Carcere a San Vito al Tagliamento, l’iter del cantiere si sblocca
SanVito al Tagliamento, 25 maggio 2020 –Se il buongiorno si vede dal mattino, oggiè una giornata luminosa per San Vito al Tagliamento, in particolare per l’iterdel nuovo istituto penitenziario del Fri...
San
Vito al Tagliamento, 25 maggio 2020 –Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi
è una giornata luminosa per San Vito al Tagliamento, in particolare per l’iter
del nuovo istituto penitenziario del Friuli Occidentale. In occasione del
sopralluogo di questa mattina all’ex caserma Dall’Armi per la consistenza dei
lavori del cantiere del futuro carcere da 300 posti nell’ex sito militare di
via Divisione Garibaldi, il responsabile della pratica del Provveditorato alle
opere pubbliche del Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, ing.
Francesco Sorrentino, ha comunicato importanti novità che preannunciano uno
sblocco dell’iter realizzativo dell’opera.
“Con
oggi - ha spiegato Sorrentino - si è accertato lo stato di consistenza con l’impresa
che aveva originariamente vinto l’appalto ovvero l’Associazione temporanea di
imprese Kostruttiva-Riccesi”. Un passo che segue la sentenza della Corte di
Cassazione del 20 gennaio 2020 che ha definitivamente chiarito che è l’Impresa
Pizzarotti di Parma la realtà che subentrerà al contratto per la costruzione
della struttura che sorgerà al posto dell’ex caserma. Con il Verbale di
consistenza lavori, nel concreto si è verificato oggi, sul posto, quanto finora
realizzato dall’Associazione temporanea di imprese inizialmente aggiudicataria dell’appalto
così da quantificare il dovuto. Al contempo, il Provveditorato può rientrare in
possesso del bene demaniale. Un passaggio necessario prima della futura stipula
del contratto con la nuova impresa risultata subentrante, aggiudicataria
dell’opera, ovvero la Pizzarotti, un colosso con un portafoglio ordini da 13
miliardi di euro, arrivata inizialmente seconda nella gara.
Quali i prossimi step e quando si potrà riprendereil cantiere? Il responsabile del Provveditorato triveneto alle opere pubbliche, l’ing. Sorrentino, ha spiegato che “si stanno facendo alcune verifiche dal punto di vista giuridico con l’Avvocatura di Stato per vedere la modalità di subentro di Pizzarotti perché le condizioni economiche sono completamente differenti. Pizzarotti aveva offerto in gara d’appalto un ribasso dell’1 per cento, mentre l’Ati Kostruttiva-Riccesi aveva presentato un ribasso di circa il 25 per cento. Si parla di un delta economico, compreso di Iva e altro, di circa 8 milioni di euro”. Pertanto, nel caso in cui l’Avvocatura di Stato confermasse l’applicazione del ribasso della gara d’appalto, si dovrà richiedere un’ulteriore tranche di fondi ad integrazione poiché l’importo complessivo dei lavori del nuovo istituto penitenziario passa da circa 22 milioni di euro a circa 30 milioni di euro. Il passaggio di verifica dei fondi dovrebbe richiedere tempi stretti e cioè un paio di mesi.
L’ing. Sorrentino si è poi soffermato sulle tempistiche realizzative. “Sono in corso verifiche presso l’Ufficio centrale bilancio del Ministero dell’Economia e delle Finanze per la modalità di re-iscrizione dei fondi attualmente a nome dell’Ati Kostruttiva-Riccesi per assegnarli all’Impresa Pizzarotti. Fino a che non abbiamo questa certezza, che contiamo di avere entro un paio di settimane, non possiamo procedere alla stipula del contratto che, se tutto andrà a buon fine e nei tempi previsti, in maniera ottimistica si può pensare di stipulare entro questa estate. La consegna dei lavori, in questo caso, potrebbe avvenire già quest’autunno”. Una data al netto di eventuali contenziosi che potrebbero nascere dalla verificare dell’Avvocatura sullo Stato sulla consistenza dei lavori svolti dall’Ati Kostruttiva-Riccesi.
Parlando
di progettazione del futuro istituto penitenziario del Friuli Occidentale,
l’ing. Sorrentino ha ricordato che “la gara d’appalto bandita dall’allora
Commissario straordinario per le infrastrutture carcerarie, tra il 2011-2012
poi passato di competenza al Provveditorato triveneto alle opere pubbliche,
prevedeva che i partecipanti presentassero un progetto definitivo. E così è
stato per tutti. Successivamente l’Ati Kostruttiva-Riccesi ha sviluppato il
progetto esecutivo seguendo le indicazioni dell’Amministrazione penitenziaria,
modificando non poco il definitivo”. Sorrentino ha annunciato oggi che “su
questo fronte abbiamo interpellato l’Impresa Pizzarotti già incassando da parte
loro la disponibilità ad eseguire il progetto esecutivo realizzato dall’Ati Kostruttiva-Riccesi,
così da accorciare i tempi di attuazione dell’opera. Ma, hanno precisato,
tenendo conto che si faccia propria l’offerta presentata in gara d’appalto
ovvero con il ribasso dell’un per cento”.
Presente
oggi al sopralluogo nell’ex caserma Dall’Armi, un’area ampia una cinquantina di
ettari alle porte della cittadina sanvitese messa a disposizione dal Comune di
San Vito al Tagliamento per la realizzazione del nuovo carcere, c’erano oltre
ai funzionari ministeriali, una rappresentanza dell’Ati Kostruttiva-Riccesi e il
Sindaco Antonio Di Bisceglie, il quale ha dichiarato: “Con oggi ci si augura lo sblocco di una vicenda annosa
che ha visto la conclusione di un contenzioso trascinato per quasi due anni e
soprattutto questo significa cercare di definire un nuovo cronoprogramma e
dunque la ripresa dei lavori del nuovo carcere. Una infrastruttura molto attesa
che vale per tutta la Regione e, ancora di più, per la nostra cittadina”.
Durante il sopralluogo di oggi, è stata usata più volte la parola “accelerare”
parlando dell’iter realizzativo del nuovo carcere. L’ha usata il Sindaco Di
Bisceglie, l’ha ribadita l’ing. Sorrentino, il quale ha aggiunto: “La volontà è
di accelerare in questa fase i vari adempimenti per arrivare al più presto alla
stipula del contratto con l’Impresa Pizzarotti. Se non ci saranno intoppi,
facendo tutti gli scongiuri, con la consegna dei lavori per questo autunno, si
può ipotizzare la fine dei lavori dell’istituto penitenziario tra la fine del
2022 e i primi mesi del 2023”.