Caldo a Trieste, oltre 160 segnalazioni: Piazza Unità la più evitata

La Controra raccoglie le voci dei cittadini: Rive e centro tra i punti critici, fermate del bus tra i luoghi più segnalati.

12 agosto 2026 11:23
Caldo a Trieste, oltre 160 segnalazioni: Piazza Unità la più evitata -
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TRIESTE - Più di 160 segnalazioni già raccolte in una mappa partecipata del caldo urbano, con Piazza Unità indicata finora come il luogo più evitato, il Carso come rifugio più cercato e le Rive tra gli spazi che i cittadini vorrebbero cambiare. È la fotografia aggiornata di “La Controra, percezioni climatiche nello spazio urbano”, progetto che a un mese dall’avvio sta mettendo insieme non solo punti sulla cartina, ma anche racconti concreti di come si vive l’estate in città.

Il quadro arriva mentre anche il mare, tradizionale via di fuga dal caldo per i triestini, mostra temperature eccezionali: il 1 luglio 2026 la boa Mambo1, al largo di Miramare, ha registrato 28,34 gradi, record dell’intera serie storica. Dal 2000, viene ricordato nel progetto, il golfo di Trieste si riscalda sette volte più in fretta rispetto al secolo scorso.

Caldo a Trieste, oltre 160 segnalazioni: Piazza Unità la più evitata

La raccolta delle testimonianze era partita il 27 giugno da un’immagine semplice e molto concreta: la saracinesca abbassata di una bancarella di libri in via del Rosario con un cartello scritto a mano, “Chiuso per troppo caldo. Go una certa età”. Da lì ha preso forma una mappatura che prova a raccontare il caldo attraverso la vita quotidiana, le abitudini cambiate, i luoghi evitati e quelli cercati per trovare sollievo.

I luoghi più segnalati tra centro, Rive e Carso

La mappa si sta colorando con pin rossi per i luoghi evitati, azzurri per i rifugi dal caldo e verdi per gli spazi che i cittadini vorrebbero diversi. Chi risponde spesso indica più di un posto, facendo crescere rapidamente il numero delle segnalazioni.

Al momento, Piazza Unità è il luogo da evitare più citato, seguita dalle Rive e dal centro storico nel suo insieme. Il Carso resta invece il rifugio più nominato da chi vuole sfuggire alla canicola, seguito da viale XX Settembre. Le Rive compaiono anche come l’area che più persone vorrebbero vedere trasformata.

Caldo a Trieste, oltre 160 segnalazioni: Piazza Unità la più evitata

Sul Carso le risposte descrivono modi diversi di cercare fresco: c’è chi sceglie una pineta, chi le aree verdi attorno al Sincrotrone nelle ore serali e chi perfino una grotta. Ma dalle testimonianze emerge anche un limite pratico: il fresco non è accessibile a tutti allo stesso modo. Un partecipante, Giuliano, 75 anni, osserva che è un’opzione comoda soprattutto per chi ha l’auto, mentre chi non guida o non può permettersi di spostarsi resta in città.

Anziani soli e quartieri meno raccontati

Tra i temi che tornano più spesso c’è quello delle persone anziane sole, senza aria condizionata o con difficoltà a uscire nelle ore più calde. Nelle risposte viene citato anche San Giacomo, immaginato come uno dei quartieri dove il caldo può pesare di più in appartamenti piccoli e poco ventilati.

La mappa, però, non si ferma al centro. Alcune testimonianze spostano l’attenzione su aree meno raccontate del dibattito pubblico: largo Sonnino, descritto da una persona come “una fornace a cielo aperto” dopo la riqualificazione, poi piazzale Valmaura e piazzale Cagni. È un’indicazione precisa: il disagio legato al caldo urbano non riguarda soltanto le zone più centrali o turistiche, ma anche quartieri periferici e spazi meno rappresentati.

Caldo a Trieste, oltre 160 segnalazioni: Piazza Unità la più evitata

Tra i luoghi che ricorrono c’è anche Piazza Goldoni. Nelle risposte il tema non è solo la mancanza di alberi, ma l’idea di una piazza vissuta ogni giorno da persone diverse, di tutte le età e condizioni sociali, e quindi ritenuta meritevole di un intervento più ampio rispetto alle soluzioni attuali.

Fermate del bus e dettagli della vita quotidiana

La raccolta entra anche in una scala molto più minuta, quella delle singole fermate dell’autobus. Una segnalazione riguarda la fermata di Riva del Mandracchio, davanti all’Hotel Savoia, descritta come impraticabile nelle ore di sole. Altre indicano con precisione la fermata di via Ghega lato Zampolli, quella di viale Miramare lato Parisi e quella in piazza Foraggi.

Sono dettagli che mostrano bene il senso del progetto: non limitarsi a una discussione generale sul clima, ma registrare dove il caldo incide davvero sui tempi e sui movimenti quotidiani, dall’attesa del bus alla necessità di controllare l’orario prima di uscire di casa. Anche il dibattito attorno a Piazza Unità torna nelle risposte con accenti diversi, ma con un elemento comune: la percezione di uno spazio molto esposto al sole.

Caldo a Trieste, oltre 160 segnalazioni: Piazza Unità la più evitata

La controra di ieri e quella di oggi

Non tutte le testimonianze vanno nella stessa direzione. Per molti la controra di oggi è vissuta come una limitazione, diversa dal ricordo di un tempo percepito come più sopportabile. Una delle partecipanti ricorda l’infanzia dietro le tapparelle semiabbassate come un riparo piacevole, mentre oggi la stessa pausa nelle ore più calde viene vissuta come un confinamento forzato.

Altri, però, descrivono la controra in modo meno negativo, come un momento accettato della giornata, legato al riposo del primo pomeriggio. Anche per questo la mappatura non restituisce una classifica definitiva, ma un insieme di percezioni spesso diverse tra loro.

Come partecipare alla mappatura

Le classifiche restano aperte e possono cambiare con poche risposte in più. Il progetto continua anche nelle prossime settimane, invitando i cittadini a segnalare un luogo evitato per il troppo caldo, uno dove si cerca fresco o uno spazio che si vorrebbe diverso. Le segnalazioni possono essere inviate attraverso il modulo “Partecipa alla mappatura” sul sito di La Controra e anche via mail.

Caldo a Trieste, oltre 160 segnalazioni: Piazza Unità la più evitata

“La Controra – Percezioni climatiche nello spazio urbano” è un progetto di Cizerouno finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del programma Interreg Italia-Slovenia RE-ACTIVE, dedicato a iniziative di sensibilizzazione sul cambiamento climatico.

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