Borarium di Opicina, un anno tra laboratorio il 28 settembre e due mostre sul clima

Nello spazio del Museo della Bora in via Nazionale 49 il nuovo ciclo parte alle 18 con incontro in italiano e traduzione in sloveno.

17 settembre 2026 12:31
Borarium di Opicina, un anno tra laboratorio il 28 settembre e due mostre sul clima -
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OPICINA - Il Borarium, spazio del Museo della Bora in via Nazionale 49, festeggia il primo anno di attività con un nuovo programma dedicato al cambiamento climatico. Il primo appuntamento è fissato per lunedì 28 settembre 2026 alle 18, quando partirà il ciclo di incontri “Il cambiamento in persona” con un laboratorio partecipato guidato da Irene Ivoi. Per tutto ottobre 2026 saranno inoltre visitabili due mostre: “Cartoline climatiche del futuro” e “Gradi di cambiamento”.

L’iniziativa interessa il pubblico del territorio perché mette insieme partecipazione, divulgazione e pratiche quotidiane, a partire da un tema concreto come il rapporto tra vacanze, sostenibilità e pressione turistica. Il laboratorio, intitolato “Noi e le vacanze tra impatti ambientali e desideri di ricreazione”, è aperto a venti persone e sarà in italiano con traduzione simultanea in sloveno.

Borarium di Opicina, un anno tra laboratorio il 28 settembre e due mostre sul clima

Il laboratorio del 28 settembre

Con questo incontro il progetto “Segnali di cambiamento/Znanilci sprememb”, avviato durante l’estate, entra in una nuova fase. L’obiettivo è ragionare su quanto la crisi climatica, la consapevolezza dei suoi effetti e l’eccesso di turismo incidano già oggi sulle scelte individuali e collettive, immaginando insieme le vacanze del futuro.

A guidare il laboratorio sarà Irene Ivoi, designer e comunicatrice per la sostenibilità. Tra i profili richiamati dagli organizzatori, Ivoi lavora sul tema del nudge, la “spinta gentile” che orienta i comportamenti senza imposizioni, è speaker TEDx e collabora con organizzazioni pubbliche e private. Ha inoltre pubblicato di recente il libro “La Cerniera” per Pacini Editore.

Due mostre visitabili per tutto ottobre

Accanto al ciclo di incontri, il Borarium ospiterà per l’intero mese due esposizioni legate al progetto sul clima.

Borarium di Opicina, un anno tra laboratorio il 28 settembre e due mostre sul clima

“Cartoline climatiche del futuro” nasce dagli esiti del laboratorio del 16 luglio: disegni, testi e riflessioni sul territorio di domani elaborati da partecipanti di età diverse sono stati trasformati in illustrazioni da sei artisti e artiste di Trieste e dintorni: Jan Sedmak, Giovanna Giuliano, Paolo Pascutto, Aleš Brce, Giulia Silipo e Giulio Quarantotto. Una delle cartoline sarà inoltre riprodotta come manifesto 6x3 in via Fabio Severo.

La seconda mostra, “Gradi di cambiamento”, è un fotoreportage itinerante del fotografo Marco Covi. Il lavoro è stato realizzato in diversi luoghi del Friuli Venezia Giulia ritenuti significativi dal punto di vista meteo-climatico e rende visibile, attraverso un intervento di post-produzione, l’aumento delle temperature registrato in ciascuna località.

Il progetto e il primo anno del Borarium

Il nuovo capitolo dedicato al clima si inserisce nel percorso del Borarium, nato come museo di comunità e in questo primo anno capace di ospitare voci diverse del panorama culturale. Tra gli ospiti passati dallo spazio di Opicina figurano il poeta sloveno Miroslav Košuta, scomparso lo scorso febbraio, lo scrittore Paolo Rumiz, il camminatore e scrittore Riccardo Carnovalini, la scrittrice per ragazzi Chiara Carminati, l’illustratore Francesco Chiacchio e il poeta e artista Antonio Catalano.

Borarium di Opicina, un anno tra laboratorio il 28 settembre e due mostre sul clima

“Segnali di cambiamento/Znanilci sprememb” rientra nel bando della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per iniziative culturali di sensibilizzazione sul clima, nell’ambito del progetto RE-ACTIVE finanziato dall’Unione europea attraverso il Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia. Per la mostra “Gradi di cambiamento”, i dati scientifici utilizzati arrivano dalla Società Meteorologica Alpino-Adriatica, partner scientifico del museo.

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