Buono Libri Veneto 2026/27, domande dal 14 settembre: ISEE, importi e documenti
Contributi fino a 200 euro: chi può richiederli, spese ammesse, ricevute da conservare e gli errori che causano l'esclusione.
Il Buono Libri del Veneto per l'anno scolastico 2026/27 ha ora date, soglie ISEE e importi ufficiali. Le famiglie potranno presentare la domanda dalle ore 9:00 di lunedì 14 settembre fino alle ore 14:00 di venerdì 9 ottobre 2026. La procedura sarà esclusivamente online e richiederà SPID oppure Carta d'identità elettronica.
Il contributo riguarda gli studenti residenti in Veneto che frequentano scuole secondarie di primo e secondo grado, percorsi regionali di istruzione e formazione professionale o, a determinate condizioni, l'istruzione parentale. Non è invece un rimborso generale per tutto ciò che viene acquistato prima del rientro a scuola: zaini, quaderni, tablet, computer, software, strumenti musicali e dizionari restano esclusi.
La regola più importante è prepararsi prima dell'apertura della piattaforma. L'ISEE deve essere quello del 2026, lo studente deve comparire correttamente nel nucleo familiare e ogni spesa deve essere dimostrabile con un documento dal quale risultino venditore, data, natura dei beni e importo pagato.
Le informazioni essenziali
Voce | Regola 2026/27 |
|---|---|
Apertura domanda | 14 settembre 2026, ore 9:00 |
Scadenza | 9 ottobre 2026, ore 14:00 |
Presentazione | Solo online con SPID o CIE |
Portale | |
Fascia ISEE 1 | Da 0 a 10.632,94 euro |
Massimo fascia 1 | 200 euro |
Fascia ISEE 2 | Da 10.632,95 a 15.748,78 euro |
Massimo fascia 2 | 150 euro |
Chi istruisce la domanda | Comune di residenza dello studente |
Esito consultabile | Dal 21 dicembre 2026 |
Conservazione ricevute | 5 anni dal pagamento del beneficio |
Gli importi indicati sono massimali, non somme garantite automaticamente. La Regione assegnerà priorità alle domande della prima fascia. La seconda fascia sarà finanziata soltanto con le risorse rimaste dopo la copertura della prima e potrà quindi ricevere un importo proporzionalmente ridotto.
Chi può chiedere il Buono Libri
La domanda può essere presentata da uno dei genitori appartenente al nucleo familiare dello studente, dal tutore di un minore, dal genitore affidatario oppure direttamente dallo studente se maggiorenne. Per ogni studente è ammessa una sola domanda; eventuali errori potranno essere corretti entro la chiusura del bando.
Lo studente deve:
- essere residente in Veneto;
- frequentare nell'anno 2026/27 una scuola secondaria di primo o secondo grado statale, paritaria o non paritaria inserita nell'Albo regionale;
- oppure frequentare un percorso triennale o di quarto anno presso una scuola di formazione professionale accreditata dalla Regione, compresi i percorsi duali;
- oppure seguire l'istruzione parentale, con la comunicazione preventiva annuale prevista dalla normativa;
- appartenere a un nucleo con ISEE 2026 non superiore a 15.748,78 euro;
- non possedere già un diploma di scuola secondaria di secondo grado.
Il requisito decisivo è la residenza dello studente, non la sede della scuola. Una famiglia residente in Veneto può quindi verificare l'accesso anche quando il ragazzo frequenta fuori Comune, purché il percorso rientri tra quelli ammessi. Il Comune competente per l'istruttoria resta quello di residenza dello studente.
Quanto spetta davvero
Per la fascia con ISEE da zero a 10.632,94 euro il contributo massimo è di 200 euro. Per la fascia da 10.632,95 a 15.748,78 euro il massimo è di 150 euro.
Il rimborso non può comunque superare la spesa realmente sostenuta. Se i libri ammessi sono costati 120 euro, non si ricevono 200 euro solo perché si rientra nella prima fascia. Se per gli stessi libri sono già stati ottenuti altri contributi, nella domanda deve essere indicata la spesa rimasta effettivamente a carico della famiglia.
Il bando consente infatti il cumulo con altri aiuti per la stessa tipologia di acquisto, ma la somma dei benefici non può oltrepassare il costo complessivo. È quindi necessario distinguere con precisione un contributo per i libri da un eventuale sostegno per trasporto, mensa, retta o materiale scolastico.
Quali acquisti sono ammessi
Sono ammesse le spese sostenute per l'acquisto o il comodato di:
- libri di testo indicati dalla scuola;
- contenuti didattici alternativi deliberati e utilizzati nell'ambito del programma di studio;
- versioni cartacee o digitali dei contenuti ammessi;
- ausili indispensabili alla didattica, come gli audiolibri per studenti non vedenti;
- materiali riconducibili al programma educativo nel caso di istruzione parentale.
I contenuti possono essere prodotti da soggetti pubblici o privati, compresi i docenti, ed essere acquistati individualmente o attraverso iniziative collettive. Il punto non è quindi il nome del venditore, ma la possibilità di collegare chiaramente il bene acquistato al percorso scolastico e di dimostrare il pagamento.
Cosa non viene rimborsato
Il bando esclude espressamente:
- dizionari;
- quaderni, penne e materiale di cancelleria;
- zaini, astucci e altro corredo scolastico;
- strumenti musicali;
- notebook e computer;
- tablet;
- software, programmi e sistemi operativi;
- dotazioni tecnologiche a uso scolastico.
La presenza di un prodotto nella lista consigliata dalla scuola non basta a trasformarlo in una spesa ammessa. Prima di sommare gli importi è utile separare i libri e i contenuti didattici finanziabili da tutto il resto. Inserire acquisti esclusi può determinare una riduzione oppure il rigetto della domanda se la spesa dichiarata non è supportata da documentazione idonea.
Ricevute e fatture: cosa deve comparire
Il richiedente dichiara la spesa sotto la propria responsabilità e deve conservarne i giustificativi per cinque anni, calcolati dalla data in cui viene pagato il beneficio. Il Comune può effettuare controlli successivi.
Sono considerati giustificativi, a titolo di esempio, scontrino, fattura, ricevuta bancaria o ricevuta pagoPA. Dal documento deve essere possibile ricostruire senza ambiguità:
1. chi ha venduto il bene;
2. la data dell'acquisto;
3. che cosa è stato acquistato;
4. l'importo effettivamente pagato.
Uno scontrino che riporta soltanto una voce generica e un totale può creare problemi. Quando la descrizione non identifica i libri, conviene chiedere subito al venditore un documento analitico o conservare insieme scontrino, ordine e lista con codici ISBN. Per gli acquisti online vanno salvati sia il documento fiscale sia la conferma dell'ordine e del pagamento.
ISEE 2026: il controllo da fare adesso
La procedura acquisirà il valore ISEE dalla banca dati INPS. Serve un'attestazione 2026 valida riferita al nucleo nel quale compare lo studente. Nei casi previsti può essere richiesto l'ISEE per prestazioni rivolte a minorenni con genitori non coniugati e non conviventi.
Se l'attestazione presenta omissioni o difformità, il portale mostrerà un avviso, ma la regolarizzazione resta responsabilità del richiedente. È possibile presentare la domanda indicando la data di sottoscrizione della DSU anche se l'attestazione non è ancora disponibile. Questa possibilità non elimina però il rischio: se la DSU non produce un ISEE valido in tempo per l'istruttoria del Comune, la domanda viene respinta.
La scelta più prudente è quindi controllare l'ISEE prima del 14 settembre e non aspettare l'ultimo giorno. Vanno verificati anche i codici fiscali di tutti i componenti e la presenza dello studente nel nucleo corretto.
Come presentare la domanda
Dal 14 settembre bisognerà entrare nella propria area riservata del portale regionale con SPID o CIE, compilare tutti i campi e salvare la richiesta. Il sistema invierà una mail di conferma e la domanda sarà visibile nella sezione “Richieste”.
Il salvataggio non va confuso con una semplice bozza lasciata incompleta. Prima di chiudere la pagina è necessario controllare che la richiesta compaia nell'area personale e che sia arrivata la conferma. Gli errori possono essere modificati fino alle ore 14:00 del 9 ottobre.
La domanda viene poi trasmessa al Comune di residenza, che verifica requisiti e dichiarazioni. Non è necessario inviarla separatamente alla Regione, ma il Comune può chiedere documenti o chiarimenti durante l'istruttoria.
Quando si conoscerà l'esito
Dopo la chiusura delle domande, i Comuni svolgeranno controlli e conferme fino al 7 novembre. La Regione approverà il piano di riparto entro il 30 novembre. Dal 21 dicembre 2026 il richiedente potrà entrare nuovamente nel portale con SPID o CIE per conoscere l'esito personale e l'importo assegnato.
Il pagamento sarà eseguito dal Comune, non direttamente dalla Regione. Modalità e tempi effettivi possono quindi variare da un Comune all'altro dopo la pubblicazione del riparto.
Gli errori che fanno perdere il contributo
Le cause più frequenti da evitare sono:
- usare un modulo cartaceo o un canale diverso dalla piattaforma ufficiale;
- superare le ore 14:00 del 9 ottobre;
- presentare la domanda da un soggetto non legittimato;
- indicare uno studente privo dei requisiti;
- avere un ISEE superiore a 15.748,78 euro;
- utilizzare un ISEE scaduto, difforme o riferito al nucleo sbagliato;
- presentare la DSU troppo tardi perché possa produrre l'attestazione;
- dichiarare spese escluse;
- non poter dimostrare il pagamento con giustificativi adeguati;
- confondere il Buono Libri con il Buono Scuola o con la cedola della primaria.
In caso di dichiarazioni non veritiere si decade dal beneficio e le somme già ricevute devono essere restituite.
La checklist da preparare prima del 14 settembre
- SPID funzionante oppure CIE con PIN e applicazione configurata.
- ISEE 2026 valido e senza omissioni o difformità.
- Codice fiscale dello studente.
- Denominazione, Comune e dati della scuola frequentata.
- Classe e percorso per l'anno 2026/27.
- Lista ufficiale dei libri con codici ISBN.
- Totale delle sole spese ammesse.
- Scontrini, fatture, ricevute bancarie o pagoPA leggibili.
- Prove degli ordini online e dei relativi pagamenti.
- Informazioni su altri contributi già ottenuti per gli stessi libri.
- Indirizzo email controllato e capiente.
Chi deve ancora ordinare i testi può consultare anche la guida di Nordest24 sui libri scolastici 2026/27, che spiega la differenza tra cedole della primaria, comodato gratuito in FVG e contributi per le scuole secondarie. Per le date del rientro e delle vacanze resta invece utile il calendario scolastico aggiornato del Veneto.
Le informazioni di questa guida derivano dalla DGR Veneto n. 888 del 19 agosto 2026 e dal relativo Allegato A pubblicato nel Bollettino ufficiale regionale. Prima dell'invio bisogna comunque leggere le istruzioni operative che saranno disponibili nel portale, perché schermate e campi richiesti possono essere aggiornati.