Bonus gas 2026, basta 1 euro oltre ISEE 9.796 per perdere l’agevolazione
Con l’aumento dei prezzi del gas, per molte famiglie il nodo è la soglia ARERA: sopra 9.796 euro il bonus non spetta.
TRIESTE - Con il gas in aumento in vista dei mesi freddi, c’è un dato pratico che pesa sulle famiglie anche più delle quotazioni: nel 2026 per i nuclei con meno di quattro figli a carico basta superare di un solo euro la soglia ISEE di 9.796 euro per perdere l’accesso al bonus sociale gas. Una differenza minima sul piano formale, che però azzera il diritto all’agevolazione.
Il punto riguarda i requisiti economici fissati da ARERA. Per i nuclei con almeno quattro figli a carico, il limite resta invece a 20.000 euro. Oltre alla soglia ISEE, servono gli altri requisiti previsti: una DSU valida e, per le forniture dirette, un contratto domestico intestato a un componente del nucleo ISEE.
Cosa cambia per le famiglie
In concreto, una persona sola con ISEE di 9.500 euro può rientrare nel bonus, mentre una coppia con 9.797 euro ne resta esclusa. Allo stesso modo, con un ISEE di 15.000 euro una famiglia con tre figli a carico supera il limite ordinario, mentre una con quattro figli può ancora accedere alla soglia più alta.
Il meccanismo non prevede riduzioni graduali: il bonus non cala poco alla volta ma si perde del tutto una volta superato il limite applicabile. È questo l’aspetto più rilevante per chi sta programmando le spese di casa, perché affitto, alimentari, trasporti e riscaldamento restano sostanzialmente gli stessi anche se l’ISEE cresce di appena un euro.
Secondo l’analisi diffusa da MANIRENT sui dati ufficiali ARERA, due famiglie con condizioni economiche molto simili possono così trovarsi con trattamenti opposti proprio nel momento in cui devono affrontare la stagione del riscaldamento.
I prezzi del gas e l’effetto sulle bollette
Sul fronte dei mercati, il 9 ottobre le quotazioni del gas ad Amsterdam hanno raggiunto 80,33 euro al megawattora, con un aumento dell’1,8% nel contesto delle tensioni in Medio Oriente. Si tratta però del mercato all’ingrosso e non del prezzo trasferito automaticamente nelle bollette domestiche.
Per i clienti del servizio di tutela della vulnerabilità, ARERA usa infatti la media mensile del mercato italiano PSV. In questo caso la componente di approvvigionamento è salita da 64,1540 euro/MWh in agosto a 78,8021 euro/MWh in settembre, con un incremento del 22,83% riferito a quella sola voce.
Diverso il dato sulla spesa complessiva: secondo l’Autorità, per l’utente tipo nel servizio di tutela della vulnerabilità l’aumento è stato del 12,7%. Non si tratta quindi di un rincaro uguale sull’intera bolletta, che comprende anche altri costi e imposte.
Soglia nazionale e bisogni reali di riscaldamento
Uno dei nodi messi in evidenza riguarda la distanza tra il limite amministrativo e il costo reale dell’energia per le famiglie. L’ISEE misura la situazione economica considerando redditi, patrimoni e composizione del nucleo, ma non dice quanta energia serva davvero per scaldare una casa.
ARERA tiene conto della zona climatica e dell’uso del gas per determinare l’importo del bonus, ma la soglia ISEE resta uguale in tutta Italia. Questo significa che nuclei separati da un solo euro di indicatore possono avere esiti diversi anche a fronte di necessità di riscaldamento molto simili.
L’importo del bonus, quando riconosciuto, varia infatti in base al trimestre, alla composizione della famiglia, all’utilizzo del gas e alla zona climatica. Non corrisponde quindi a uno sconto fisso o uniforme sulla singola bolletta.
Il dato in Friuli Venezia Giulia e le scelte sulla fornitura
Nel 2025, in Friuli Venezia Giulia, i bonus sociali gas riconosciuti corrispondevano al 6% dei punti di riconsegna domestici secondo ARERA. Il dato fotografa le agevolazioni concesse, ma non misura quante famiglie restino appena sopra la soglia ISEE prevista per il 2026.
Per chi teme nuovi rincari, la prima scelta concreta resta quella del contratto di fornitura. Un’offerta a prezzo fisso stabilizza il costo della materia prima per la durata prevista dal contratto, mentre un’offerta indicizzata segue il parametro di riferimento. Nessuna delle due, da sola, garantisce automaticamente la bolletta più bassa, perché il costo finale dipende anche dalle altre condizioni economiche applicate.
Per questo, nel valutare spese future, il consiglio pratico è non contare su un bonus se l’ISEE supera il limite previsto. Nella lettura dei dati ARERA proposta da MANIRENT, su 100 Smc ipotetici la sola componente di approvvigionamento di settembre risulterebbe superiore di 15,67 euro rispetto ad agosto: un valore illustrativo, non una previsione della bolletta invernale.