Friuli Venezia Giulia, accordo Axpo-Zelestra per un maxi accumulo da 207 MW

Intesa decennale per un sistema di accumulo industriale in Friuli Venezia Giulia: capacità da 830 MWh, cantiere previsto nel 2027.

30 luglio 2026 12:01
Friuli Venezia Giulia, accordo Axpo-Zelestra per un maxi accumulo da 207 MW -
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TRIESTE - Un nuovo impianto di accumulo energetico su larga scala è previsto in Friuli Venezia Giulia nell’ambito di un accordo decennale tra Axpo e Zelestra: il progetto riguarda un sistema BESS da 207 MW con una capacità di stoccaggio di circa 830 MWh, pensato per dare maggiore flessibilità alla rete elettrica italiana e accompagnare la crescita delle fonti rinnovabili nel Nordest.

L’intesa firmata tra le due società è un physical tolling agreement della durata di dieci anni. In base all’accordo, Axpo metterà a disposizione servizi di ottimizzazione del sistema di accumulo, così da permettere all’impianto di integrare in modo più efficiente volumi crescenti di elettricità prodotta da fonti rinnovabili e, allo stesso tempo, fornire servizi di flessibilità alla rete nazionale.

Per Zelestra, invece, la struttura contrattuale punta a garantire una maggiore visibilità sui ricavi nel lungo periodo, elemento considerato decisivo per sostenere investimenti industriali di questo tipo.

Dove sorgerà l’impianto e quando partiranno i lavori

Il progetto sarà realizzato in Friuli Venezia Giulia, in una delle aree più industrializzate del Paese, dove la disponibilità di sistemi di accumulo è considerata strategica per accompagnare la diffusione delle rinnovabili e la tenuta del sistema elettrico.

Il cronoprogramma indicato dalle aziende prevede l’avvio della costruzione nel 2027, mentre l’entrata in esercizio commerciale è programmata per il 2028.

L’impianto avrà una capacità complessiva di circa 830 MWh. Si tratta di una scala industriale che, secondo i promotori, potrà contribuire alla resilienza del sistema di trasmissione dell’energia elettrica e alla gestione di una produzione sempre più legata a fonti non programmabili come solare ed eolico.

Il peso dell’accordo per il mercato italiano dello storage

Per Axpo l’operazione rappresenta il primo accordo per un BESS in Italia. Simone Rodolfi, Head of Origination and Structured Products di Axpo Italia, ha spiegato che la flessibilità del sistema elettrico è uno dei cardini della transizione energetica e che soluzioni come i sistemi di accumulo a batteria diventano essenziali man mano che aumenta la capacità installata da fonti rinnovabili.

Rodolfi ha aggiunto che l’intesa con Zelestra rafforza il posizionamento del gruppo sul mercato italiano nelle attività di origination e gestione del rischio, oltre ad aprire nuove opportunità in un comparto, quello degli accumuli, in rapida crescita. Un tema che nel territorio si intreccia anche con il dibattito sulla transizione energetica.

Dal lato Zelestra, il progetto in Friuli Venezia Giulia viene indicato come il primo BESS dell’azienda nella regione. L’amministratore delegato di Zelestra Italia, Eliano Russo, ha sottolineato che le partnership di lungo termine con operatori del mercato energetico possono accelerare gli investimenti nelle infrastrutture di flessibilità necessarie al Paese.

I numeri di Zelestra in Italia

Secondo quanto comunicato dall’azienda, con questo progetto e con l’accordo siglato con Axpo, Zelestra diventa il secondo maggiore operatore per capacità di accumulo autorizzata in Italia, con un portafoglio complessivo di 970 MW.

Il progetto friulano viene descritto dalla società come una combinazione di posizione strategica, livello avanzato di sviluppo e struttura commerciale solida. L’obiettivo dichiarato è contribuire all’integrazione delle energie rinnovabili, rafforzando allo stesso tempo la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico.

Axpo, attiva in Italia dal 2000, opera lungo l’intera filiera dell’energia ed è indicata dal gruppo come quinto operatore nel mercato libero dell’energia elettrica nel Paese. Zelestra è invece una società integrata nello sviluppo, costruzione, commercializzazione e gestione di progetti energetici su larga scala ed è sostenuta dal fondo EQT, che conta oltre 291 miliardi di euro di patrimonio in gestione.

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