Aule oltre 35 gradi, da Verona la proposta: anagrafe termica nelle scuole
Il docente veronese Mario Borrata chiede regole nazionali per il caldo e interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico.
VERONA - Il caldo nelle scuole non si risolve accorciando le lezioni o spostando il calendario: per il docente veronese Mario Borrata serve invece un piano strutturale, con una mappatura del comfort climatico degli edifici, regole uguali in tutta Italia per le giornate più critiche e una linea di finanziamento stabile per gli interventi più urgenti.
Il punto di partenza sono situazioni ormai ricorrenti anche durante esami e attività estive: aule che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre aperte, ventilatori portati da casa e edifici che accumulano calore per tutta la giornata. Secondo il XXIII Rapporto sulla sicurezza delle scuole di Cittadinanzattiva, ricorda Borrata, solo il 7,42% delle 4.457 sedi scolastiche censite risulta dotato di impianti di condizionamento.
Per Borrata, insegnante in servizio nel territorio veronese e laureato in ingegneria per la sicurezza, il problema non riguarda pochi casi isolati ma l'intero patrimonio scolastico italiano, spesso composto da edifici datati, poco isolati e progettati per condizioni climatiche molto diverse da quelle attuali.
La proposta: anagrafe termica e priorità agli edifici più esposti
La prima misura indicata è una vera anagrafe termica delle scuole, da integrare nell'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica. L'idea è rilevare nelle aule temperatura, umidità, concentrazione di anidride carbonica, qualità dell'aria, esposizione al sole e numero di ore in cui vengono superate soglie critiche.
Secondo la proposta, non sarebbe necessario partire subito con strumentazioni costose in tutte le classi: i controlli potrebbero cominciare dalle aree climaticamente più esposte, dalle scuole che ospitano esami e attività estive e dagli edifici frequentati da studenti più fragili.
Un sistema di questo tipo, osserva Borrata, permetterebbe di assegnare i fondi con una graduatoria nazionale basata sulle reali necessità. Oggi, sostiene, il rischio è che nei bandi venga favorito l'ente locale con uffici tecnici più strutturati, non la scuola che si trova nella situazione peggiore. Una mappatura pubblica consentirebbe invece di individuare le priorità, seguire gli interventi e verificare i risultati.
Regole uniche per ondate di calore, esami e attività estive
Accanto alla raccolta dei dati, Borrata chiede un protocollo nazionale per le giornate più calde, definito da Ministero dell'Istruzione, Ministero della Salute, INAIL e Istituto superiore di sanità. L'obiettivo è stabilire criteri omogenei su quando sospendere le attività fisiche, aumentare le pause, spostare una classe in un locale più fresco oppure dichiarare temporaneamente inutilizzabile un'aula.
Per il docente, le regole non dovrebbero dipendere dalla sensibilità del singolo dirigente o dalle risorse del singolo Comune. Nel protocollo rientrerebbero anche la disponibilità costante di acqua, tutele specifiche per studenti e lavoratori fragili e procedure straordinarie per maturità, corsi di recupero, centri estivi e attività che proseguono nei mesi più caldi.
Il tema riguarda anche tutti i contesti in cui l'accessibilità e la fruizione sicura degli spazi diventano centrali durante l'estate, come dimostrano esperienze di servizi adattati e inclusivi come Mare Senza Barriere a Lignano.
Interventi leggeri e climatizzazione dove serve davvero
Sul piano operativo, la proposta distingue tra soluzioni rapide e interventi più strutturali. Tra le misure realizzabili in tempi brevi ci sono tende e schermature solari esterne, persiane, frangisole, pellicole selettive tecnicamente appropriate, ventilatori a soffitto, sistemi di ventilazione notturna controllata, coperture riflettenti, fontanelle e strutture ombreggianti.
Per Borrata servirebbe un programma di interventi leggeri con costi standard e procedure semplificate per Comuni e Province, così da ridurre il disagio almeno negli edifici meno compromessi.
Dove questo non basta, il passaggio successivo è l'installazione di impianti di climatizzazione ad alta efficienza. Non, però, una diffusione casuale di singoli condizionatori, ma sistemi progettati sulle caratteristiche dell'edificio, preferibilmente con pompe di calore in grado di coprire sia il riscaldamento invernale sia il raffrescamento estivo. La climatizzazione, nella lettura di Borrata, non dovrebbe essere considerata un tabù, ma accompagnata da isolamento, schermature e produzione di energia rinnovabile.
Le coperture economiche indicate
Uno dei punti centrali della proposta riguarda i finanziamenti. Borrata indica una combinazione possibile tra una quota stabile delle aste sulle emissioni di CO2, gli incentivi del Conto Termico, i programmi europei e le risorse ordinarie per l'edilizia scolastica.
Nella programmazione europea 2021-2027, osserva, l'Italia dispone di risorse rilevanti legate all'obiettivo di un'Europa più verde e a basse emissioni, all'interno del quale rientra anche l'efficienza energetica degli edifici pubblici. Governo e Regioni, secondo questa impostazione, potrebbero riservare una quota specifica alle scuole maggiormente esposte al caldo.
A gestire il sistema dovrebbe essere una cabina di regia nazionale, con costi standard, graduatorie basate sull'anagrafe termica e un portale pubblico per seguire assegnazione delle risorse, cantieri, tempi di conclusione e riduzione effettiva delle temperature nelle scuole.
Perché il calendario da solo non basta
Nel dibattito sulle ondate di calore si torna spesso a parlare di chiusura anticipata delle scuole o di modifica del calendario. Borrata non esclude che, in situazioni emergenziali, orari e attività possano essere adattati, ma sostiene che spostare le date non raffredda gli edifici, non protegge chi affronta gli esami e non risolve il nodo delle attività scolastiche che continuano in estate.
La proposta, in sintesi, punta a trasformare un problema stagionale in un tema di edilizia scolastica e salute pubblica, con criteri verificabili e interventi misurabili. Borrata, che nel territorio veronese segue da tempo i temi della scuola, delle condizioni di lavoro del personale e della qualità degli edifici, indica come priorità la raccolta dei dati reali nelle aule e l'avvio di interventi sugli edifici più esposti al calore.