Bibbia di Aquileia, presentata la prima copia del facsimile: 5 volumi e 6 esemplari entro il 2031

Il manoscritto del XII secolo conservato a Gorizia sarà riprodotto in 5 volumi. Il primo andrà in Vaticano a settembre.

19 giugno 2026 21:13
Bibbia di Aquileia, presentata la prima copia del facsimile: 5 volumi e 6 esemplari entro il 2031 -
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AQUILEIA - La prima copia del facsimile della Bibbia di Aquileia è stata presentata nella Basilica, aprendo un progetto che prevede la riproduzione completa dei cinque volumi del manoscritto medievale conservato nel Tesoro del Duomo di Gorizia. Il piano, curato dalla Fondazione Scriptorium Foroiuliense, prevede una tiratura di sei copie per ciascun volume da completare entro il 2031.

Si tratta di uno dei manoscritti più rilevanti legati alla storia religiosa e culturale del Friuli. L’originale risale al XII secolo e la sua riproduzione viene realizzata nell’Opificium Librorum di San Daniele del Friuli, dove si lavora con tecniche tradizionali di arte amanuense e legatoria storica.

Bibbia di Aquileia, presentata la prima copia del facsimile: 5 volumi e 6 esemplari entro
Bibbia di Aquileia, presentata la prima copia del facsimile: 5 volumi e 6 esemplari entro

Come sarà realizzato il progetto

Il facsimile presentato ad Aquileia è la prima tappa di un programma più ampio che punta a ricostruire integralmente l’opera. La Fondazione Scriptorium Foroiuliense ha impostato il lavoro sulla riproduzione dei cinque volumi che compongono la Bibbia di Aquileia, mantenendo un’impostazione artigianale fedele alle tecniche storiche.

La lavorazione avviene a San Daniele del Friuli, nell’Opificium Librorum, con un intervento che non riguarda solo la copia materiale delle pagine, ma anche la restituzione dell’impianto librario secondo la tradizione della legatoria antica. Il progetto, quindi, tiene insieme tutela, studio e diffusione di un bene che finora era accessibile soprattutto come testimonianza custodita nel Tesoro del Duomo di Gorizia.

Dove andranno le copie

Una parte degli esemplari è destinata a istituzioni culturali internazionali. Tra le sedi già indicate ci sono il Museo della Bibbia di Washington e la Biblioteca del Congresso del Paraguay.

Per il primo volume è già prevista un’altra destinazione: sarà consegnato a settembre in Vaticano, dove verrà custodito presso la Pontificia Accademia delle Scienze. L’obiettivo del progetto è quindi portare fuori dai confini regionali un’opera strettamente legata alla storia del Friuli Venezia Giulia, affidandola a luoghi di conservazione e consultazione di rilievo internazionale.

Il valore del manoscritto per il Friuli Venezia Giulia

Nel corso della presentazione è intervenuto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, che ha definito la riproduzione della Bibbia di Aquileia un modo per restituire al mondo uno dei tesori più preziosi della storia regionale e per trasformarlo in un ambasciatore culturale del territorio.

Anzil ha richiamato anche il significato del luogo scelto per la presentazione, la Basilica di Aquileia, indicando nel rapporto tra radici storiche e visione del futuro uno dei punti centrali dell’iniziativa. Nel suo intervento ha collegato il progetto al tema della memoria e della conoscenza, osservando che per una terra di frontiera come il Friuli Venezia Giulia la valorizzazione della propria storia resta una condizione essenziale per dialogare con le identità oltreconfine.

Conservazione digitale per almeno 500 anni

Accanto alla riproduzione materiale del manoscritto, il progetto comprende anche una parte tecnologica legata alla conservazione. La digitalizzazione della Bibbia di Aquileia sarà infatti garantita per almeno 500 anni grazie alla collaborazione con NetApp.

Bibbia di Aquileia, presentata la prima copia del facsimile: 5 volumi e 6 esemplari entro
Bibbia di Aquileia, presentata la prima copia del facsimile: 5 volumi e 6 esemplari entro

Il dato aggiunge un secondo livello alla tutela dell’opera: da una parte la copia fisica realizzata secondo procedimenti storici, dall’altra la protezione digitale di lungo periodo. La presentazione della prima copia del facsimile segna così l’avvio concreto di un percorso che unisce lavorazione artigianale, conservazione e circolazione internazionale di uno dei manoscritti medievali più significativi per la storia del Friuli.

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