Camino al Tagliamento, a Villa Valetudine debutta il concorso enologico delle Grave
Il 17 maggio a Villa Valetudine APS si sono confrontate undici cantine e 27 degustatori tra giuria tecnica e popolare.
CAMINO AL TAGLIAMENTO - Il vino come punto d’incontro tra le due rive del Tagliamento. Con questo spirito il 17 maggio Villa Valetudine APS ha ospitato a Camino al Tagliamento la prima edizione del concorso enologico “Di cà e di là da l’aghe”, iniziativa dedicata alle eccellenze vitivinicole delle Grave friulane.
L’appuntamento segna un nuovo passaggio nell’attività di Villa Valetudine, realtà che negli ultimi sei anni ha promosso oltre 120 eventi artistici e culturali, fino a diventare un riferimento nel Friuli Venezia Giulia. Da quest’anno l’oasi culturale si è costituita ufficialmente in associazione e ha esteso il proprio raggio d’azione anche all’ambito enogastronomico e vitivinicolo.
Il concorso è stato ideato e curato dalla sommelier Barbara Diana Pupolin con l’intento di mettere in relazione produttori, tecnici e appassionati, valorizzando il patrimonio del vino locale attraverso confronto, scoperta e condivisione. A sostenere e ospitare l’iniziativa, nella sala dedicata a Piero Pittaro, sono stati Adriano Smets e Giacomo Verweij per Villa Valetudine APS.
La manifestazione, patrocinata dal Comune di Camino al Tagliamento, dal Ducato dei Vini Friulani e da Friuli Doc Grave, ha riunito undici aziende vitivinicole del territorio e ventisette degustatori divisi tra giuria tecnica e giuria popolare. Il confronto tra i campioni in concorso è stato segnato da scarti minimi tra molte etichette presentate, elemento che secondo gli organizzatori conferma la crescita qualitativa della produzione delle Grave friulane. Un tema che si inserisce nel più ampio racconto del vino come espressione del territorio.
Durante la premiazione, condotta da Barbara Diana Pupolin, è tornato più volte il motto scelto per la manifestazione: “Il Tagliamento divide, il vino unisce”. Alla serata erano presenti anche i duchi Tilde e Alessandro Badoglio, Enrico Furlan in rappresentanza del Ducato dei vini Friulani, Stefano Trinco presidente della DOC Friuli, oltre a sindaci e assessori dei Comuni di Camino al Tagliamento, Bertiolo, Codroipo e Latisana.
I vini premiati
Il riconoscimento per il miglior vino bianco è andato a Cabert di Bertiolo con il Sauvignon DOC Friuli 2025. Nella categoria dei rossi ha vinto Vendrame Vignis del Doge con il Refosco dal Peduncolo Rosso DOC Friuli 2023.
Il premio “Vino del cuore”, assegnato dal pubblico, è stato attribuito a Lorenzonetto Cav. Guido di Latisana con il Cabernet Franc Venezia Giulia IGT 2024. Il premio della giuria tecnica è invece andato a Borgo delle Oche di Valvasone con il Friulano DOC Friuli 2024.
Il ruolo di Villa Valetudine
Nel corso della serata è stato richiamato anche il ruolo crescente di Villa Valetudine come polo culturale del territorio. Adriano Smets e Sjaak Verweij, entrambi originari dei Paesi Bassi ma legati al Friuli, hanno trasformato la villa in uno spazio dedicato ad arte, letteratura, cultura e appuntamenti enogastronomici.
Più che una semplice gara tra etichette, “Di cà e di là da l’aghe” ha assunto il profilo di un momento di incontro tra identità locali diverse ma legate dallo stesso territorio. Il concorso ha raccontato il carattere delle Grave friulane, terre sassose e spesso poco celebrate, ma ricche di tradizioni, storie e vini capaci di distinguersi anche davanti a degustatori esperti.
L’esordio della manifestazione si è chiuso con quattro riconoscimenti: miglior vino bianco a Cabert di Bertiolo con il Sauvignon DOC Friuli 2025, miglior vino rosso a Vendrame Vignis del Doge con il Refosco dal Peduncolo Rosso DOC Friuli 2023, premio del pubblico a Lorenzonetto Cav. Guido di Latisana con il Cabernet Franc Venezia Giulia IGT 2024 e premio della giuria tecnica a Borgo delle Oche di Valvasone con il Friulano DOC Friuli 2024.