Boom dei depositi in conto corrente: come reagiscono gli italiani all’emergenza Covid-19

Gli interventirestrittivi del Governo, posti in essere per fronteggiare la diffusione delCovid-19, hanno comportato un profondo cambiamento delle abitudini degli italianianche dal punto di vista finan...

06 dicembre 2020 00:50
Boom dei depositi in conto corrente: come reagiscono gli italiani all’emergenza Covid-19 -
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Gli interventi
restrittivi del Governo, posti in essere per fronteggiare la diffusione del
Covid-19, hanno comportato un profondo cambiamento delle abitudini degli italiani
anche dal punto di vista finanziario.

Difatti, la
chiusura delle attività produttive non strategiche per l’economia nazionale, il
divieto di spostamento dalla propria abitazione se non per comprovati e validi
motivi ed il conseguente obbligo di adeguarsi alla mutata situazione sanitaria
hanno influito sulle scelte dei privati e delle imprese, che hanno manifestato
una maggiore propensione (laddove possibile) ad accantonare i propri risparmi,
anche per paura del futuro.

Indubbiamente,
complice di tale prospettiva è stato pure il supporto economico del Governo,
che con il Decreto Cura Italia ha stanziato fondi a supporto delle categorie
maggiormente colpite dall’emergenza ed è intervenuto a protezione dei
cittadini, ad esempio sospendendo i pagamenti fiscali o concedendo la moratoria
sui mutui.

Basti considerare
che, secondo i dati rilevati a conclusione di una recente indagine statistica, nei primi nove mesi del 2020 in Italia
sono aumentate in modo vertiginoso le operazioni di deposito presso i conti
correnti
.

In particolar
modo, si assiste ad un incremento medio del 21% per quanto riguarda le imprese
e del 3,4% per le famiglie italiane, rispettivamente raggiungendo la soglia dei
365 miliardi di euro e dei 1.080 miliardi di euro accantonati.

Questo trend è
costante lungo tutta la penisola, sebbene i dati siano parzialmente diversi a
seconda della Provincia su cui si focalizza la valutazione.

La Provincia di Ragusa si posizione al vertice
della classifica, registrando un +14%
rispetto al periodo precedente, dove i depositi
dei nuclei familiari costituiscono il 70,8% del totale.

A seguire vi sono
Lucca (+11,8%), Sassari (+11,7%) e Fermo (+11,5%).

A solo titolo
esemplificativo, la suddetta percentuale
è inferiore nelle Province di Trento (+7%), Venezia (+6,2%) e Trieste (+0,1%)
:
in queste località l’incidenza dei depositi delle famiglie è pari
rispettivamente al 62,4%, al 67% ed al 50%, mentre quella dei depositi delle
imprese raggiunge il 22,9% a Trento, il 20,2% nel Capoluogo veneto ed il 14,8%
nella Provincia friulana.

La sola Provincia
italiana in cui questo trend positivo viene sconfessato è Roma, nella quale ci
si trova dinanzi ad un calo dei depositi pari al 2%.

Al di là di
questi dati rilevati, è bene evidenziare che, se da un lato, il deposito garantisce
maggiore stabilità e sicurezza ad imprese e famiglie, dall’altro lato, si
rischia di incorrere in costi di gestione del conto talmente elevati da
corrodere nel tempo i propri risparmi.

Per tale ragione,
è opportuno scegliere con attenzione la tipologia di conto corrente più adatto
alle proprie effettive esigenze, sia economiche che operative (per maggiori approfondimenti sui conti
correnti:
Migliorcontocorrente.org).

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