Banca delle Terre Venete chiude il 2025 con utile netto di 41,6 milioni

Assemblea dei soci a Vicenza e Treviso: finanziamenti a 2 miliardi, raccolta oltre 5 miliardi e crediti deteriorati in calo

26 aprile 2026 14:47
Banca delle Terre Venete chiude il 2025 con utile netto di 41,6 milioni -
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VICENZA/TREVISO – Banca delle Terre Venete ha chiuso il 2025 con un utile netto di 41,6 milioni di euro. Il bilancio, approvato all’unanimità dall’assemblea ordinaria dei soci, conferma per l’istituto di credito cooperativo del gruppo BCC Iccrea una situazione patrimoniale definita di forte solidità, nel quinto anno dalla nascita.

Alla riunione hanno preso parte circa mille socie e soci. La banca, con sede legale a Vedelago e sede amministrativa a Vicenza, opera con 56 filiali distribuite tra Vicenza, Treviso, Padova, Verona e Belluno.

Tra i dati principali del consuntivo 2025 c’è la crescita dei finanziamenti alla clientela, saliti a 2 miliardi di euro, pari a un incremento del 6,9% rispetto all’anno precedente. Nel corso dell’anno sono stati erogati oltre 480 milioni di euro di nuovo credito a famiglie e imprese locali, con un aumento del 10,8%.

Anche la raccolta complessiva ha segnato un rialzo, raggiungendo oltre 5 miliardi di euro, in aumento del 6,8%. Il prodotto bancario lordo, cioè la somma tra raccolta complessiva e impieghi lordi, ha superato i 7 miliardi di euro. Sul fronte della qualità del credito, il rapporto tra crediti deteriorati e totale dei crediti è sceso al 2,3%, mentre il livello di copertura si è attestato al 79,1%.

Nel bilancio pesa invece la riduzione del margine di interesse, passato da 89,7 a 80 milioni di euro, calo collegato alla diminuzione generalizzata dei tassi dopo gli interventi della Bce. Il margine di intermediazione si è fermato a 111,7 milioni di euro, contro i 120,4 milioni registrati nell’esercizio precedente.

L’istituto indica come punto di forza la propria tenuta patrimoniale. Il CET1 ratio è salito al 34,88%, mentre il Total Capital ratio ha raggiunto il 35,7%. Numeri che, secondo quanto comunicato dalla banca, collocano l’istituto ai vertici del sistema per livelli di sicurezza e stabilità.

Nel quinquennio avviato nel 2020, Banca delle Terre Venete ha ampliato la propria presenza mantenendo invariata la rete di sportelli e allargando allo stesso tempo il bacino dei Comuni di competenza, arrivati a 140. La base sociale ha superato quota 15mila soci.

Accanto ai risultati economici, il bilancio registra anche le somme destinate al territorio. Nel 2025 sono stati erogati oltre 2,24 milioni di euro tra contributi e sponsorizzazioni, a sostegno di 756 iniziative culturali, sociali e ambientali. A questi si aggiunge circa 1 milione di euro destinato alla mutualità diretta per i soci. Nel complesso, quindi, le risorse rivolte alla comunità superano i 3,2 milioni di euro. Un impegno che si inserisce nel rapporto tra banca e territorio, in un’area che negli ultimi mesi ha visto anche iniziative istituzionali legate alla promozione locale come Monfalcone entra nella rete delle Città del Vino.

Nel corso dell’assemblea sono state illustrate anche le linee guida del nuovo piano strategico 2026-2028, con l’obiettivo dichiarato di proseguire nella crescita mantenendo l’equilibrio tra innovazione e presenza sul territorio.

Al 31 dicembre 2025 la banca conta oltre 107mila clienti, gestisce masse per 7 miliardi di euro e presenta un patrimonio netto di 448 milioni. Fa parte del gruppo BCC Iccrea, il maggiore gruppo bancario cooperativo italiano. Il tema del lavoro e del radicamento locale resta centrale anche in contesti molto diversi, come dimostra la vicenda del rientra dal lavoro raccontata nei giorni scorsi in Veneto.

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