Mattmark, la memoria che resiste: il racconto di un sopravvissuto commuove il Friuli | FOTO

A Fiume Veneto la storia di Ilario Bagnariol, sopravvissuto alla tragedia di Mattmark, tra memoria e testimonianza

28 marzo 2026 08:51
Mattmark, la memoria che resiste: il racconto di un sopravvissuto commuove il Friuli | FOTO -
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FIUME VENETO – Una serata intensa, carica di emozione e memoria, ha visto protagonista Ilario Bagnariol, sopravvissuto alla tragedia della diga di Mattmark, accolto con affetto da familiari, amici e dalla comunità locale durante la presentazione della sua biografia.

L’evento, promosso da EFASCE – Pordenonesi nel Mondo, si è svolto nell’Aula magna della Casa dello studente, nell’ambito della collana editoriale “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento”, sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli.

Un’iniziativa che si inserisce nel filone di valorizzazione della memoria collettiva, in linea con altre iniziative culturali del territorio come quelle raccontate nel progetto dedicato alle storie delle friulane dimenticate.

Bagnariol è uno dei testimoni diretti del disastro avvenuto il 30 agosto 1965 in Svizzera, quando il distacco di una massa del ghiacciaio Allalin travolse il cantiere della diga di Mattmark. Una tragedia che causò la morte di 88 lavoratori, tra cui 56 italiani.

Considerato uno degli eventi più drammatici dell’emigrazione italiana in Europa, insieme a quello di Marcinelle, Mattmark rappresenta una ferita ancora viva nella memoria collettiva.

Il racconto di Bagnariol, che all’epoca aveva appena 23 anni e lavorava come operatore di bulldozer, restituisce la dimensione umana di quella tragedia, fatta di dolore, sacrificio e resilienza.

Originario di Fiume Veneto, Bagnariol emigrò per lavorare nei grandi cantieri del secondo Dopoguerra tra Lussemburgo e Svizzera. Proprio qui ha costruito la sua vita, sposando Margrit Lauper e formando una famiglia italo-elvetica rimasta profondamente legata al territorio pordenonese.

Un percorso che racconta il volto dell’emigrazione friulana, tema centrale anche in numerosi eventi culturali e testimonianze locali, come evidenziato nella presentazione del volume su Ilario Bagnariol e il disastro di Mattmark.

Durante l’incontro, il presidente di EFASCE Angioletto Tubaro ha sottolineato l’importanza di raccogliere e conservare queste storie, affinché non vadano perdute. Anche il sindaco di Fiume Veneto Jessica Canton ha ricordato i momenti condivisi con Bagnariol durante le commemorazioni del sessantesimo anniversario in Svizzera.

È stato inoltre letto il messaggio del senatore Luca Ciriani, che ha ribadito il valore della memoria per onorare le vittime e trasmettere alle nuove generazioni il senso di quanto accaduto.

Lo stesso Bagnariol, arrivato appositamente dalla Svizzera, ha condiviso ricordi personali e dettagli toccanti, soffermandosi anche sui drammatici momenti del recupero delle salme.

Un racconto che si intreccia con altre iniziative dedicate alla memoria storica del territorio, come il recente evento di Gemona raccontato nell’articolo su memoria e storia del Galilea.

Il volume è stato curato dalla professoressa Luisa Forte, vicepresidente EFASCE e direttore editoriale della collana, con il contributo del professor Javier P. Grossutti sull’emigrazione friulana in Svizzera. A moderare l’incontro il giornalista Davide Francescutti, coinvolto nella stesura dell’opera.

Tra gli interventi anche quello del consigliere EFASCE Didier Regini, che ha accompagnato Bagnariol durante le commemorazioni del 2025 a Mattmark. La grafica è firmata da Giovanna Lunazzi, mentre la stampa è stata curata dalla Tipografia Menini.

La serata è stata arricchita da momenti musicali del Duo AccorDòs e da letture sceniche affidate a Michela Passatempo, rendendo l’evento ancora più coinvolgente.

L’iniziativa rientra in un ciclo di tre appuntamenti primaverili dedicati alla collana “Testimoni”. Dopo la presentazione al Polo Tecnologico di Pordenone del volume “Vittorio Infanti - Un uomo, cento storie”, il prossimo evento è in programma il 12 aprile al Museo dell’Emigrazione di Cavasso Nuovo.

Un percorso culturale che conferma quanto sia fondamentale preservare le storie del passato, proprio come avviene in altre manifestazioni di valorizzazione del territorio, tra cui il successo delle Giornate FAI di Primavera a Gorizia.

La testimonianza di Bagnariol diventa così un ponte tra passato e futuro, un invito a non dimenticare e a trasformare la memoria in consapevolezza collettiva.

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