Sconti benzina e gasolio in Friuli Venezia Giulia, Scoccimarro: vigilanza sui prezzi alla pompa
La Regione ricorda i 65 milioni stanziati negli ultimi anni e annuncia verifiche con Guardia di Finanza e organismi competenti.
UDINE - La Regione Friuli Venezia Giulia annuncia controlli sui prezzi dei carburanti per verificare che gli sconti regionali e il taglio deciso dal Governo si traducano davvero in un risparmio per chi fa rifornimento. Al centro c’è il timore che una parte del beneficio pubblico finisca assorbita lungo la filiera, senza arrivare interamente ai cittadini.
A rilanciare il tema è l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, che richiama l’impegno economico messo in campo dal Friuli Venezia Giulia negli ultimi anni: 65 milioni di euro destinati alla riduzione del costo di benzina e gasolio attraverso il sistema regionale di agevolazione.
Cosa contesta la Regione sui prezzi alla pompa
Secondo Scoccimarro, il problema riguarda il divario che continua a registrarsi in Friuli Venezia Giulia rispetto ad altre regioni vicine. Alcune compagnie petrolifere, osserva la Regione, mantengono infatti prezzi più alti, motivando la differenza con maggiori costi di trasporto legati alla posizione geografica del territorio.
Una spiegazione che l’assessore giudica non sufficiente a chiarire del tutto il fenomeno. Nelle valutazioni richiamate dalla Regione pesano infatti diversi fattori logistici, come percorrenze, capacità delle autobotti, costi del personale e organizzazione della distribuzione, elementi che per l’amministrazione non bastano da soli a giustificare il divario registrato alla pompa.
Il nodo, per la Giunta regionale, è che la presenza di agevolazioni pubbliche consistenti possa in alcuni casi frenare l’adeguamento dei listini da parte degli operatori, con il rischio che parte del vantaggio economico previsto per i consumatori venga trattenuto lungo la catena di distribuzione.
Gli sconti regionali e la fascia vicina al confine sloveno
Nel ricordare la linea seguita dalla Regione, Scoccimarro sottolinea che il Friuli Venezia Giulia utilizza una quota delle compartecipazioni derivanti dalle tassazioni statali sui carburanti proprio per contenere il costo del pieno e contrastare il cosiddetto turismo del rifornimento.
In questo quadro viene richiamata anche la recente introduzione della fascia 0 nelle aree più vicine al confine sloveno, misura che secondo la Regione ha rafforzato ulteriormente il sistema di agevolazioni, rendendo più conveniente il prezzo della benzina sul territorio regionale.
L’obiettivo dichiarato resta quello di sostenere i residenti e limitare la fuga dei consumatori verso i distributori oltreconfine, tema storicamente sensibile nelle zone di frontiera del Friuli Venezia Giulia.
Il richiamo al taglio deciso dal Governo
L’assessore collega l’iniziativa regionale anche alla scelta del Governo di ridurre il prezzo dei carburanti attraverso il taglio di accise e Iva, indicato complessivamente in circa 17 centesimi al litro sul gasolio.
Da qui l’invito a fare in modo che gli effetti combinati delle misure nazionali e regionali vengano trasferiti integralmente ai cittadini. Scoccimarro parla apertamente della necessità di evitare che qualcuno possa trarre margini aggiuntivi da risorse pubbliche nate con finalità opposte, cioè abbassare il costo del rifornimento.
Verifiche con Guardia di Finanza e organismi competenti
La Regione annuncia quindi una fase di vigilanza sui prezzi praticati. Il controllo, viene spiegato, riguarderà sia il pieno rispetto degli sconti regionali sia l’applicazione della riduzione introdotta dal Governo, in collaborazione con Guardia di Finanza e organismi competenti.
La posizione espressa dall’assessore è netta: le agevolazioni pubbliche, sostiene la Regione, devono avere come destinatari finali i cittadini e non trasformarsi in maggiori margini per la filiera petrolifera. L’amministrazione regionale afferma per questo che seguirà da vicino l’andamento dei prezzi alla pompa sul territorio friulano giuliano.