., dichiara Don Romeo Bettio, Arciprete di Arquà Petrarca.

LA STORIA DELLA CHIESA

Le prime notizie documentate della chiesa risalgono infatti al 1026, testimoniando una presenza religiosa che attraversa dieci secoli di trasformazioni architettoniche, artistiche e sociali.

Ai tempi di Francesco Petrarca, nel Trecento, la chiesa presentava un porticato – già in rovina nel XV secolo e oggi completamente scomparso – che accoglieva fedeli e viandanti. Nel corso dei secoli l’edificio ha conosciuto diversi interventi: nel 1677 venne ampliato in lunghezza e in altezza; la facciata, modificata nel 1874 e nel 1926, ha assunto l’attuale linea romanica che oggi caratterizza il profilo della chiesa nel tessuto urbano di Arquà.

L’interno si presenta a navata unica, con tre altari e travatura lignea a vista. L’altare maggiore, proveniente dall’eremo del Monte Rua, è opera dello scultore Francesco Rizzi (1729–1795), appartenente alla scuola dei Bonazza, e comprende le statue della Vergine e dell’Arcangelo Gabriele, due busti di santi e due angeli. I due altari laterali in legno scolpito risalgono al Cinquecento; la pala dell’altare di destra, realizzata da Pietro Damini da Castelfranco, raffigura il Battesimo di Gesù. Di particolare pregio è la grande pala dell’Assunta, collocata dietro l’altare maggiore, opera di Palma il Giovane.

I restauri condotti agli inizi del Novecento hanno inoltre riportato alla luce preziosi affreschi di scuola veneto-bizantina, tra cui una Madonna con Bambino dell’XI secolo, oltre a ulteriori cicli pittorici del XIV e XV secolo di scuola post-giottesca, testimonianze stratificate di una lunga continuità artistica e devozionale.


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