Bonus condizionatori 2026: chi può averlo in Veneto e FVG e come richiederlo

Prima casa al 50%, altri casi al 36%: differenze tra Bonus Casa, Ecobonus, Bonus mobili e Conto Termico, con bonifico, ENEA ed esempi.

23 luglio 2026 09:36
Bonus condizionatori 2026: chi può averlo in Veneto e FVG e come richiederlo - Tecnico controlla un climatizzatore a pompa di calore in un'abitazione
Tecnico controlla un climatizzatore a pompa di calore in un'abitazione
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Bonus condizionatori 2026: chi può averlo in Veneto e FVG e come richiederlo

Il bonus condizionatori 2026 non è un contributo unico da richiedere con una domanda. È il nome usato per indicare più agevolazioni diverse: Bonus Casa, Ecobonus, Bonus mobili e, in alcuni casi, Conto Termico 3.0. La scelta corretta dipende da quattro elementi: chi paga, quale immobile riceve l'impianto, se il climatizzatore è una pompa di calore e se sostituisce davvero un impianto di riscaldamento esistente.

Per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026, la regola nazionale più favorevole è il 50% per l'abitazione principale, ma soltanto se la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento. Negli altri casi l'aliquota ordinaria è il 36%. Non serve un ISEE per queste detrazioni e non c'è un click day, ma servono documenti, pagamento corretto, capienza fiscale e, quando previsto, comunicazione all'ENEA.

Il punto decisivo è non comprare prima e cercare il bonus dopo. Il percorso va scelto prima dell'ordine e del pagamento, facendo indicare nel preventivo il modello, la funzione a pompa di calore, le prestazioni, il tipo di intervento e l'eventuale impianto sostituito.

La risposta breve: quale bonus scegliere

Situazione

Agevolazione da valutare

Aliquota 2026

Condizione principale

Nuova pompa di calore in un’abitazione esistente

Bonus Casa

50% o 36%

L’apparecchio deve funzionare anche per il riscaldamento

Pompa di calore che sostituisce in tutto o in parte il vecchio riscaldamento

Ecobonus

50% o 36%

Serve una reale sostituzione e il rispetto dei requisiti tecnici di alta efficienza

Condizionatore acquistato durante una ristrutturazione già avviata

Bonus mobili

50% su massimo 5.000 euro

Il contribuente deve essere lo stesso e i lavori devono essere iniziati prima dell’acquisto

Sostituzione di un impianto termico esistente con una pompa di calore conforme

Conto Termico 3.0

Importo calcolato dal GSE

Domanda al GSE, requisiti specifici e divieto di doppio incentivo statale sulle stesse spese

Il quadro ufficiale della Camera sui bonus edilizi 2026 conferma per Bonus Casa ed Ecobonus il 50% sull'abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale e il 36% negli altri casi. La guida ENEA alla climatizzazione estiva riassume le stesse strade per chi acquista un climatizzatore a pompa di calore.

Il 50% non dipende dalla Regione, ma dall'abitazione principale

Le regole fiscali sono identiche in Veneto e Friuli Venezia Giulia. Non conta il Comune in cui si trova l'immobile e non conta che si tratti del primo immobile acquistato in ordine di tempo. Conta che l'unità sia adibita ad abitazione principale e che la spesa sia sostenuta da:

- proprietario;
- usufruttuario;
- titolare del diritto di uso;
- titolare del diritto di abitazione.

Se queste condizioni sono presenti, le spese pagate nel 2026 possono beneficiare del 50%. Per una seconda casa, un immobile locato o un'abitazione sulla quale chi paga non ha proprietà né un diritto reale, l'aliquota da considerare è normalmente il 36%.

Inquilini, comodatari e familiari conviventi possono avere accesso alle agevolazioni edilizie quando possiedono i requisiti, sostengono davvero la spesa e dispongono della documentazione richiesta. Tuttavia, non essendo proprietari o titolari di un diritto reale, non devono dare per scontata l'aliquota maggiorata del 50% prevista per l'abitazione principale. In questi casi è prudente far verificare preventivo, titolo di detenzione e intestazioni da CAF o professionista.

Bonus Casa: la strada più flessibile anche senza una ristrutturazione pesante

Per un normale appartamento esistente, il Bonus Casa è spesso la soluzione più lineare quando si installa un climatizzatore reversibile, cioè capace sia di raffrescare sia di riscaldare come pompa di calore.

La FAQ ENEA sul Bonus Casa e le pompe di calore chiarisce che può rientrare anche una nuova installazione in un edificio esistente o l'integrazione dell'impianto già presente. Il motivo è che, nel funzionamento invernale, la pompa di calore utilizza una fonte rinnovabile di energia. Non basta invece un apparecchio destinato soltanto al raffrescamento.

La spesa rientra nel limite complessivo del Bonus Casa, pari a 96.000 euro per unità immobiliare. Non significa che ogni condizionatore abbia un bonus di 96.000 euro: il tetto comprende tutte le spese agevolate riferite allo stesso intervento e allo stesso immobile, anche se sostenute da più persone.

Possono essere considerate, se inerenti, documentate e rimaste a carico del contribuente:

- acquisto del climatizzatore a pompa di calore;
- unità interne ed esterna;
- posa, tubazioni e collegamenti;
- opere elettriche e murarie necessarie;
- smontaggio e smaltimento del vecchio apparecchio;
- prestazioni tecniche, asseverazioni e IVA.

La detrazione viene recuperata nella dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali di pari importo. Non è quindi uno sconto immediato alla cassa e non è un rimborso integrale nell'anno dell'acquisto.

Ecobonus: serve la sostituzione del riscaldamento esistente

L'Ecobonus è più rigoroso. La scheda ENEA sulle pompe di calore per l'Ecobonus parla di sostituzione integrale o parziale di un impianto di climatizzazione invernale esistente con una pompa di calore ad alta efficienza.

In pratica, aggiungere uno split per rinfrescare una casa già riscaldata da una caldaia che resta invariata non basta, da solo, per usare l'Ecobonus. Deve esserci una reale sostituzione del generatore o di una parte funzionale dell'impianto di riscaldamento, con le prestazioni tecniche richieste e la messa a punto del sistema.

Questa strada può essere corretta, per esempio, quando:

- si rimuove il vecchio sistema e la pompa di calore diventa il nuovo impianto;
- si sostituisce un precedente climatizzatore a pompa di calore usato per il riscaldamento;
- l'intervento è progettato come sostituzione parziale tecnicamente documentabile.

Non bisogna scegliere tra Bonus Casa ed Ecobonus soltanto guardando la percentuale, perché nel 2026 le aliquote sono le stesse. Conviene confrontare requisiti tecnici, documenti richiesti, massimali applicabili e situazione dell'impianto. Sul preventivo va scritto con precisione che cosa viene rimosso e quale funzione assumerà il nuovo sistema.

Bonus mobili: quando il condizionatore è legato a lavori già avviati

Il Bonus mobili ed elettrodomestici è stato prorogato anche per il 2026. Prevede una detrazione del 50% su una spesa massima complessiva di 5.000 euro, ripartita in dieci anni. Tra i grandi elettrodomestici ammessi rientrano anche gli apparecchi per il condizionamento.

Questa opzione, però, non è autonoma. Occorre che:

1. nell'immobile sia stato avviato un intervento di recupero edilizio ammesso;
2. l'inizio dei lavori preceda la data di acquisto del condizionatore;
3. per un acquisto effettuato nel 2026, i lavori siano iniziati non prima del 1° gennaio 2025;
4. chi paga l'apparecchio sia lo stesso contribuente che beneficia della detrazione per i lavori;
5. il bene sia nuovo e la spesa sia documentata.

Il Bonus mobili non si attiva semplicemente dichiarando che il nuovo split migliora la casa. Deve esistere un intervento edilizio collegato e deve essere possibile provarne la data di inizio. Inoltre, il tetto di 5.000 euro riguarda l'insieme di mobili ed elettrodomestici acquistati per quell'immobile, non soltanto il climatizzatore.

Per questa agevolazione sono ammessi bonifico ordinario e carte di credito o debito, conservando fattura e prova del pagamento. Non sono ammessi contanti o assegni. Il pagamento segue quindi regole diverse rispetto al bonifico dedicato richiesto per Bonus Casa ed Ecobonus.

Conto Termico 3.0: alternativa da valutare prima dell'acquisto

Il Conto Termico 3.0 non è una detrazione IRPEF. È un incentivo gestito dal GSE, calcolato in base alla tecnologia, alla potenza, alle prestazioni e alla zona climatica. Può essere interessante per chi ha poca capienza fiscale o preferisce un contributo erogato secondo le regole del meccanismo, ma non è automatico.

Per gli interventi residenziali con pompa di calore occorre, tra l'altro, un edificio esistente e accatastato, dotato di impianto di climatizzazione invernale esistente e funzionante. La nuova macchina deve sostituire l'impianto previsto dalle regole e rispettare i parametri tecnici del GSE. La richiesta in accesso diretto va presentata entro 90 giorni dalla conclusione dell'intervento.

La FAQ GSE sulla cumulabilità del Conto Termico 3.0 chiarisce che, per persone fisiche e condomìni, l'incentivo non è in generale cumulabile con altri incentivi statali riferiti alle stesse spese. Non si può quindi incassare il Conto Termico e detrarre nuovamente lo stesso costo con Bonus Casa o Ecobonus.

Prima di ordinare, conviene chiedere all'installatore due conteggi scritti:

- recupero totale e tempi con la detrazione fiscale;
- incentivo stimato e adempimenti con il Conto Termico.

Solo così il confronto è reale. Una percentuale apparentemente più alta può valere meno se manca capienza IRPEF; un incentivo GSE può invece richiedere requisiti che una semplice installazione estiva non possiede.

Come pagare senza perdere la detrazione

Per Bonus Casa ed Ecobonus, il contribuente non titolare di reddito d'impresa deve utilizzare il bonifico bancario o postale dedicato, spesso chiamato bonifico parlante. Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate sul bonifico indicano gli elementi essenziali:

- causale con riferimento alla norma agevolativa;
- codice fiscale della persona che utilizzerà la detrazione;
- partita IVA o codice fiscale del fornitore;
- importo collegabile alla fattura.

Molte banche hanno nel servizio online una voce specifica per ristrutturazioni o risparmio energetico. Non bisogna usare un bonifico istantaneo o ordinario senza prima verificare che la banca applichi la procedura corretta.

Fattura e bonifico devono raccontare la stessa operazione. È utile chiedere una fattura con:

- marca e modello;
- funzione a pompa di calore;
- fornitura e posa;
- indirizzo dell'immobile;
- eventuale apparecchio sostituito;
- dati del cliente che sosterrà la detrazione.

Se pagano più comproprietari, in fattura e nel bonifico va resa chiara la ripartizione. Se il bonifico contiene il codice fiscale di una sola persona ma la spesa deve essere divisa, occorre correggere l'impostazione prima del pagamento o ottenere indicazioni professionali documentate.

Comunicazione ENEA: entro quando e chi deve farla

Per le pompe di calore che accedono a Bonus Casa o Ecobonus è prevista la trasmissione dei dati attraverso il portale ENEA Bonus fiscali. Il termine ordinario è di 90 giorni dalla fine dei lavori.

Per gli interventi conclusi all'inizio del 2026, prima dell'apertura della piattaforma, ENEA ha stabilito che il conteggio decorresse dal 22 gennaio 2026. Per i lavori ordinari conclusi successivamente, la data di riferimento resta quella di fine lavori.

La pratica può essere compilata dal beneficiario, dal tecnico o dall'intermediario incaricato, ma la responsabilità di avere la ricevuta resta del contribuente. Prima di saldare l'ultima fattura bisogna chiarire nel preventivo:

- chi invia la scheda;
- quale data viene considerata fine lavori;
- quali dati tecnici deve fornire l'installatore;
- quando sarà consegnata la ricevuta ENEA;
- chi corregge eventuali errori.

La ricevuta con il codice identificativo va conservata insieme a fatture, bonifici, dichiarazioni tecniche, scheda prodotto e documentazione dell'impianto sostituito.

Serve la CILA? Non sempre, ma il controllo va fatto

L'installazione di pompe di calore aria-aria con potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW rientra normalmente nell'attività edilizia libera. Questo non significa che ogni lavoro sia privo di regole.

Prima di collocare l'unità esterna bisogna verificare:

- regolamento condominiale;
- uso di facciate, balconi e parti comuni;
- limiti acustici e distanze;
- vincoli paesaggistici o storico-artistici;
- prescrizioni comunali;
- corretta gestione della condensa;
- potenza dell'impianto e tipo di opere accessorie.

In un condominio è consigliabile inviare all'amministratore una descrizione della posizione e dell'intervento. Nei centri storici di Venezia, Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Udine, Pordenone, Gorizia o Trieste, e in tutti gli edifici vincolati, la verifica preventiva è particolarmente importante. Il fatto che l'apparecchio sia piccolo non autorizza a ignorare decoro, vincoli e rumore.

Tre esempi per capire quanto si recupera

Proprietario che installa nella propria abitazione principale

Spesa complessiva: 3.000 euro. Se l'intervento è ammesso e si applica il 50%, la detrazione totale è di 1.500 euro, recuperata in dieci quote da 150 euro.

Seconda casa oppure contribuente senza diritto al 50%

Spesa complessiva: 3.000 euro. Con aliquota del 36%, la detrazione totale è di 1.080 euro, pari a 108 euro l'anno per dieci anni.

Condizionatore con Bonus mobili

Spesa per apparecchio e installazione: 4.000 euro, all'interno di una ristrutturazione ammessa. Se tutti i requisiti sono rispettati, la detrazione è di 2.000 euro, cioè 200 euro l'anno. Se nello stesso anno sono già stati spesi 3.000 euro per altri mobili agevolati, il margine residuo del tetto è però soltanto 2.000 euro.

Questi calcoli indicano la detrazione teorica. Il beneficio effettivo dipende dall'IRPEF dovuta e dagli eventuali limiti personali. Per i redditi complessivi superiori a 75.000 euro operano inoltre limiti complessivi alle spese detraibili, modulati anche in base ai figli a carico.

Veneto e FVG: quali contributi regionali risultano disponibili

Al 23 luglio 2026 non risulta aperto un contributo regionale generalizzato che rimborsi il semplice acquisto di un condizionatore domestico.

In Friuli Venezia Giulia, la pagina regionale del contributo FVG riguarda la dismissione di vecchi generatori domestici a biomassa legnosa e la contestuale installazione di impianti più puliti o pompe di calore. Per il bando 2026 le domande potevano essere presentate dal 23 marzo al 15 luglio. Gli importi massimi arrivavano a 4.000 euro per pompe di calore in determinati Comuni e a 3.000 euro negli altri, ma non si trattava di un bonus per aggiungere liberamente uno split.

In Veneto, il bando Veneto per la sostituzione degli impianti inquinanti era rivolto a residenti che rottamavano generatori domestici a biomassa o gasolio, con accesso collegato anche al Conto Termico. La prima fase si era chiusa il 15 ottobre 2025 e il completamento delle domande ammesse il 30 giugno 2026. Anche qui non è possibile presentare oggi una nuova richiesta per un normale climatizzatore.

La distinzione evita un errore frequente: leggere di un contributo regionale per pompe di calore non significa che sia aperto a chiunque acquisti un condizionatore. Occorre sempre controllare generatore rimosso, data della domanda, graduatoria, residenza, ISEE e cumulo con altri incentivi.

Serve l'ISEE?

Per Bonus Casa, Ecobonus e Bonus mobili non esiste un requisito ISEE nazionale. L'ISEE può invece essere richiesto da un bando regionale o comunale. Il bando Veneto appena concluso, per esempio, prevedeva una soglia ISEE specifica.

Il reddito conta comunque per un'altra ragione: la detrazione riduce l'IRPEF. Chi paga poca imposta o non ne paga deve controllare la propria capienza fiscale prima di scegliere un recupero in dieci anni.

Si può avere lo sconto in fattura?

Per una nuova spesa ordinaria del 2026 non bisogna impostare l'acquisto contando sullo sconto in fattura o sulla cessione del credito. La possibilità generalizzata è stata eliminata e restano soltanto deroghe molto circoscritte, riferite a condizioni e interventi specifici.

Se un venditore pubblicizza genericamente “sconto immediato del 50%”, bisogna chiedere per iscritto se si tratta di:

- sconto commerciale del negozio;
- finanziamento;
- incentivo GSE;
- agevolazione fiscale recuperata dal cliente;
- vera opzione fiscale consentita da una deroga.

Sono meccanismi diversi. La frase pubblicitaria non sostituisce i requisiti previsti dalla legge.

Gli errori che fanno perdere il beneficio

1. Comprare un apparecchio solo freddo pensando che ogni condizionatore sia agevolato.
2. Usare l'Ecobonus senza sostituire realmente il riscaldamento esistente.
3. Pagare Bonus Casa o Ecobonus con bonifico ordinario, carta o contanti.
4. Intestare fattura e bonifico a persone diverse senza una ripartizione chiara.
5. Chiedere il 50% pur non essendo proprietario o titolare di diritto reale sull'abitazione principale.
6. Dimenticare la comunicazione ENEA e la relativa ricevuta.
7. Confondere un bando regionale scaduto con una misura nazionale aperta.
8. Sommare Conto Termico e detrazione statale sulle stesse spese.
9. Non verificare capienza IRPEF e limiti per redditi superiori a 75.000 euro.
10. Collocare l'unità esterna senza controllare condominio, rumore e vincoli.

Checklist da consegnare al venditore o all'installatore

Prima di firmare il preventivo, chiedere una risposta scritta a queste domande:

- Il modello è una pompa di calore reversibile?
- È una nuova installazione o sostituisce un impianto esistente?
- Quale agevolazione tecnica viene proposta: Bonus Casa, Ecobonus, Bonus mobili o Conto Termico?
- Quale aliquota spetta in base al soggetto che paga e all'uso dell'immobile?
- Chi effettua la comunicazione ENEA?
- Il preventivo comprende posa, materiali, opere e smaltimento?
- Quale bonifico deve essere usato?
- Quali documenti saranno consegnati a fine lavoro?
- L'unità esterna rispetta regole condominiali, acustiche e urbanistiche?
- L'installatore e l'impresa possiedono le abilitazioni necessarie?

Chi sta preparando la dichiarazione può affiancare questa guida alla nostra guida al 730 precompilato 2026, perché il primo anno le spese per il singolo appartamento non sempre vengono inserite automaticamente in modo completo. Per gestire la casa nelle giornate più calde è disponibile anche l'approfondimento sul caldo in Veneto e FVG. Se l'unità esterna, i pannelli o altri impianti sono esposti a temporali e grandine, conviene leggere la guida sull'assicurazione contro la grandine per casa e impianti.

In sintesi

Per la maggior parte delle famiglie la strada più semplice è il Bonus Casa: pompa di calore in edificio residenziale esistente, fattura completa, bonifico parlante, invio ENEA e detrazione del 50% se paga il proprietario o titolare di diritto reale dell'abitazione principale, altrimenti 36%.

L'Ecobonus richiede una vera sostituzione del riscaldamento. Il Bonus mobili funziona soltanto se esiste una ristrutturazione ammessa iniziata prima dell'acquisto. Il Conto Termico 3.0 è un'alternativa, non un'aggiunta automatica.

Prima di pagare bisogna quindi fissare per iscritto agevolazione, beneficiario, fattura, bonifico, ENEA e documenti finali. Dieci minuti di verifica prima dell'ordine valgono più di una correzione fiscale tentata mesi dopo.

Informazioni verificate il 23 luglio 2026 su fonti istituzionali. La guida offre un orientamento generale e non sostituisce la verifica del caso concreto da parte di CAF, commercialista, tecnico o amministrazione competente.

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