Arriva Italia investe 170 milioni in 5 anni: in Veneto pesa l’acquisizione di La Linea
Il piano annunciato a Cernobbio prevede quasi 500 nuovi autobus entro cinque anni. Ad aprile 2026 acquisito l’80% di La Linea Spa.
VENEZIA - 170 milioni di euro in cinque anni per rinnovare la flotta con quasi 500 nuovi autobus, tutti a basse emissioni e con oltre il 40% elettrico. È questo il dato centrale del piano illustrato da Arriva Italia a margine del Workshop Ambrosetti di Cernobbio, dove l’amministratore delegato Angelo Costa ha indicato anche la crescita nel Veneto come uno dei passaggi chiave della strategia del gruppo nel 2026.
L’altro elemento di rilievo riguarda infatti l’acquisizione, completata nell’aprile 2026, dell’80% di La Linea Spa, gruppo privato del trasporto passeggeri su strada attivo in Veneto. Secondo Arriva Italia, l’operazione ha consentito di raddoppiare la quota di mercato regionale, dove il gruppo era già presente con Arriva Veneto nei servizi di trasporto pubblico locale tra Chioggia e Venezia.
Il piano sulla flotta
Costa ha spiegato che il rinnovo dei mezzi è considerato una leva strategica per accompagnare la transizione verso una mobilità più sostenibile, efficiente e inclusiva. Nel dettaglio, il gruppo prevede l’acquisto di quasi 500 nuovi autobus nei prossimi cinque anni: tutti saranno definiti “clean” e più del 40% sarà a trazione elettrica, quindi a zero emissioni.
L’obiettivo dichiarato è accelerare la decarbonizzazione dei servizi, investendo su mezzi e tecnologie in grado di rendere il trasporto pubblico più moderno, confortevole ed efficiente nei territori in cui l’azienda opera.
L’operazione in Veneto
Sul fronte della crescita, Arriva Italia indica come passaggio decisivo l’ingresso in La Linea Spa. L’acquisizione della quota di maggioranza, pari all’80%, è stata chiusa nei mesi scorsi e ha prodotto, secondo quanto riferito dall’azienda, una crescita inorganica del 10% delle attività italiane.
Per il Veneto il dato più concreto è il rafforzamento della presenza del gruppo in una regione già strategica, grazie alle attività svolte da Arriva Veneto nell’area compresa tra Chioggia e Venezia. Costa ha parlato di una crescita selettiva, costruita valorizzando operatori ritenuti di qualità e cercando sinergie capaci di migliorare efficienza e offerta del servizio.
Elettrico, urbano ed extraurbano
Tra gli esempi citati da Arriva Italia sul fronte della transizione energetica c’è Cremona, indicata come primo capoluogo lombardo con una flotta urbana completamente elettrica. Dopo una fase di sperimentazione avviata sei anni fa, il rinnovo progressivo dei mezzi è partito nel 2022 e si è completato nel 2025 con 34 autobus elettrici, pari al 100% del servizio urbano.
Più complesso, invece, il passaggio all’elettrico nel trasporto pubblico extraurbano. L’azienda segnala criticità legate all’autonomia dei mezzi, all’organizzazione dei turni e alla disponibilità delle infrastrutture di ricarica nei depositi e lungo le linee. Per questo la strategia indicata prevede un inserimento graduale dei bus elettrici sulle tratte più adatte, affiancato da altre soluzioni a basse emissioni.
La strategia del gruppo in Italia
Durante l’incontro di Cernobbio, Costa ha riassunto la linea industriale di Arriva Italia in cinque direttrici: crescere, trasformare, innovare, formare, includere.
Nel perimetro italiano, Arriva Italia viene indicata tra i principali operatori del trasporto pubblico locale su gomma, con circa 77 milioni di chilometri percorsi ogni anno, circa 2.300 dipendenti e una flotta di quasi 2.000 autobus, esclusi Trieste Trasporti e ASF.
A livello europeo, il gruppo Arriva, controllato dal fondo statunitense ISquared, conta 36.200 addetti, circa 1,5 miliardi di viaggi l’anno in 11 Paesi, una flotta di oltre 12.000 autobus e più di 600 tra treni e tram, con servizi di mobilità su gomma e su ferro.
Costa ha inoltre richiamato il ruolo del trasporto pubblico come servizio che incide sull’accesso al lavoro, all’istruzione e ai servizi essenziali, riducendo le disuguaglianze. Nell’intervento ha indicato come nodo decisivo il sostegno con risorse adeguate, così da trasformarlo in un fattore concreto di sviluppo.