Lite in casa finisce nel sangue: ucciso il padre della compagna, choc a Porcia

Tragedia a Porcia: un 59enne muore dopo una lite familiare. Indagini sulla dinamica e sull’arma usata.

29 maggio 2026 17:40
Lite in casa finisce nel sangue: ucciso il padre della compagna, choc a Porcia -
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PORCIA – Una discussione degenerata in pochi istanti, l’intervento di un padre nel tentativo di difendere la figlia e poi il ferimento mortale. È il quadro, ancora al vaglio degli investigatori, della tragedia avvenuta nel pomeriggio di oggi, venerdì 29 maggio, all’interno di un’abitazione di via Zuccolo a Porcia, in provincia di Pordenone.

A perdere la vita è stato un 59enne di nazionalità romena, padre della donna coinvolta nella lite con il compagno. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe intervenuto durante un violento alterco di coppia scoppiato in casa. In quel momento la situazione sarebbe precipitata fino all’aggressione.

La lite in casa e l’intervento del padre

La sequenza dei fatti è ancora in fase di ricostruzione. Da quanto emerso nelle prime ore, la discussione tra la donna e il compagno, un 51enne italiano, avrebbe assunto toni sempre più accesi. Il padre della donna, presente o comunque sopraggiunto nell’abitazione, sarebbe entrato nella lite per cercare di proteggere la figlia e riportare la calma.

Proprio durante quei momenti concitati, il 59enne sarebbe stato raggiunto da ferite gravissime da arma da taglio. Le lesioni riportate si sono rivelate fatali nonostante il rapido intervento dei soccorsi.

L’allarme lanciato dai familiari

A chiedere aiuto sarebbero stati alcuni familiari presenti nell’abitazione o nelle immediate vicinanze. La chiamata ai soccorsi ha fatto scattare l’intervento del personale sanitario, arrivato sul posto insieme alle forze dell’ordine.

Le condizioni del 59enne sono apparse da subito estremamente gravi. I sanitari hanno tentato di stabilizzarlo e per il trasferimento d’urgenza è stato attivato anche l’elicottero. Ogni manovra, però, non è bastata a salvargli la vita.

L’ipotesi dell’arma usata

Uno degli aspetti centrali dell’indagine riguarda l’oggetto utilizzato durante l’aggressione. In un primo momento si è parlato di un’arma da taglio, ma tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che il colpo mortale possa essere stato inferto con una bottiglia rotta o comunque con un oggetto capace di provocare ferite profonde.

Saranno gli accertamenti della polizia scientifica e i rilievi all’interno dell’abitazione a chiarire con maggiore precisione quale sia stata l’arma effettivamente utilizzata e come si sia sviluppata la colluttazione.

Indagini della polizia sulla dinamica

Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato, impegnata a raccogliere testimonianze, ricostruire i rapporti familiari e definire l’esatta dinamica dell’accaduto. Gli investigatori stanno ascoltando le persone presenti e verificando ogni elemento utile per stabilire le responsabilità.

Al centro degli accertamenti c’è anche la posizione del 51enne, compagno della figlia della vittima. Secondo quanto trapelato nelle prime fasi, l’uomo avrebbe riferito di aver agito per legittima difesa, circostanza che dovrà essere verificata dagli inquirenti alla luce dei rilievi, delle testimonianze e delle ferite riscontrate.

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