L’arzigogolo restaurato in prima mondiale a Pordenone alle Giornate del Cinema Muto

Lunedì 5 ottobre al Teatro Verdi torna sullo schermo il film di Mario Almirante con musica dal vivo.

04 ottobre 2026 12:39
L’arzigogolo restaurato in prima mondiale a Pordenone alle Giornate del Cinema Muto -
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PORDENONE - La serata di lunedì 5 ottobre 2026 alle Giornate del Cinema Muto porta al Teatro Verdi una delle proiezioni più attese del festival: la prima mondiale del restauro di L’arzigogolo, film del 1924 diretto da Mario Almirante e interpretato da Italia Almirante Manzini. L’appuntamento è alle ore 21, con accompagnamento dal vivo di Stephen Horne al pianoforte, Elizabeth-Jane Baldry all’arpa e Frank Bockius alle percussioni.

Il restauro nasce dalla collaborazione tra Cinemateca Brasileira di San Paolo, Cineteca del Friuli di Gemona e Museo Nazionale del Cinema di Torino. Alla serata sarà presente anche Stefania Benelli, nipote di Sem Benelli, autore della pièce teatrale da cui il film è tratto.

L’arzigogolo restaurato in prima mondiale a Pordenone alle Giornate del Cinema Muto

La prima mondiale al Verdi

L’arzigogolo arrivò nelle sale in un momento in cui il cinema italiano veniva spesso considerato in difficoltà, ma fu un successo di pubblico e critica per Alba Film di Torino. La storia, costruita su una trama complessa e ricca di intrecci, era già nota agli spettatori dell’epoca grazie alla popolarità del testo teatrale originale.

La protagonista Italia Almirante Manzini era una delle attrici più conosciute del suo tempo, divisa tra palcoscenico e set cinematografico, molto seguita anche in Sudamerica. Proprio la diffusione internazionale dell’attrice aiuta a spiegare perché molte copie dei suoi film siano riemerse in archivi brasiliani: è anche il caso di L’arzigogolo, oggi riportato sullo schermo in una nuova versione restaurata.

La proiezione permette anche di riscoprire il lavoro tecnico e artistico che accompagnò il film. La critica dell’epoca lodò la regia di Mario Almirante, la fotografia di Ubaldo Arata e l’impianto scenografico e costumistico firmato da Caramba, nome d’arte di Luigi Sapelli, figura di primo piano del teatro italiano del Novecento.

Il film che apre la serata

Prima di L’arzigogolo, il pubblico vedrà Stellina, la pescatrice di Venezia, film del 1912 di regista non ancora identificato, interpretato dall’attrice francese Madeleine Céliat. Si tratta di un dramma colorato ambientato tra Chioggia e Venezia, con il paesaggio lagunare e i palazzi veneziani sullo sfondo di una vicenda segnata da seduzione, amore e tradimento.

Il programma del pomeriggio tra Weimar e cinema spagnolo

La giornata del 5 ottobre al festival comincia però molto prima della serata. Alle ore 14 parte il programma dedicato al cinema muto spagnolo, costruito come un viaggio dentro una cinematografia in gran parte perduta: si stima infatti che oltre il 90 per cento della produzione realizzata tra il 1896 e il 1950 non sia sopravvissuta.

I quattro programmi selezionati per Pordenone propongono materiali provenienti da diverse aree, generi e personalità del muto iberico. Tra i nomi più noti c’è Segundo de Chomón, pioniere degli effetti speciali e collaboratore di Méliès, attivo anche in Francia e in Italia. Nel programma di lunedì figurano suoi documentari come L'hereu can pruna del 1904 e Los héroes del sito de Zaragoza del 1905, oltre alle riprese del matrimonio del re di Spagna Alfonso XIII nel 1906 per Pathé Frères.

Quel matrimonio fu seguito da un attentato anarchico al quale la coppia reale sopravvisse, ma che provocò 24 morti e più di cento feriti. Le immagini dell’attacco non furono girate da Pathé, ma dalla casa di produzione Urban. Ad accompagnare dal vivo la sezione spagnola sarà il Caspervek Ensemble, formato da Laura Lorenzo al flauto, Virginia Lis al clarinetto, Óscar Presa al trombone, Ángel Saavedra Arozamena alla chitarra spagnola e Brais Gonzáles al pianoforte, autore anche degli arrangiamenti.

La proiezione di Heddas Rache

Nel pomeriggio trova spazio anche la rassegna sul cinema di Weimar senza censure. Alle 16.30 è in programma Heddas Rache [La vendetta di Hedda], film del 1919 diretto da Jaap Speyer. All’epoca suscitò reazioni violentissime: a Berlino gruppi di estrema destra ne bloccarono la proiezione, mentre a Bochum fu ordinata addirittura la distruzione di tutte le copie.

A scandalizzare non era un contenuto pornografico, ma il modo diretto con cui il film affrontava il tema della prostituzione e la fragilità del confine tra rispettabilità borghese e marginalità femminile.

L’arzigogolo restaurato in prima mondiale a Pordenone alle Giornate del Cinema Muto

Le Giornate del Cinema Muto sono realizzate con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Pordenone, della Camera di Commercio Pordenone-Udine, della Fondazione Friuli e con la partecipazione di BCC Pordenonese e Monsile.

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