La banda dei ladri del Friuli e del Veneto è stata scoperta: blitz nel casolare, ecco chi sono
Cinque persone denunciate dopo il blitz in un casolare: trovati 48 orologi, gioielli, denaro, targhe clonate e arnesi da scasso.
LATISANA – Un casolare nella provincia di Ferrara sarebbe stato utilizzato come base operativa da una banda specializzata nei furti in abitazione, commessi tra il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e altre zone del Nordest. I Carabinieri hanno sorpreso cinque persone all’interno dell’edificio, recuperando 48 orologi di valore, numerosi gioielli, 5mila euro in contanti, targhe clonate e strumenti da scasso.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Latisana, con la collaborazione dei colleghi di Cento, in provincia di Ferrara.
I militari hanno eseguito un decreto di perquisizione personale e domiciliare disposto dalla Procura della Repubblica di Udine.
Le indagini sui furti nelle abitazioni
Gli accertamenti erano iniziati dopo una serie di furti nelle case avvenuti alla fine del 2025 e nei primi mesi del 2026 in provincia di Udine.
Le indagini sono state poi estese ad altri episodi simili registrati in diverse aree del Nordest. Attraverso gli elementi raccolti, i Carabinieri sarebbero riusciti a individuare un gruppo formato da cittadini di origine serba provenienti dalle province di Napoli e Caserta.
Secondo la ricostruzione investigativa, i componenti della banda raggiungevano la provincia di Ferrara con una frequenza di circa quindici giorni.
Qui venivano ospitati da alcuni connazionali residenti in un comune del Ferrarese e utilizzavano il casolare come punto d’appoggio per i loro spostamenti.
Gli spostamenti quotidiani verso Friuli e Veneto
Dal casolare, il gruppo si sarebbe mosso quotidianamente verso il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, con l’obiettivo di compiere furti all’interno delle abitazioni.
Al termine di ogni giornata, le persone coinvolte rientravano regolarmente nella stessa casa, utilizzata come rifugio e base logistica.
Gli investigatori hanno quindi seguito i movimenti del gruppo fino a individuare con precisione l’edificio nel quale i sospettati venivano ospitati.
Una volta ottenuto il decreto della Procura di Udine, i militari hanno organizzato l’intervento con il supporto dei Carabinieri della Compagnia di Cento.
Il blitz e il tentativo di fuga nei campi
Nei giorni scorsi i Carabinieri hanno fatto irruzione nel casolare. All’interno dell’abitazione sono stati individuati cinque cittadini serbi, tutti provenienti dalle province di Napoli e Caserta e già noti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
Alla vista dei militari, i cinque avrebbero tentato di scappare attraverso la campagna circostante, ma sono stati raggiunti e bloccati poco dopo.
Al termine degli accertamenti, sono stati denunciati per le ipotesi di furto in abitazione, ricettazione e riciclaggio.
Le loro posizioni saranno ora valutate dall’Autorità giudiziaria nell’ambito del procedimento coordinato dalla Procura della Repubblica di Udine.
Trovati gioielli, contanti e 48 orologi
La perquisizione del casolare ha permesso ai Carabinieri di recuperare numerosi oggetti la cui provenienza è ancora in fase di verifica.
All’interno dell’edificio sono stati trovati molti arnesi da scasso, che secondo gli investigatori potrebbero essere stati utilizzati per forzare porte, finestre e altri accessi alle abitazioni.
I militari hanno inoltre rinvenuto:
5mila euro in contanti;
tre coppie di targhe clonate;
numerosi monili e gioielli;
48 orologi di valore.
Gli accertamenti proseguono per stabilire se gli oggetti recuperati siano riconducibili ai furti denunciati in Friuli Venezia Giulia, Veneto o in altre regioni.
Il Suv rubato con sirena e lampeggiante blu
Particolarmente attrezzato anche il veicolo utilizzato dal gruppo. Si tratta di un Suv di fabbricazione tedesca, risultato rubato.
L’automobile era dotata di una sirena e di un lampeggiante blu, simili a quelli utilizzati dai mezzi delle forze di polizia.
All’interno del veicolo è stata trovata anche una paletta stradale rossa e verde. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, questi dispositivi sarebbero stati utilizzati per agevolare la fuga e tentare di superare altri veicoli in caso di inseguimento.
La presenza di targhe clonate avrebbe inoltre consentito alla banda di modificare l’identità apparente del mezzo e rendere più difficile la sua individuazione durante gli spostamenti.
Si cercano i proprietari della refurtiva
Le indagini non sono ancora concluse. I Carabinieri stanno analizzando tutti gli oggetti recuperati per individuare i legittimi proprietari e collegare la refurtiva ai singoli episodi denunciati.
Particolare attenzione viene riservata ai numerosi gioielli e agli orologi di valore, che potrebbero provenire da diversi furti compiuti nelle abitazioni del Nordest.
Una volta completate le verifiche, gli oggetti riconosciuti potranno essere restituiti alle persone derubate.
Gli investigatori stanno inoltre cercando di stabilire il numero complessivo dei colpi attribuibili al gruppo, ricostruendone gli spostamenti e verificando l’eventuale coinvolgimento di altre persone.