Bambino di 11 anni cacciato dal bus: per la prima volta parla l’autista

Bambino di 11 anni fatto scendere dall’autobus tra San Vito e Vodo di Cadore: azienda valuta le misure da adottare.

31 gennaio 2026 11:02
Bambino di 11 anni cacciato dal bus: per la prima volta parla l’autista - A sinistra il bambino di 11 anni cacciato dal bus
A sinistra il bambino di 11 anni cacciato dal bus
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VODO DI CADORE (BL) - Lunedì scorso lungo il percorso da San Vito di Cadore a Vodo di Cadore, un bambino di 11 anni è stato fatto scendere da un autobus a causa di un problema relativo al biglietto. LEGGI QUI: Senza biglietto, viene fatto scendere: bambino di 10 anni costretto a fare 6km sotto la neve

Il racconto dell’autista

L’autista ha dichiarato: "Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia". LEGGI ANCHE: Bambino lasciato a piedi: sospeso l'autista dell'autobus

Riguardo all’episodio, ha aggiunto: "Il ragazzino era salito con un biglietto da 2,50 euro. Gli ho detto che quello non era valido, doveva pagare con il bancomat oppure avere l’abbonamento. E lui è sceso, questione di un minuto".

Sulla possibilità di pagare in contanti: "L’azienda ci aveva dato disposizioni chiare: invitare a scendere chiunque non avesse il titolo di viaggio valido. Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque. Sono mortificato, ho commesso un grave errore. Non ci ho dormito tutta la notte. A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto piuttosto che lasciarlo per strada con la neve".

Il racconto del bambino

Il bambino ha dichiarato ai genitori: «Su quell’autobus non ci salgo più, riconsegnate tutti i biglietti che abbiamo comprato». Dopo l’episodio, è arrivato a Vodo di Cadore due ore più tardi, in ipothermia, spaventato e con i vestiti zuppi.

Alla madre ha raccontato: «Non sentivo le gambe, facevo fatica a camminare». La madre ha aggiunto: «Mio figlio ha percorso a piedi la pista ciclabile per non rimanere sul ciglio della Statale ma non era stata spazzata dalla neve. Non aveva il cellulare con sé e per questo motivo non ci ha potuti contattare». Quando ha bussato alla porta di casa, «aveva le labbra viola, non riusciva a parlare. I suoi jeans erano bagnati fino a metà coscia. Non arretrerò di un centimetro nel chiedere giustizia».

Le difficoltà della mattinata

L’autista ha raccontato anche le condizioni del viaggio: "Quella mattina è stata delirante, tra la neve, il traffico e le strade bloccate. Sono stato preso di mira da un passeggero, che continuava a ripetere frasi offensive a causa del mio accento meridionale. Nel frattempo, una donna stava registrando un video. Mi sono fermato, avevo le gambe che tremavano e ho chiamato il mio responsabile a Calalzo, spiegando la situazione. Accetterò tutte le conseguenze per quanto accaduto".

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